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Scrivere un romanzo in 100 giorni - Lezione 22

L’obiettivo stilistico di oggi – ve lo anticipavo ieri – è di creare una scena di frustrazione, nella quale qualcuno pensa a sentimenti negativi oppure è rassegnato.
Anche qui, come nei casi precedenti, lo stile deve essere mirato e gestito con alcune accortezze.
Se pensate alla frustrazione pensate ad un ritmo che continua a mutare o a qualcosa di statico? Appunto, così dovrete rendere i periodi del vostro romanzo: il registro deve sembrare uguale a se stesso, le frasi devono incalzare con un senso di monotonia, un grigiore evolutivo.

Non scordate l’uso del climax – lo citavo pochi giorni addietro -, dipende se la frustrazione da descrivere è senza speranza o, in questo caso il climax potrebbe essere utile, se comunque c’è di base una rabbia che potrebbe portare a nuovi eventi, frutto della volontà.
In questo caso non è importante che una frase sia corta o lunga, ma se passate da una tipologia all’altra cercate in ogni caso di farlo con uno schema fisso, anche questo dona un’idea di staticità, in qualche modo associabile alla frustrazione. Mi spiego: alternate per esempio una frase lunga ad una breve, utilizzate una categoria precisa. La frustrazione comprime le emozioni dell’anima, voi dovete comprimere gli spazi narrativi, dentro cui si sviluppano le scene, grazie a un modus rigoroso.

Non siate enfatici a livello semantico (i significati delle parole), impiegate termini semplici, nulla di sofisticato, nella frustrazione si vive l’essenzialità della vita, non la magia o il sogno, per i quali invece l’enfasi sarebbe indicata.

Aneddoto personale, ma pertinente. Tanti anni fa un signore che ho considerato un maestro di vita, mi disse: “Se nella vita stai sputando sangue per la negatività che hai dentro e lo vuoi raccontare, devi farlo facendo sputare sangue ai tuoi personaggi, altrimenti la letteratura non diventa viva, ma artefatta”. Aveva ragione.
“Fate sputare sangue” ai vostri personaggi se sono frustrati, solo in tale modo sembreranno veri al lettore.
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Commenti

sono davvero esercizi utili questi.
sarebbe bello che qualche allievo scrivesse un brano seguendo le tue indicazioni e tu magari dicessi dove servono le modifiche.
da pensarci.
per corredare il libro delle 100 lezioni ;)

(e non pensare a me. io ho fatto la proposta. io lancio le idee)

Morena, io tifo per te. La tua idea è ottima, però me ne tiro fuori anche io perché scrivere un romanzo in cento giorni già è difficile, se poi ci aggiungiamo...

Giorgio

Ai corsi di scrittura creativa a cui ho partecipato l'insegnante leggeva sempre tutto quello che scrivevamo... Una di loro adesso ha dato di matto e sta facendo del volontariato in Africa senza portarsi libri da leggere(è vero, non sto scherzando!). Però penso che Sul potrà leggere dei nostri brevi spezzoni e darci una dritta...
A che ora l'aereo per l'Africa Sul? ;-)

certo in 100 giorni è più che veloce

Anche se a ritmi alterni, anche se con alti e bassi, sto continuando questa esperienza e devo dire che mi appassiona sempre più. E' poco meno di un mese che ho iniziato e sono a circa 30 cartelle (escludendo le lezioni iniziali e i week-end dovrei essere al passo). Devo dire che sono lezioni come queste che arricchiscono non solo il romanzo che stiamo scrivendo ma sopratutto noi stessi. Grazie Morgan.

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