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Scrittore si autopromuove: vende 12.000 copie, ma non si capisce perché

Fabrizio Boaretto, Self-publishingLui si chiama Fabrizio Boaretto. Il suo libro si intitola 11:11 – Unidiciduepuntiundici. Pubblicando con uno dei vari servizi di self-publishing e autopromuovendosi direttamente all’interno delle librerie, Fabrizio è riuscito a vendere ben 12.000 copie del suo primo romanzo, che narra di un amore nato da un incontro casuale sotto i portici di Firenze.

Self-publishing e self-promotion – La notizia curiosa è stata pubblicata da La Stampa nei giorni scorsi. Fabrizio Boaretto, novarese classe 1960, dopo aver stampato 500 copie di 11:11 – Unidiciduepuntiundici con il self-publishing, ha deciso di provare pure l’autopromozione. Ha  iniziato poco più di un anno fa, il 17 marzo 2012, proponendo l’avventura a una libreria di Novara. Quando il titolare gli ha dato l’OK, Boaretto non si è più fermato.

Ha stretto la mano a tutti i suoi lettori – «Il primo giorno i clienti ne hanno acquistate 45 copie – ha raccontato Boaretto a La Stampa –. Ho capito che era la strada giusta, quindi ho deciso di continuare». Si mette fuori dalla porta di una libreria, chiede a chi passa se vuole ascoltare la trama del suo libro e, se il passante acconsente, gliela racconta in poche decine di secondi. Quindi, invita il passante a entrare in libreria, e il più è fatto. «Sono l’unico che conosce tutti i suoi lettori» aggiunge. Finora, così facendo, ha convinto quasi 12mila, in un anno e due mesi circa. Online? Ha venduto una sola copia. Il libro, in libreria e online, costa uguale: 15 euro.

Ora sotto col secondo romanzo, poi il terzo… – Qualche giorno fa Boaretto, rivolgendosi stavolta a una tipografia per il self-publishing, ha stampato il suo secondo romanzo, Gli occhi di Viola sono Ly, tornando alla carica con l’autopromozione in libreria. E a settembre pubblicherà un terzo volume. «È faticoso – ammette –, ma la scrittura è sempre stata la mia passione e voglio continuare». E le fatiche continuano, ma con meno zelo, online: il sito internet personale (www.fabrizioboaretto.it) è purtroppo ancora fermo all’1.0, poco più. È statico e senza possibilità di interazioni.

E le case editrici? – Una casa editrice pare si sia recentemente fatta avanti. Ma finora Boaretto, volente o nolente, le ha evitate. La loro colpa, secondo il piemontese autore fai-da-te, è di non voler investire in autori sconosciuti. Per questo ha fatto tutto da solo. Certo, che il suo libro sia bello è lui solo, autore ed editore di se stesso, a dirlo. Ma trovatemi un oste che vende vino cattivo. Solitamente attorno a un libro, a ogni libro, girano molte professionalità. Volerle concentrare tutte in un’unica persona, che peraltro coincide con l’autore, può essere pericoloso. Il rischio è di ridurre tutto ad un’azione di marketing di se stessi. Ma come? Non erano le case editrici ad essere solo marketing?

E i commenti dei lettori? – 12mila copie vendute non fanno molto testo senza un solo feedback, un commento. Di recensioni, in rete, se ne trova (a fatica) solo una. Peraltro molto impietosa: «La trama è allettante e invoglia alla lettura. Le prime pagine sono scorrevoli, interessanti, ma a poco a poco iniziano i problemi. Gli errori grammaticali, anche molto gravi, si susseguono imperterriti per tutto il libro. Non so se sia colpa dell’autore o di chi ha curato la stesura e la stampa del libro, ma in certi momenti mi si è gelato il sangue nelle vene…».

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Commenti

Scusate, magari sono un po' "malpensante" ma...
Siamo sicuri che ha veduto davvero 12.000 copie?
Mi sembra un po' improbabile e... non verificabile.

La notizia viene riportata da La Stampa che, immagino, abbia verificato prima di pubblicare. Certo, ammetto che con il self publishing l'autoeditore può dichiarare qualsiasi cifra, ma il numero comunque è verosimile: 48 settimane in un anno (4 gliele diamo di ferie) con 5 giorni "lavorativi" a settimana, fa 240 giorni. Significa che ha venduto circa una cinquantina di libri al giorno. E non dimentichiamo che ha venduto pure una copia online!

