In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Self-publishing, cos’è e come funziona

Self-publishingIl termine self-publishing è ormai entrato nelle nostre giornate, ma sappiamo cos’è e come funziona? Molto spesso, infatti, le semplificazioni giornalistiche e i sensazionalismi commerciali portano a definizioni inesatte e generano confusione.

Può essere utile, dunque, fornire alcuni chiarimenti, cominciando dall’inizio: cos’è il self-publishing?

Con questo termine, reso in italiano con autopubblicazione, indichiamo quelle situazioni in cui un autore decide di pubblicare il proprio libro da sé, senza ricorrere a un editore. Detta così, potrebbe sembrare un’invenzione geniale, un vero e proprio uovo di Colombo. In verità, non bisogna dimenticare che, nel processo editoriale “tradizionale”, la casa editrice svolge, o dovrebbe svolgere, una lunga serie di funzioni, dalla selezione all’editing, dalla correzione di bozze all’impaginazione, fino a stampa e promozione.

Se, dunque, la scelta di aspirare a una casa editrice sembrerebbe preferibile, la pensa in maniera diversa l’esercito degli autori autopubblicati. Secondo un report della società Bowker, considerando solo gli Stati Uniti, i dati di crescita del fenomeno sono davvero impressionanti. Nel 2013, infatti, il numero di volumi (ebook e non) autopubblicati ammonta a ben 458 564. Senza tenere in conto i libri privi di ISBN. La crescita rispetto al 2012 è in doppia cifra, 16,56%, mentre rispetto al 2008 il self-publishing fa segnare un +436,53%. In questo quadro, gli ebook hanno conosciuto una crescita relativa strepitosa: sebbene dal 2012 al 2013 le pubblicazioni siano diminuite dell’1,61%, il differenziale rispetto al 2008, in percentuale, è del 1770,71%. Sembra che ci si stia dirigendo a grandi passi verso il quadro dipinto da Mark Coker, fondatore di Smashwords, secondo cui gli ebook autopubblicati riusciranno a conquistare il 50% del mercato entro il 2020.

In Italia la situazione è meno rosea, anche se alcuni dati fanno emergere elementi di interesse. Secondo l’instant book Prospettiva self publishing. Autori, piattaforme e lettori dell’editoria 2.0, presentato l’anno scorso, in occasione di Editech 2013, i titoli cartacei autopubblicati mostravano una crescita del 29% rispetto all’anno precedente, mentre quasi il 5% degli ebook in commercio in Italia proveniva dal self-publishing. Di sicuro si tratta di numeri da tenere d’occhio.

La domanda, però, sorge spontanea: come funziona il self-publishing?

Nella sostanza, l’autore mantiene il controllo totale della propria opera, con tutto ciò che questo fatto comporta; basta scegliere uno dei tanti servizi di self-publishing disponibili, caricare la propria opera personalizzando una serie di parametri, tra cui metodo di pubblicazione (ebook o cartaceo con print on demand), formato di stampa, copertina, rilegatura, prezzo, e il gioco è fatto.

Come si può intuire, questo è un quadro generale, e non tiene conto delle differenze, a volte anche importanti, tra servizi diversi. Negli ultimi anni, infatti, le piattaforme di self-publishing sono aumentate a dismisura. Di conseguenza, l’offerta è variegata e bisogna anche sapersi destreggiare.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete la nostra Webzine

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Alcune tra le piattaforme più note e utilizzate a livello internazionale sono Kindle Direct Publishingdi Amazon, Lulue il già citato Smashwords, mentre fra i servizi nati nel nostro Paese vanno segnalati almeno ilmiolibro.it, Narcissus e youcanprint.it. Ogni piattaforma ha un suo target preciso, offre possibilità differenti in ogni fase dell’autopubblicazione e può risultare più o meno adeguata a seconda degli scopi del self-publisher.

La raccomandazione è, dunque, quella di non farsi prendere dalla foga e cercare di scegliere il servizio di self-publishing più adatto alla propria opera. Le parole d’ordine sono:

  • visionare il sito web del servizio al quale si è interessati;

 

  • leggere le FAQ per ciascun servizio, cercando di individuare la politica seguita in merito ad alcuni snodi fondamentali, tra cui la distribuzione, il codice IBSN, le royalties;

 

  • richiedere un preventivo.

Non sono pochi i casi di best-seller nati grazie all’autopubblicazione, e qualche tempo fa è stata pubblicata una lista dei 10 migliori autori italiani autopubblicati. In questo senso, vi è da dire che la cara “vecchia” editoria tradizionale non sta certo a guardare. Sono ormai numerosi i casi di self-publisher passati dall’ebook autopubblicato all’uscita cartacea con grandi editori, come Amanda Hocking e E.L. James all’estero e Anna Premoli, autrice di Ti prego, lasciati odiare, in Italia.

In quanto ad iniziative a cavallo fra editoria classica e innovazione, possiamo annoverare il concorso letterario BigJump, nato dalla collaborazione fra Rizzoli, Amazon e 20lines, da cui sono emersi nomi come quelli di Veronica Gussoni e Stefania Balotelli, o il servizio Libromania, creato da DeAgostini Libri e Newton Compton e che mira a pubblicare in ebook nuovi talenti con la collaborazione di uno staff editoriale in piena regola.

Chissà, quindi, che dopo aver capito cos’è e come funziona, la vostra occasione non possa essere proprio il self-publishing.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (3 voti)

Commenti

Detto così, suona facile come scrivere un file su word e premere il tasto "Pubblica". Purtroppo, questo é proprio lo scenario che hanno in mente i detrattori del self-publishing e delle Vanity Press.

