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"Si moriva dal caldo", quella memorabile estate del 1974

"Si moriva dal caldo", quella memorabile estate del 1974Si moriva dal caldo (Intrecci, 2018) è il piacevole romanzo d'esordio di Mirco Giulietti, giornalista e webmaster, attualmente in forze all'azienda sanitaria regionale delle Marche.

Cos'aveva di speciale l'estate del 1974, durante la quale si svolge la vicenda che ci viene raccontata in prima persona dal giovanissimo protagonista, trasparente alter ego coetaneo dell'autore?

Molte cose, almeno per un bambino di dieci anni apppassionato di calcio e di altri sport: mentre ai mondiali di calcio in Germania, da cui l'Italia viene eliminata al primo turno, si fa strada l'Olanda di Cruijff e del "calcio totale", sul fronte del ciclismo c'è Eddy Merckx che vince il Tour, e che si avvia a realizzare la fantastica tripletta di Giro, Tour e Campionato Mondiale conquistati nello stesso anno.

 

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Ma mentre sul televisore in bianco e nero di famiglia scorrono le immagini di partite e tappe, il nostro protagonista deve anche affrontare ciò che accade attorno a lui, in una piccola frazione di poche case, immerse nella campagna marchigiana a pochi chilometri dal mare, dove vive con i genitori, una sorella e due fratelli più grandi. Proprio quando iniziano le sospirate vacanze estive, la signorina Marella, una giovane ereditiera che abita in una bella villa a pochi passi dalla casa del narratore, viene ritrovata morta nel soggiorno della sua abitazione, uccisa da un colpo di pistola.

Il ritrovamento getta un enorme scompiglio nella piccola comunità della frazione, dove tutti si conoscono e si ritrovano improvvisamente a dubitare uno dell'altro, scoprendo qualche altarino e svelando insospettabili segreti. Cercando di emulare il suo eroe dei fumetti preferito, Tex Willer, il narratore si lancia alla ricerca della verità: l'epilogo sarà davvero sorprendente.

Come viveva un bambino di dieci anni nel 1974? Cosa pensava, cosa sognava, come si divertiva?

"Si moriva dal caldo", quella memorabile estate del 1974

Prima che un thriller, Si moriva dal caldo è un affettuoso e divertito affresco di un mondo scomparso, da cui ci separano cronologicamente solo pochi decenni, durante i quali le nostre vite quotidiane sono state però trasformate in modo radicale dalla tecnologia. Televisori a colori, impianti stereo, lettori CD e poi DVD, videoregistratori, per non parlare di computer e videogiochi, appartenevano ancora a un futuro imprevedibile nel momento in cui il protagonista spiega al lettore la costruzione dei giocattoli rudimentali, composti da pochi elementi e da molta fantasia, con cui si diverte insieme agli amici. Tutto il mondo rurale che lo circonda è descritto con umorismo e ironia, ma anche con molto affetto, oltre che con un'evidente nostalgia per una stagione irripetibile della vita: il passaggio dall'infanzia all'adolescenza.

"Si moriva dal caldo", quella memorabile estate del 1974

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Se questi sono gli indubitabili pregi di Si moriva dal caldo, occorre però segnalare anche quello che ci è sembrato un suo difetto: lo spazio eccessivo accordato ai resoconti delle partite del Mondiale, ai commenti delle tappe del Tour de France e ai riassunti delle avventure di Tex Willer, di cui il protagonista colleziona gli albi. Queste lunghe e frequenti digressioni tendono da un lato a distrarre il lettore dalla vicenda principale, che è comunque assimilabile a un classico "giallo" di cui si vuole conoscere la soluzione, dall'altro ad annoiare chi non sia un grande appassionato dei temi proposti, soprattutto per quanto riguarda le cronache fin troppo dettagliate delle partite disputate ai Mondiali dalla nazionale olandese. A chi, invece, era bambino in quegli anni, Si moriva dal caldo promette un piacevole tuffo in un mondo di cui ha magari dimenticato i tanti particolari raccontati con garbo da Mirco Giulietti.


Per la prima foto, copyright: Simon Rae.

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