In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

"Se ti abbraccio non aver paura" di Fulvio Ervas

Se ti abbraccio non aver pauraSarà capitato di sentire, vedere o leggere qualcosa che avesse a che fare con questo libro. E se non vi è successo, beh, sta succedendo ora. C'è stata una forte pubblicità e una forte spinta mediatica su questo libro. Abbiamo visto il padre alle Invasioni barbariche, lo abbiamo ascoltato a Deejay chiama Italia e ci ha commosso mentre ci raccontava di questo enorme viaggio che ha fatto con suo figlio Andrea, un ragazzo autistico, attraversando buona parte del nord America e poi giù fino al Brasile, passando per Messico e Guatemala. Le foto di questa impresa sono facilmente reperibili su Facebook o su qualunque motore di ricerca e andrebbero analizzate una ad una con il racconto in mano. Questo libro "on the road" è stato il frutto di più incontri: il padre con il figlio, il figlio con il viaggio, il padre con lo scrittore, lo scrittore con la storia.

Il risultato è molto emotivo. Nel senso più buono che si possa intendere, perché ciò che ci viene raccontato è il resoconto delle emozioni (anche se a posteriori e rielaborate da un filtro accattivante) che sono scaturite dal contatto con gente straniera e mondi illusori che prendevano forma. Questo lo dico senza il buonismo della gente comune e mediocre che, abituata a tanta nullità che pervade l'etere intorno a noi, rimane folgorata da tanta passione e tanto amore che il padre mostra per il figlio, andando contro pronostici e previsioni dei dottori che sconsigliano fin da subito un'esperienza del genere.

Parlo con cognizione di causa, perché da quando ho memoria critica ho sempre avuto a che fare con ragazzi con disagi psichici o fisici e sopratutto con l'autismo (anche se in forme leggermente più verbali e meno chiuse dell'esempio portatoci sulle pagine da Ervas). In un'intervista il padre dice che bisogna anche parlare di quello che è veramente l'autismo, che non è un viaggio favoloso in terre lontane, è disagio, è incomprensione, è difficoltà, è non avere controllo delle proprie azioni perché tutto sembra naturale, eterni sillogismi che continuano ad inceppare la realtà.

Se dovessi parlare solo del libro direi che è molto scorrevole e facilmente leggibile. Andavo così veloce nella lettura che mi sono perso molti dei titoli di capitolo che si susseguono nel libro: non mi fermavo a leggerli perché venivo trascinato nella nuova situazione che mi veniva proposta. Ero curioso di sapere cosa sarebbe successo, quali persone avrebbero incontrato questi due avventurieri e quali divertenti o profonde emozioni avrebbero scatenato nel mondo sconosciuto che li circondava.

È scritto bene, non c'è che dire: non per un particolare stile o per uno studio sui personaggi, ma perché tutto il libro si basa sulle domande del padre, che ci gettano direttamente nelle loro vite. Per la serie “dulcis in fundo” la cosa che non ho saputo decifrare di questo viaggio è la storia d'amore di Andrea con una ragazza. Prima di tutto perché “storia d'amore” è una pantomima che appioppiamo noi a qualcosa che non può essere confinata in tre semplici parole usate perlopiù a sproposito e in seconda battuta perché non so affrontare una cosa del genere, nemmeno se la leggo in un libro. È una cosa molto forte che mi ha lasciato dubbi e mi ha piacevolmente sconvolto. Non sto dicendo che è un evento impossibile, sto sottolineando la difficoltà del padre che trasuda dalle parole che narrano di quell'episodio e la mia difficoltà nel provare ad immaginare cosa sarebbe meglio per Andrea. E questo perché siamo egocentrici, anche nelle buone intenzioni.

Sicuramente il caso che il libro ha sollevato ha attirato le giuste luci su questa malattia, ha portato a conoscenza di molti l'associazione fondata dal padre di Andrea, I bambini delle fate. Non dico che questo libro possa far breccia in qualsiasi persona. Dico solo che lo ha fatto con me e invito chiunque abbia mai avuto esperienze con familiari o persone che hanno una qualche forma di disabilità a leggere le prime pagine. Capirete subito se è il libro che fa per voi.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (5 voti)

Commenti

Ho letto con piacere questa recensione! Anche io sono molto affascinato da come si sta trattando questo argomento,grazie ad un opera mediatica grandiosa. Ho voluto approfondire leggendo il libro che mi ha catturato, veramente bello! Anche io mi sono cimentato in una recensione, per condividere le emozioni che ho provato.