Secondo me vendere 50 libri al giorno, di un autore sconosciuto, a ben 15 euro, senza neanche una reading e' molto improbabile...

La risposta sta tutta nei numeri. Se è vero quello che dice, avrà pubblicato 3 romanzi in poco più di un anno. Fenomeno? Personalmente diffido sempre da chi pubblica troppo in troppo poco tempo. E poi la questione degli errori grammaticali è sempre oggettiva, mai soggettiva. Sicuramente è bravo nel "vendersi" fuori delle librerie.
;-)

é una bella storia che parla del coraggio che ci vuole per intrapprendere qualsiasi impegno inseguendo un sogno proprio. e fin qui ci siamo. ma le cifre riportate non hanno molto senso. vendere 45 libri in un evento di libreria di paesotto implica convincere al meno il 10% dei presenti. siccome non tutte le librerie possono contenere piu di 50 clienti in contemporanea cé da presumere che lui ha la baccheta magica di convincere al 95% dei frequentatori dell evento. beato lui. poi, le librerie indipendenti stan chiudendo e son poche. se non fai parte dei grandi circuiti le grandi librerie non ti apriranno mai le porte. le cifre infatti son di grandissimo rispetto: 180.000 euro in 14 mesi fan pensare. come si dice dalle mie parti davanti a storie americane come queste: ti racconto il miracolo ma non il santo. tutto puó succedere

Ragazzi,
la politica promozionale è corretta, io ho fatto lo stesso, pur vendendo molto ma molto meno. Ma io ho venduto avendo varie librerie consensienti che mi hanno teso una mano. Vendere 12mila copie in una sola libreria mi sembra inverosimile, soprattutto perché dopo un tot di tempo i clienti si "esauriscono", sono sempre gli stessi, è difficile che una sola libreria abbia tutta quella gente e tutte persone diverse... lo dico per esperienza. Qua i fatti sono due: o lui ha venduto in più di una libreria (e questo potrebbe essere fattibile) oppure ha gonfiato la cifra delle vendite, perché ripeto in una sola libreria è troppo, anche se il titolare della libreria ti fa fare quello che ti pare.
Io sono stata "fermata" dopo un anno e mezzo un po' da tutte, le quali pur vendendo, si erano stufate della mia presenza, per certi aspetti ingombrante e poi perché non riuscivano a vendere altro... vendevo solo io perché facevo la presenza ed ero convincente più dei commessi perché il libro era il mio.

Ma le librerie non guadagnano niente?

Beh, che uno ti approcci in questo modo e ti faccia spendere 15 euro senza batter ciglio per un romanzetto (il prezzo é molto alto per uno sconosiuto), che poi non sia uno ma 12000, è quasi divertente. Ammesso e non concesso che sia vero, se gli italiani hanno questa capacità critica nello scegliere e deliberare, allora siamo a posto, la qualità é salva e garantita.
Per cui, avanti a chi la spara più grossa,intanto ci cascano sempre|

Il punto di questa storia non è la verosimiglianza delle cifre (50 libri al giorno sono molti), ma è indiscutibile che oggi il sistema editoriale sia fermo all'età della pietra e costringe chi non ha santi in paradiso a cercare strade alternative. Non ho letto il romanzo in questione, ma una cosa è certa: non solo un Italo Calvino oggi farebbe fatica a venir fuori, ma anche un Renato Olivieri col commissario Ambrosio avrebbe tempi duri.

Non credo. Cito il caso, famoso, di Se ti abbraccio non avere paura. Bel libro, emerso lo scorso anno anche grazie al passaparola. C'è ancora spazio per i buoni libri.
Certo, il tempo di esposizione in libreria, a meno che il libro non sia un best seller, purtroppo è sempre più ridotto. Ma noi (perché il mercato siamo noi) siamo troppo abituati ad avere a disposizione un flusso continuo di novità che chissà quante cose belle ci perdiamo.

