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Scrittori da (ri)scoprire – Anna Maria Ortese

Scrittori da (ri)scoprire – Anna Maria OrteseTra i molti scrittori che hanno raccontato Napoli spicca senz’altro Anna Maria Ortese (Roma, 1914 – Rapallo, 1998) che, pur avendo vissuto in quella città solo una parte della sua esistenza, ne ha fatto il soggetto delle sue opere più importanti.

Di padre siciliano e madre napoletana, Anna Maria Ortese cresce con cinque fratelli, di cui uno suo gemello, e una sorella, muovendosi per diversi anni da una città all’altra, e per un breve periodo anche in Libia, a causa della Prima guerra mondiale e dei trasferimenti paterni, funzionario pubblico. Gli Ortese approdano a Napoli nel 1928 e qui Anna Maria frequenta una scuola commerciale, ma la sua formazione letteraria è totalmente da autodidatta. Inizia a scrivere poesie nel 1933, dopo la tragica morte di uno dei suoi fratelli, precipitato dall’albero della nave dove era imbarcato come marinaio: il primo di una serie di eventi drammatici che colpiranno la famiglia, dalla morte del fratello gemello pochi anni dopo in Albania alla successiva pazzia della madre.

 

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Nel 1937 riesce a pubblicare una prima raccolta di racconti, Angelici dolori, e nel 1939 vince a Trieste i Littoriali della Cultura e dell’Arte, cosa che le apre la strada a diverse collaborazioni con le riviste letterarie più importanti.

Nel 1945 la famiglia Ortese si stabilisce di nuovo a Napoli e, dopo una seconda raccolta di racconti intitolata L’infanta sepolta (1950), nel 1953 Anna Maria Ortese pubblica uno dei suoi libri più significativi, Il mare non bagna Napoli: si tratta di cinque lunghi racconti che descrivono in modo impietoso le disastrose condizioni in cui si trovava la città nel dopoguerra, ma il loro realismo disturba parecchio gli ambienti culturali partenopei, che si sentono chiamati direttamente in causa dall’autrice. Amareggiata, Anna Maria Ortese finisce per allontanarsi dalla città, trasferendosi a Milano e scrivendo diversi resoconti dei viaggi che compie negli anni successivi.

Scrittori da (ri)scoprire – Anna Maria Ortese

Nel 1965 esce il romanzo L’iguana e nel 1967 vince il Premio Strega con Poveri e semplici, a cui darà un seguito nel 1979 con Il cappello piumato.

 

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Nel 1975 Ortese si trasferisce con la sorella Maria a Rapallo, dove rimane a vivere fino alla morte, tra incomprensioni con l’ambiente culturale e perenni difficoltà economiche, finché nel 1986 non le viene assegnato un vitalizio grazie alla legge Bacchelli, nata per aiutare gli artisti in difficoltà. Sempre nel 1975 esce la prima edizione de Il porto di Toledo, un romanzo che la scrittrice continuerà a rielaborare fino alla morte: è la storia complessa e visionaria dell’adolescenza di una ragazzina alle soglie della Seconda guerra mondiale, che viene scarsamente apprezzato dalla critica e rivalutato solo più di vent’anni dopo, quando esce l’edizione definitiva.

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Napoli è ancora protagonista, ma in un’ambientazione settecentesca, di un successivo romanzo, Il cardillo addolorato (1993), mentre Alonso e i visionari (1997) torna a essere in parte autobiografico. Accanto ai romanzi, di Anna Maria Ortese, che muore nel 1998, pochi mesi prima dell’uscita della versione definitiva de Il porto di Toledo, restano reportage, raccolte di poesie e soprattutto importanti scambi epistolari con altri intellettuali.

 

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Prima che dimenticata dal pubblico, Anna Maria Ortese è stata lasciata ai margini del mondo culturale da viva, forse anche un po’ snobbata per non avere alle spalle una formazione culturale accademica: questo rende tra l’altro ancora più evidente un naturale talento narrativo, che le ha permesso di spaziare senza incertezze dalla rappresentazione brutale della realtà a forme di “realismo magico” in quei romanzi che hanno come protagonisti animali “umanizzati” (l’iguana, il cardillo), che si rivelano sempre migliori dei personaggi “umani” che li circondano. Solo negli anni Novanta la casa editrice Adelphi ha pubblicato nuove edizioni di quasi tutta la produzione letteraria di Anna Maria Ortese, dando così la possibilità anche alle ultime generazioni di lettori di scoprire il suo talento.

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