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Sfrattati, storie di un’Italia senza casa

Sfrattati, storie di un’Italia senza casaCorbaccio ha appena pubblicato Sfrattati di Giuseppe Marotta, storie di un’Italia senza casa raccontate da chi la conosce bene per mestiere. L’autore, infatti, di cui Corbaccio aveva già edito nel 2013 il romanzo d’esordio E i bambini osservano muti, lavora da molti anni nella pubblica amministrazione come ufficiale giudiziario, impegnato nell’hinterland milanese: è lui quello che recapita a domicilio notifiche, ingiunzioni, avvisi di pignoramento, oppure che consegna ai detenuti i vari atti che li possono riguardare. Ma, soprattutto, è incaricato di sfrattare chi ha perso il diritto ad avere una casa.

Non siamo quindi in presenza di un romanzo classico, ma di una via di mezzo fra un reportage e una narrazione romanzata, in cui l’autore ci racconta in prima persona le sue esperienze di vita quotidiana nel mondo delle persone sfortunate, messe in ginocchio dalla crisi economica degli ultimi anni.

Tra loro troviamo un po’ di tutto, dal piccolo imprenditore che, fallendo, ha perso anche la proprietà della sua abitazione, alla famiglia ridotta sul lastrico da un licenziamento (magari doppio, quando capita che marito e moglie lavorino nella stessa fabbrica che chiude all’improvviso) e impossibilitata a pagare l’affitto; ci sono immigrati, venuti in Italia in cerca di un lavoro che è venuto a mancare, che si riducono a occupare abusivamente edifici fatiscenti; ci sono donne sole con figli a carico, e uomini separati che non riescono più a vivere dignitosamente una volta pagato il mantenimento alla ex moglie e ai figli.

Per tutti quanti, comunque, la conclusione è una sola: l’ingiunzione di sfratto che, di rinvio in rinvio, li porterà fatalmente al giorno in cui dovranno abbandonare il luogo in cui vivono per andarsene alla ricerca di un altro alloggio, ma più spesso ancora per chiedere ospitalità a chiunque sia in grado di concedergliela.

Sfrattati, storie di un’Italia senza casa

Marotta sottolinea come, in questo groviglio di situazioni penose, manchi da sempre una politica di sostegno alle persone in difficoltà: stiamo spendendo miliardi per Expo, ma i comuni hanno le casse vuote e non sono in grado di aiutare chi, dopo aver pagato l’affitto per anni, ha smesso di farlo perché ha perso il lavoro.

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Sfrattati, storie di un’Italia senza casa, Giuseppe MarottaMuovendosi ogni giorno da un caso all’altro nel ruolo di ufficiale giudiziario, l’autore ci racconta il suo sforzo per ottenere rinvii, per attivare le poche forme di sostegno fornite dagli assistenti sociali, e per condurre a qualche forma di accordo proprietari e inquilini. Nella sua ricerca di possibili soluzioni a problemi che si presentano fin dal principio pressoché irrisolvibili, ci comunica anche, con forza, tutta la sua empatia nei confronti delle persone presso cui è costretto a svolgere un compito sgradevole. Ci tiene anche a sottolineare come tra le vittime, oltre agli sfrattati, figurino spesso anche gli stessi proprietari delle case contese, costretti per anni a pagare tasse, spese o addirittura mutui di immobili da cui non percepiscono alcun reddito, e che magari avrebbero necessità di vendere per risollevarsi a loro volta da situazioni economiche precarie, in una guerra tra poveri per la quale fino ad ora non sembrano esserci soluzioni.

Una guerra che talvolta si fa davvero tragica, causando morti di cui pochi si ricordano: ci sono stati centinaia di suicidi, negli ultimi anni, tra coloro che, strangolati dai debiti, distrutti dai fallimenti e sfrattati dalle loro abitazioni, hanno scelto consapevolmente di porre fine alla propria esistenza. La crisi economica, del resto, ha solo riacutizzato un problema che esisteva già da decenni, con picchi periodici alternati a fasi di apparente riduzione, e che continua a esistere sia grazie all’indifferenza della classe politica che ha governato l’Italia, sia a causa di una giustizia lenta, troppo burocratica e del tutto inefficiente, come sostiene lo stesso Marotta nelle pagine finali di Sfrattati.

«E così sono giunto a una conclusione imbarazzante e amara, frutto di una constatazione paradossale e sconfortante: tutti i governi degli ultimi vent’anni nel campo della giustizia sono stati fallimentari. Tutti. […] Nell’attesa che qualche ministro illuminato, sostenuto da un governo solido, ponga fine a questa via crucis giudiziaria, mi domando quante altre voci […] dovranno combattere anni nei tribunali […]per riaffermare i loro diritti senza rischiare nel frattempo lo sfratto, o peggio ancora l’infarto. Perché non si dimentichi, come ammoniva Enzo Tortora, che la giustizia negata è spesso l’anticamera della malattia, se non della morte».

Sfrattati, storie di un’Italia senza casa

Non si dimentica facilmente, al termine della lettura, l’umanità dolente e disperata che popola le pagine di Sfrattati di Giuseppe Marotta, raccontandoci le storie di un’Italia senza casa. 

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