I mesi sono 14 le librerie 36 le ore davanti alle librerie sono in media 10 per 30 giorni al mese. Non è un miracolo e la determinazione. Le mail dei lettori che hanno risposto dopo aver letto sono state 8.000 e i giudizi negativi 176

Buongiorno Fabrizio,
Grazie per l'intervento e le precisazioni. Credo anch'io che la determinazione, nel suo caso, sia stata fondamentale. Purtroppo di commenti, pur avendo cercato molto, anche sul suo sito, non ne ho trovati. In ogni caso ritengo il suo caso molto interessante.
Un saluto.
D. Duso

Purtroppo io sto leggendo il libro che mi è stato regalato da una cara amica, ma la trama è scadente, piena di buchi spazio-temporali. I dialoghi sono ingarbugliati, non si segue il filo logico dei pensieri del protagonista. Sicuramente c'è la passione per la scrittura ma al momento i risultati sono scadenti. La prenda come un'opinione personale da lettrice della pausa pranzo, ma non consiglierei a nessuno di leggere il suo libro.

Boaretto ha davvero venduto , anche se forse gonfia un pò, questo dovrebbe convincerlo a fare il piazzista, mestiere per il quale è davvero portato. Ma chi legge non ricomprerà mai più un suo testo......

Mi spiace per I mal pensanti ma il nuovo romanzo che è partito il 25 Maggio 2013 ha già raggiunto 1757 copie e 450 di queste sono state vendute alla presentazione dove sono venute oltre 600 persone ed erano come previsto persone che hanno letto il primo e che poi hanno comprato il secondo. Le ho avvsate con la mail perchè I miei lettori mi scrivono alla mail che è prresente nel romanzo. Per quanto riguarda la recensione che si può leggere in rete riguarda una prima stampa fatta on.line poi ho dovuto sistemare il file perchè la persona a cui avevo affidato l'incarico non era all'altezza e adesso il romanzo non contine più nessun errore, ma questo può succere all'inizio quando si è inesperti.. Il problema e che quello che faccio io nessuno lo vuol fare: 12 ore al giorno davnti alle libreria 30 giorni su trenta perchè ci sono librerie che hanno l'apertura sino alle ore 24,00. Molto meglio restarsene a casa e poi dire :sai non sono riuscito a trovare nessun editore che abbia voluto credere in me.

Ciao. Sto leggendo il libro di Boaretto. Le coincidenze numeriche mi sembrano "leggermente" forzate. Il testo scorrevole ma non così interessante. Voglio arrivare alla fine solo per capire fino a che punto si possa spingere la fantasia "se così si può definire" dello scrittore.
Al momento dell'acquisto mi è stata raccontata la trama in 30 secondi dicendomi che era una storia vera, nulla di inventato, personaggi veri, ma, far resuscitare una persona non mi sembra molto veritiero.
Lo scrittore, come regola vuole, inserisce nel libro una leggera vena di comicità, una parvenza di storia di "sesso", il morto e una leggera suspance che ti permette di proseguire con la lettura, altrimenti avrei abbandonato dopo le prime 50 pagine.
Spero che queste parole scritte da un semplice lettore possano essere prese, non come una semplice critica negativa, ma possano servire all'autore per correggere il tiro dei suoi prossimi romanzi.

Ho letto il romanzo, dopo averlo comprato direttamente dall'autore. La presentazione è stata accattivante. Il romanzo, seppur ingenuo, a tratti, e con qualche errore grammaticale, come già evidenziato, è interessante con un finale inaspettato. Durante la lettura ci si affeziona ai personaggi e, per me, è stato piacevole farmi trasportare sino alla fine del racconto. Agli errori di ortografia si può soprassedere, dopo tutto è autoprodotto. Non sono amico di Fabrizio ma mi dispiace sentire critiche offensive ad un lavoro che ha tutto il diritto di non piacere a qualcuno, ma è sicuramente frutto di sudore, di buona volontà. Guardiamo la luna...non il dito.
Penso di comprare comunque anche il secondo.

Si può soprassedere agli errori? Ma stiamo scherzando?

Ho letto anche io il romanzo dopo che mia moglie si è fatta convincere all'acquisto fuori da una libreria.

Che dire?... posso lasciare solo un parere molto (ma molto) soggettivo: credo che l'autore sia sicuramente più portato per il marketing che per la scrittura.

Ho trovato il libro molto confuso, un po' puerile, troppa carne al fuoco, troppo "mistero" e poca coerenza. Gli errori grammaticali invece sono oggettivi.