In realtà, self-publishing significa che l'Autore si prende carico proprio di tutte quelle funzioni tradizionalmente a carico della casa editrice. Nel passato, non esisteva altra possibilità che le case editrici per accedere alla "lunga serie di funzioni, dalla selezione all’editing, dalla correzione di bozze all’impaginazione, fino a stampa e promozione" — come scritto nell'articolo —.

Oggi, servizi freelance, proofreaders, editors (nel senso inglese del termine) e grafici per le copertine consentono di avvalersi di servizi di qualità senza dover ricorrere alla casa editrice. Un self-publisher serio é casa editrice di se stesso e deve assumersene i carichi, gli oneri, e le responsabilità. Author-publishing, che é il termine che preferisco, significa che l'autore, lavora sul testo, lo sottopone al suo team di beta-readers, lavora con un editor (correttore di bozze), produce con un grafico professionista una copertina che attragga il lettore (eh si, l'abito fa il monaco in editoria), e cura (o fa curare) il formato ebook e per la stampa. Questo é self-publishing.

Scrivere e pigiare sul tasto "Publish", vuoi di Amazon con KDP o Smashwords, Narcissus, Lulu, e quanti altri significa solo accrescere il numero dello slush pile pubblicato e garantire che gli oppositori dell'Author-Publishing abbiano ragione a dire che é tutta immondizia.

---------------
Massimo Marino
Author of the "Daimones Trilogy"
2012 PRG Reviewer's Choice Award Winner in Science Fiction
2013 Hall of Fame - Best in Science Fiction, Quality Reads UK Book Club
2013 PRG Reviewer’s Choice Award Winner in Science Fiction Series
2014 Finalist - Science Fiction - Indie Excellence Awards L.A.
2014 Award Winner - Science Fiction Honorable Mention - Readers' Favorite Annual Awards
http://Author.to/MassimoMarino
http://massimomarinoauthor.com
http://www.facebook.com/MassimoMarinoAuthor
https://plus.google.com/+MassimoMarino01/about
@Massim0Marin0

Massimo, grazie del commento: ciò che dice offre uno spunto di discussione davvero interessante. È vero, infatti, che l'abbondanza di servizi e la facilità di accesso agli (e di gestione degli) stessi può indurre a pensare che "pubblicare un libro" sia questione di un paio di clic. A questo punto, però, il fuoco si sposta sui comportamenti degli aspiranti self-publisher: quanti si fanno carico di sopperire, in qualche modo, alla mancanza di quegli elementi della "filiera" che citavo nell'articolo? E come si può leggere la situazione, in quei casi in cui il self-publisher si fa carico di coinvolgere altre figure (beta-reader, correttore di bozze, editor, grafico), la creazione di una sorta di contro-filiera?

Alessandro, giuste riflessioni.

Invero, dalle reazioni dei lettori, é facile arguire che la maggior parte del self-publishing é un scrivi-e-pubblica senza molti sforzi. Quale reazioni? Sempre di meraviglia nello scoprire uno scrittore indipendente che risulta—alla lettura—come e meglio dello scrittore promosso dalla nota casa editrice di sempre. Il fatto che i lettori se ne stupiscano quasi sempre ci dice che ancora il self-publishing é, in primis, un polo di attrazione per 'vedersi pubblicati' in maniera rapida e spicciola.

Non posso dire quanti scrittori indipendenti lavorino più tempo a rifinire un manoscritto che a scriverlo, però siti come quello curato da Hugh Howey (scrittore indipendente che vende milioni di libri poi passato a contratto, ma per il solo formato su stampa): http://authorearnings.com dai cui rapporti mensili si evince chiaramente come il self-publishing stia passando (almeno nel mondo anglosassone) dal 'fai-da-te mediocre' al prodotto di qualità.

Come leggere la situazione in cui il self-publishing diventa un team publishing? É il nuovo trend di chi si autopubblica ma in maniera seria, guardando al libro pubblicato come un veicolo di informazione e testimonianza della serietà del proprio lavoro di scrittore. Author-publishing, oppure come coniato da Guy Kawasaki, Artisanal Publishing, intendendo con ciò elevare a sinonimo di qualità e cura come il risultato del lavoro degli artigiani-artisti, che creano pezzi unici e rari, contrapponendolo alla fabbricazione di mobili modello IKEA.

Non saprei dire se si tratta di una contro-filiera. Forse é invece la sola e unica filiera, ora anche integrata dagli autori ibridi (Hybrid-publishing), ovvero di quegli autori che riacquistano i diritti di pubblicazione di opere già lanciate dalle case editrici e decidono di curarne personalmente le nuove edizioni.

Direi, invece, che la contro-filiera sia stata invece un'ondata causato dalla foga e dallo slancio. Scrievere, curare le varie edizioni, lavorare sui riscontri dai beta-reader, scervellarsi sulle singole frasi per farle suonare nel modo 'giusto', lavorare con gli editori per mettere a punto un romanzo di 300 pagine é un lavoro duro e spesso si va in pari solo dopo qualche mese di vendita. Ritengo che la maggior parte di quanti pubblicano da soli in modo 'facile, mediocre, e con poca cura' alla fine perderanno la voglio nel vedere che i lettori non arrivano, e se arrivano sparano a zero su quanto letto. Col tempo, il self-publishing—sta già succedendo nel mercato nord americano e inglese—supererà in vendite e apprezzamento l'editoria tradizionale. Scenario incredibile? Non tanto, basta guardarsi i trend su http://authorearnings.com.

Cari saluti.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.