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Shakespeare fu davvero Shakespeare, dicono

William ShakespeareLa vera identità di William Shakespeare è un dilemma che tiene occupati studiosi ed esegeti di varia natura da secoli, in sostanza da quando il drammaturgo e poeta di Stratford-upon-Avon morì.

La stessa ricostruzione della sua vita è stata di qualche problematicità, essendo non molte le notizie certe, e tante quelle variamente desunte.

 

La “questione shakespeariana” ha conosciuto moltissime ipotesi, e una di queste, tra le più suggestive (o fantasiose?) conduce dritti dritti al nostro Paese. Con una certa insistenza, infatti, si è parlato di tre personaggi identificabili col Bardo: dal linguista siciliano Michelangelo Florio Crollalanza, al predicatore toscano Michelangelo Florio, fino al figlio di questi, John Florio, umanista naturalizzato inglese.

 

C’è da dire, però, che si tratta di ipotesi che mai hanno goduto di un riconoscimento “ufficiale”; tuttavia, hanno contribuito a infiammare, e non poco, gli animi di alcuni potenziali “concittadini” del geniale autore.

 

Recentemente, un gruppo di ventidue studiosi shakespeariani, tra i più eminenti al mondo, è giunto alla decisione di lavorare in team, allo scopo di produrre un contributo che rappresenti un passo fondamentale nell’affermazione di William Shakespeare come il vero autore dei drammi che gli vengono attribuiti, al di là di presunte o reali collaborazioni e oltre la natura composita degli scritti teatrali dell’epoca.

 

Che sia la volta buona perché polemiche infruttuose, campanilismi sterili, esaltazioni effimere e infinite dispute accademiche conoscano il termine?

 

In verità, non crediamo.

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Commenti

Di tutte le teorie cospirative-complottistiche quelle sul 'vero' Shakespeare non sono forse le più pericolose (insomma, non sono i Protocolli dei Savi di Sion) ma io personalmente le trovo le più stupide e odiose.
Non solo non sono mai riusciti a portare uno straccio di prova a favore dei loro candidati preferiti ma sono frutto, puramente e semplicemente, di snobismo: gente che dall'alto della propria ignoranza non riesce a credere che Shakespeare fosse un semplice attore di provincia, figlio di un bottegaio, e non un laureato a Oxford di nobili origini che ha viaggiato per le Europa visitando tutte le corti - insomma, uno come intelligente e colto come loro, più o meno.

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