Comunque l'iniziativa di Boaretto è sicuramente lodevole e degna di rispetto, perchè credere così nel proprio progetto è segno di grande tenacia. Non posso dire che ricomprerò uno dei suoi romanzi, però gli faccio i migliori auguri.

Ho letto il romanzo e mi è piaciuto molto, anche l'iniziativa dell'autopromozione è ottima. Inoltre ho trovato il signor Boeretto molto simpatico, disponibile e anche spiritoso. Per cui non vedo il bisogno di criticare una persona che sta facendo un lavoro che gli piace, considerando che si fa tutto da solo, anche abbastanza bene, meglio di alcuni autori di nome, contornati ed aiutati da terzi.
Bravo Boaretto, continui così, sicuramente acquisterò le altre sue opere.
Da Claudio che sà vedere avanti.

Buongiorno! Ho comprato e letto il libro in poco più di tre giorni, non per la 'dipendenza' che in me avrebbe dovuto generare, ma perché ero curiosa di capire se la fine potesse giustificare lo sforzo. Gli errori di ortografia possono essere errori di battitura, ma i tempi dei verbi e la coerenza temporale dei periodi no! Diciamo che tutto può essere accettabile, se non fosse per la presentazione che l'autore ne fa. Un pochino più di umiltà sarebbe richiesta quando ci si affaccia ad un settore nuovo, ricco di preparazione letteraria e stilistica. Sono d'accordo con chi definisce l'autore meritevole di lode per determinazione, tenacia e capacità di convincimento, ma per vendere un libro, un primo libro, a 15 euro, ci deve essere un po' di più di un tentativo letterario ! All'inizio ho trovato estremamente infantile e ripetitivo continuo parlare del "mio amore", "la mia Eli", questo aspetto non è mai cambiato, questa ripetitività si sussegue anche quando ... In quattro e quattr'otto conosce Lina! L'amore descritto in questo libro è di una "mielositá" estrema e di una puerilità infinita! e di fatto non sappiamo, né intuiamo l'età dei protagonisti, nemmeno di uno! Firenze 2003. Lo dice lui. Non c'è un elemento riconducibile all'epoca,e questo in parte si può giustificare con il finale, solo alla fine si accetta l'incongruenza spazio/temporale per ovvie ragioni. La città sembra descritta ( nel poco che lo è) da una cartina, da una guida turistica e da qualche ricerca su google map. Nemmeno il traffico esiste come viene descritto in quelle strade! La villa 'chi entra è uno di noi' non è mai citato quale sia o dove sia! Per non parlare del resto. Via Brunelleschi non esiste, la zona Torre, con la quale intende il Campanile di Giotto vorrei capire come si estende in questa narrazione! Peraltro nessuno a Firenze chiama Torre di Giotto il Campanile di Giotto! Pur essendo una torre campanaria, ci si riferisce ad essa come al Campanile! Sarà anche una storia vera, non lo metto in dubbio, e voglio essere ottimista, voglio credere che il finale giustifichi anche la confusione dei luoghi e dei tempi.
Voglio aggiungere che queste critiche non sono un tentativo di sminuire il talento, la motivazione, la determinazione (Fabrizio si riferisce a chi lo critica con l'appellativo " i malpensanti"), sono solo un feedback che noi tutti gli stiamo regalando per migliorare ancora (come ognuno di noi è chiamato a fare, di qualunque cosa si occupi)... E diventare un grande scrittore! Non ci si improvvisa scrittore perché un giornale pubblica un tema fatto durante l'adolescenza. Mi sembra un tantino arrogante nei confronti di chi ha studiato e continua a studiare veramente tanto per poter essere dove adesso è, e dove sta cercando di arrivare. Come dire... Uno scrittore studia e si impegna in un continuo esercizio piuttosto che cercare di farsi conoscere a tutti i costi, credendo e cercando di convincere a credere di essere colui che rivoluzionerà il pensiero dell'umanità, con una sola piccola esperienza! Questo libro sembra scritto 'di getto' e nemmeno riletto! Forse, dico forse, perché non sono in grado e non sono nella posizione di giudicare nessuno, anziché passare il giorno ad auto promuoversi e la notte a rispondere alle mail dei suoi lettori, potrebbe investire più tempo in preparazione, lettura di altri e rilettura di se stesso. Io avrei pubblicato il libro, magari fatto un po' di promozione, poi, in base si giudizi avrei cercato di impegnarmi di più nello stile e nella forma, ed avrei tentato il massimo della promozione solo quando sarei stata più sicura !!! Infondo i critici e gli editori fanno il loro mestiere, da sempre, tutti i giorni, crescendo e migliorandosi pure loro, possibile che siano tutti incompetenti da non riconoscere il talento???
A.

