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Scrittori contro Amazon? Ecco le altre volte in cui la cultura si è schierata

Battaglione LombardoÈ di qualche giorno fa la notizia che un migliaio di scrittori si sono schierati contro Amazon. Stephen King e John Grisham e altri novecento scrittori circa hanno sottoscritto la lettera scritta dal loro collega Douglas Preston e pubblicata, a pagamento, sul «New York Times». Il motivo per cui gli scrittori si sono schierati contro il gigante americano è il proseguire dell’ostracismo di Amazon contro l’editore Hachette. Una disputa riguardante i prezzi dei libri digitali che ha portato a danneggiare gli stessi autori pur di ottenere quanto Jeff Bezos desidera.

Senza entrare nel merito della questione, ma solo sperando che si risolva al più presto nel migliore dei modi, la notizia ci ha fornito lo spunto per ripensare a quante volte, nel corso della storia, scrittori e intellettuali hanno sentito l’esigenza di entrare in azione e schierarsi apertamente.

Uno degli eventi più famosi risale al 1915: mentre la Guerra imperversava nel resto del mondo, in Italia un gruppo di artisti simpatizzanti del movimento futurista decise di formare il Battaglione lombardo volontari Ciclisti ed Automobilisti. Era una unità para-militare con la quale scrittori come Filippo Tommaso Marinetti, assieme ad altri artisti e intellettuali come Umberto Boccioni, Anselmo Bucci, Achille Funi, Antonio Sant’Elia, Carlo Erba, Mario Sironi, intendeva portare il proprio concreto contributo alla guerra, «sola igiene del Mondo». L’avventura finì esattamente il 1° dicembre 1915, quando il battaglione fu sciolto per esigenze belliche, ma molti dei futuristi continuarono la loro attività, chiamati alle armi o volontari, pagandola anche con la vita. Più di una decina di loro, infatti, morì nel conflitto.

Più simile al caso degli scrittori che hanno firmato il documento contro Amazon, ma solo in quanto si trattò “solo” di dare il sostegno a un documento scritto, è quanto accaduto tra il 29 e il 30 marzo 1925. In quei giorni venne redatto il Manifesto degli intellettuali fascisti agli intellettuali di tutte le Nazioni, ispirato dal filosofo Giovanni Gentile e pubblicato poi su quasi tutta la stampa italiana. La propaganda fascista parlò di oltre quattrocento sostenitori, mentre coloro che confermarono la loro adesione furono circa duecentocinquanta.

Il documento serviva a definire politicamente e culturalmente il fascismo, giustificandone le azioni violente. Tuttavia riuscì solo a scatenare, dopo appena un mese circa, una controrisposta di altri intellettuali, guidati da Benedetto Croce che, su invito di Giovanni Amendola redasse il Manifesto degli intellettuali antifascisti, pubblicato il 1° maggio 1925 su «Il Mondo».

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Più di recente – siamo nel 2007 – ha fatto scalpore la mobilitazione di molti intellettuali e personalità francesi a favore dell’italiano Cesare Battisti, membro del gruppo eversivo Proletari Armati per il Comunismo, protagonista (in negativo, con 4 morti al suo attivo) degli anni di piombo in Italia. Tra i sostenitori di Battisti troviamo, tra molti altri, il filosofo Bernard-Henri Lévy, e gli scrittori Serge Quadruppani e Daniel Pennac. Un movimento che trovò numerosi simpatizzanti anche in Italia, arrivando a contare fino a 1500 firme a favore di un personaggio controverso che, stando ai suoi difensori, ha subito una condanna in contumacia in seguito a un processo basato solo sulle dichiarazioni di un suo ex compagno pentito.

Venendo al presente, non possiamo non citare la manifestazione contro il progetto di costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. La cosiddetta Tav, accusata di deturpare il territorio, ha portato alla nascita del comitato NoTav, formato da tanti cittadini e sostenuto da moltissimi esponenti del mondo della cultura, dal collettivo Wu Ming a Pino Cacucci, Sabina Guzzanti, Loredana Lipperini, Valerio Mastandrea, Zerocalcare, Erri De Luca (finito pure a processo, quest’anno, per istigazione a delinquere) e molti altri.

Questi alcuni dei casi più famosi nei quali scrittori e intellettuali, nel corso della storia italiana dell’ultimo secolo, hanno deciso di schierarsi a favore di una causa in cui credevano. Ovviamente ogni situazione ha avuto motivazioni differenti, tuttavia non vogliamo esprimere qui giudizi di alcun tipo, ma soltanto ripetere un po’ di storia, partendo dalla suggestione che ci ha fornito, qualche giorno fa, il caso degli scrittori schierati contro Amazon.

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