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Sessant'anni di amore non corrisposto. Storia di una donna raccontata da suo figlio

Sessant'anni di amore non corrisposto. Storia di una donna raccontata da suo figlio«Il grande amore di mia madre è morto oggi. Era una vecchia quercia, sano fino al midollo anche in punto di morte. È crollato per terra mentre sfogliava, chino sul leggio, una pagina della Sinfonia in Sol minoredi Mozart. Quando lo hanno trovato, stringeva nella mano rigida un brandello della partitura, gli squilli dei corni all’inizio dell’Adagio. Una volta aveva detto a mia madre che la Sinfonia in Sol minoreè il più bel brano musicale mai composto. – Leggeva da sempre le partiture come altri leggono i libri. Di qualsiasi opera gli capitasse tra le mani, arcaica o frivola che fosse. Ma soprattutto andava a caccia del nuovo.»

 

L'autore, lo scrittore svizzero Urs Widmer (1938-2014), non lo ha mai confermato pubblicamente, ma quest'incipit e in generale il ritratto di Edwin, il grande amore mai corrisposto della madre, conduce al direttore d'orchestra svizzero Paul Sacher (1906-1999), mentre Clara, la protagonista femminile, è con ogni probabilità la parafrasi della madre dell'autore. A lei il figlio scrittore dedica questo toccante requiem pubblicato in Svizzera nel 2000, tradotto per la prima volta in italiano nel 2002 da Eugenio Lio per Bompiani con il titolo L'uomo amato da mia madre, e ora splendidamente ritradotto – con il titolo Il grande amore di mia madre – da Roberta Gado per Keller, che di Urs Widmer nel 2015 aveva già tradotto, sempre per Keller, Il sifone blu, e nel 2017 Il libro di mio padre. Di quel padre che in questo libro compare fugacemente come il ripiego di Clara per tentare di costruirsi un'esistenza sopportabile, un surrogato a quella che lei avrebbe voluto trascorrere al fianco di Edwin.

 

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Edwin è di origini povere e modeste ma con una dedizione e un trasporto tipici solo dei geni, e grazie all'aiuto di un maestro che probabilmente corrisponde alla figura del direttore, compositore e pianista austriaco Felix Weingarten (1863-1942), da analfabeta musicale diventa direttore d'orchestra. Ancora giovanissimo fonda a Basilea la Junges Orchester, che nella vita reale si chiamava Basler Kammerorchester, con un profilo innovatore. Per non seguire pedissequamente gli eventi accaduti, Widmer colloca l'esordio dell'orchestra di Edwin, la Junges Orchester, nel luglio del 1927, invece la Basler Kammerorchester suonò per la prima volta il 21 gennaio dello stesso anno. Nel corso della narrazione tante altre differenze emergeranno fra la Storia e la fantasia dell'autore, ma il filo con la realtà storica non si spezzerà mai.

Sessant'anni di amore non corrisposto. Storia di una donna raccontata da suo figlio

Clara è figlia unica di un uomo arricchito che perde tutto il Venerdì Nero del 1929, un colpo che per lui sarà fatale e letale. Da un giorno all'altro Clara si ritrova povera in canna e scopre la parentela italiana del padre. Aveva cominciato a sostenere l'orchestra di Edwin da ragazza ricca, continuerà a ricoprire il ruolo di tuttofare indispensabile anche da nullatenente. Ha dei rapporti sessuali con Edwin che però non vuole null'altro da lei, e non la illude neppure.

La carriera di Edwin è in rapida salita, con il successo arriva anche il denaro e in un'orchestra di fama ormai mondiale di Clara ci sarà sempre meno bisogno. Edwin dirige nuove composizioni che entreranno nell'albo delle musiche più innovative del ventesimo secolo.

«In quel periodo lo Junges Orchester annunciò la prima assoluta di una nuova opera di Béla Bartók. Bartók l’aveva scritta per Edwin, su sua commissione. (E nel suo chalet di villeggiatura nei pressi di Adelboden, a essere precisi. Ebbro di felicità, aveva trascorso quattro settimane in una stanza che odorava di legno vecchio, senza mai leggere i giornali. Così si perse 108 diverse cosette, tra cui lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Edwin salì da lui in Rolls per riferirgli l’inimmaginabile. Bartók annuì, scosse la testa, deglutì; ma, ecco, non aveva ancora orchestrato il finale dell’opera e doveva subito rimettersi al lavoro.)»

Sessant'anni di amore non corrisposto. Storia di una donna raccontata da suo figlio

Edwin passa attraverso le forche caudine del nazismo e della seconda guerra mondiale corazzato della sua musica, sposa una donna ricca e per Clara rimane solo l'omaggio floreale firmato E., che per molti anni le arriva puntualmente il giorno del suo compleanno. L'anno che non lo riceverà più rappresenterà lo spartiacque fra la vita e la morte, seppure non intesa in senso fisico.

Si sposa anche Clara e avrà un bambino che la seguirà passo passo, quasi mendicandone l'amore. I nervi fragili la faranno entrare e uscire da cliniche psichiatriche, finché non ne avrà abbastanza e morirà suicida a ottantadue anni.

 

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Un'elegia, un requiem a una madre, a una donna, che ha investito tutta la sua vita sentimentale in un colosso dell'interpretazione musicale, che però non ha mai provato nulla per lei. Sessant'anni di amore non corrisposto e sessant'anni di storia svizzera ed europea. Un'epopea lirica, coinvolgente e istruttiva, scritta in una lingua brillante, in una tonalità dolente e ironica, compassionevole e distaccata.


Per la prima foto, copyright: Jez Timms su Unsplash.

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