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Scrittori da (ri)scoprire – Francesco Biamonti

Scrittori da (ri)scoprire – Francesco BiamontiCi sono scrittori che ricordiamo soprattutto per come hanno saputo raccontarci dei luoghi precisi: città, regioni, territori particolari. Francesco Biamonti (san Biagio della Cima, 1928 – 2001) è il narratore per eccellenza dell’estremo Ponente ligure, che sale alle spalle del mare fino alle Alpi Marittime e alla Francia: una zona aspra, a volte impervia, poco abitata e, come tutte le zone di confine, luogo d’incontro di persone e culture differenti.

La biografia di Biamonti è molto scarna: nasce a san Biagio della Cima, un borgo di poco più di mille abitanti collocato a un centinaio di metri sul livello del mare non lontano da Ventimiglia, dove rimane a vivere, con qualche interruzione, per tutta la vita. Dopo il diploma di ragioneria viaggia a lungo in Spagna e in Francia, poi lavora per alcuni anni alla biblioteca di Ventimiglia e frequenta gli ambienti artistici della Riviera. Appassionato di pittura, diventa molto amico del pittore Ennio Morlotti, a cui dedica alcuni dei vari saggi dedicati al mondo dell’arte. Negli anni Cinquanta scrive un romanzo ispirato da due grandi passioni, Sartre e la psicanalisi, ma anche dopo il successo delle opere successive si rifiuterà di pubblicarlo.

 

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Il suo esordio come romanziere avviene abbastanza tardi, quando ha già cinquantacinque anni, con L’angelo di Avrigue (1983), pubblicato da Einaudi con una lusinghiera introduzione di Italo Calvino, storia di un marinaio in bilico tra l’amore per il mare e quella per la sua terra ligure. Segue nel 1991 Vento largo, che riscuote un buon successo vincendo anche alcuni premi letterari, tra cui il Premio Comisso, e che ruota attorno al mondo dei contrabbandieri che si muovono lungo il confine italo-francese.

Scrittori da (ri)scoprire – Francesco Biamonti

Anche Attesa sul mare (1994) viene molto apprezzato, arrivando tra i cinque finalisti del Premio Campiello (vinto quell’anno dal Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi): ai temi tipici della vita di mare Biamonti unisce uno sguardo attento all’attualità, raccontando di un marinaio imbarcato su una nave che deve portare delle armi nei territori della ex Jugoslavia dilaniati dalle guerre fra le varie etnie.

 

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Quattro anni dopo esce quello che viene considerato il capolavoro di Biamonti, Le parole e la notte (1998), che può essere definito un concentrato di tutti i temi che gli sono cari: una serie di personaggi italiani, francesi e di altre origini si ritrova nell’entroterra ligure, alle prese con la malavita e con traffici di profughi curdi. A distanza di più di vent’anni, la storia di questo romanzo, finalista al Campiello come il precedente, è ancora terribilmente attuale. Nello stesso anno 1998 esce il film Mare largo che il regista Ferdinando Vicentini Orgnani trae da Attesa sul mare, interpretato da Claudio Amendola e Isabella Ferrari.

Scrittori da (ri)scoprire – Francesco Biamonti

Accanito fumatore, Biamonti si ammala di un tumore ai polmoni e muore nel 2001, lasciando incompiuto il suo quinto romanzo, Il silenzio, che Einaudi pubblicherà nel 2003.

La casa di San Biagio della Cima è oggi sede di un centro di documentazione sullo scrittore, mentre il progetto di residenze creative “Sulle tracce di Biamonti” raccoglie ogni anno artisti che realizzano opere ispirate al suo mondo e al territorio in cui ha vissuto.

 

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Paradossalmente, oggi Francesco Biamonti appare più letto e apprezzato in Francia, dove sono state pubblicate tutte le sue opere, che in Italia, ma a distanza di tanti anni i suoi romanzi sono più che mai attuali, perché temi come i confini e le migrazioni sono sempre, purtroppo, fra quelli su cui si continua a discutere, così che il punto di vista di uno scrittore che ha raccontato per tutta la vita un territorio di confine conserva ancora tutto il suo valore.

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