Il racconto è un bel romanzo, ma è appunto da prendersi come tale, altrimenti i lettori poco informati scambiano il lieve disturbo di Andrea -probabilmente sindrome di Asperger- con quello degli autistici veri, che sono ben più gravi. Le parole sulla tastiera poi...si tratta della comunicazione facilitata, praticamente una grossa bufala. Chi scrive non è il soggetto malato, ma colui che gli tiene il braccio e gli fa pigiare i tasti. Dimostrato ormai da anni. Purtroppo a conti fatti sono già parecchi i lettori di questo romanzo che son convinti di saperne di più sull'autismo.

Mi spiace, ma dire che scrive senza che nessuno lo guidi è una grossa eresia, perchè se ne fosse davvero capace equivarrebbe a negare che sia autistico. Perciò cercate, al di là del romanzo che può essere piacevole e infondere felicità per i protagonisti, di non spargere ancora questa enorme bufala che è la comunicazione facilitata. La dimostrazione che non è il soggetto a scrivere è inconfutabile; sono state messe le cuffie al cosidetto "facilitatore" ed al suo assistito, e sono state fatte due richieste differenti a questi soggetti: ebbene la risposta scritta sulla tastiera era coerente soltanto con la domanda che arrivava alle orecchie del facilitatore. Discutere ancora su questo è infantile. Si continua a diffondere false speranze in quei genitori che cercano soluzioni per i propri figli autistici. E questo lo trovo abbastanza grave, perchè se con un romanzo si possono vendere sogni, spingere delle persone bisognose d'aiuto nelle grinfie di chi campa alle spalle dell'autismo con tecniche "miracolistiche" è semplicemente criminale.
Grazie.

Ciao Fabio, ti scrivo come operatore sociale prima che autore di questo articolo.
La scrittura facilitata io non l'ho mai sperimentata e quindi non ho sottolineato la sua efficacia, non conoscendone le modalità o i risultati. Il mio articolo si riferiva soltanto al libro in quanto libro. è chiaro che se è stato utilizzato all'interno, un escamotage per far passare le emozioni di Andrea o se funzioni realmente questa tecnica, questo per me rimane un mistero.
una cosa però vorrei dire, visto che sono in contatto con un ragazzo fantastico che è anche autistico: non è vero che non possano comunicare o non possano scrivere. soltanto che se noi tentiamo di incanalrli in canali comunicativi che non sono i loro, otteremo dei risultati scarsi o addirittura nulli. quindi può essere che la scrittura facilitata funzioni davvero per una piccola parte della popolazione autistica. niente è universale nemmeno la negazione.

Caro Jacopo,
il mio secondo commento era in risposta allo scrittore del libro, che poi ha ritenuto opportuno rimuovere il suo intervento, evidentemente non sicuro di ciò che affermava. Ha infatti scritto che ha visto il ragazzo scrivere senza nessun aiuto, questo equivale a dire che Andrea non è per niente autistico. Anche io ho a che fare con l'autismo, e non solo per poche ore di tanto in tanto, ma per tutti i giorni e sempre. E posso affermare senza possibilità di smentita che un autistico non può scrivere da solo profondi pensieri poetici che non potrebbe neppure formulare, ammenochè il suo sia un disturbo diverso dall'autismo ed erroneamente diagnosticato come tale.
Saluti.

caro Fabio,
mi dispiace per il ritardo della mia risposta,
premetto che non sto difendendo la tecnica citata nel libro perché non la conosco minimamente.
invece conosco ormai bene il ragazzo che seguo, e ti posso assicurare che lui mi ha scritto una trama di un film da lui inventato. ci sono diverse gradualità nelle malattie e l'autismo non fa differenza. vedendo i video correllati a questo libro (tra cui uno delle IENE di italia 1) ho dubitato fortemente che alcuni parti del libro fossero scritte veramente dal protagonista autistico, ma ti assicuro che ho vissuto in prima persona la potenzialità comunicativa che questa malattia può lasciare in rari casi.

Ecco, finalmente si cominciano a scoprire le carte in tavola, guardi l'intervista allo scrittore e le domande sulla comunicazione facilitata e la presupposta consapevolezza del ragazzo, dal minuto 32,30:
http://www.youtube.com/watch?v=CjbFYwrY6po
Fantasia e illusione, finalmente si fa luce sulle presunte frasi poetiche.
Nel frattempo la C.F. è stata giustamente esclusa dalle pratiche accettate dalle linee guida sull'autismo.
Ogni altro commento mi sembra ormai superfluo, bastava dirlo da subito che il libro fosse da prendere per ciò che è, cioè un romanzo, e il lettore non si sarebbe fatto troppe illusioni prendendo per oro colato ogni frase.
Buona giornata.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.