Buonasera, ho letto il romanzo dopo averne ascoltato la presentazione in 30 secondi. All'inizio mi sembrava interessante, poi, proseguendo la lettura, mi sono trovata in un intrico di elementi "misteriosi" che secondo me davano un senso di confusione. A metà libro ho pensato si trattasse di un sogno, in quanto in un sogno molte situazioni si possono sovrapporre senza che vi sia necessariamente un filo apparentemente logico. Senza nulla togliere all'impegno dell'autore, ho trovato il romanzo un po' "semplice". Ovviamente i tanti errori grammaticali, alcuni anche gravi che hanno interrotto la lettura, non hanno fatto buona impressione, anche se ho pensato si trattasse di errori di origine tipografica.
Auguri per la prossima produzione: io non punterei molto sull'effetto "sorprendente" del romanzo, quanto su esperienze di vita più riscontrabili nella vita comune nelle quali il lettore possa riconoscersi.
L.

che dire? ho comprato il libro un pomeriggio di inizio estate, incuriosita dal personaggio che lo promuoveva. Una chance non si nega a nessuno, ho pensato. Ora lo sto leggendo, stancamente. Già dalla prima riga quell' "infatti" senza nessuna punteggiatura che lo precedesse (ed era solo il primo di una lunga serie) mi ha infastidito non poco. La trama poi sembra tirata fuori dal cilindro.
Lo finiro' sperando in un riscatto finale, ma sono un po' scettica.

Ho acquistato il libro incuriosita dalla sintesi fatta personalmente dall'autore,ho trovato la trama
abbastanza interessante ma la narrazione è ripetitiva e la scrittura di bassa levatura.
Consiglierei l'autore di rileggere o far rileggere i testi per sistemare la punteggiatura e la grammatica.Ammiro l'iniziativa per la promozione e la vendita,auguri per un prossimo libro.

Ho appena terminato di leggere "11:11". La trama è originale: ti fa pensare a un sogno, a qualcosa di surrele o a un racconto di fantascienza. Quindi, arrivata alle ultime pagine, la sorpresa è grande. Anch'io ho notato errori, soprattutto di punteggiatura. Nell'insieme il mio giudizio è positivo, anche se non l'ho trovato eccezionale.

Ho letto il libro perchè incuriosito dall'autore che lo promuoveva personalmente di fronte ad una libreria. Sono rimasto impressionato dagli errori grammaticali ed ortografici, a mio parere inammissibili con i moderni programmi di videoscrittura, nonchè di punteggiatura.
Quanto alla trama sono d'accordo con chi afferma che ci sia troppa carne al fuoco, molte cose non vengono spiegate (a differenza di quanto afferma l'autore, col quale ho avuto uno scambio epistolare), la scrittura è abbastanza ripetitiva e banale e ho dei seri dubbi sul fatto che l'idea sia basata su un fatto vero (a meno di non fare uso di sostanze allucinogene).
Quanto all'autore poi, in un primo momento anch'io l'avevo trovato simpatico, disponibile e anche spiritoso; certo doveva vendere il libro!
All'atto pratico ha dimostrato scarsa propensione all'accettazione delle critiche ed una certa arroganza che sicuramente non si addice a chi si affaccia nel mondo della scrittura.
Sicuramente non acquisterò i suoi libri futuri.

Il libro 11:11 l'ho letto in un paio di giorni. Faccio molta fatica a credere che le critiche che leggo dirette all'autore non contengano una grande invidia. Io rispetto il parere di tutti come pretendo che gli altri rispettino il mio, ma poi si sa non esiste cosa al mondo che possa piacere o mettere d'accordo tutti. A me personalmente è piaciuto molto e mi sono emozionato nel finale, e non vedevo l'ora di finirlo perché mi ha preso fin dall'inizio. Leggerò tutte le altre opere dell'autore.

Credo che il libro si possa tranquillamente definire con una sola parola: pessimo.
Le motivazioni certamente non mancano; clamorosi errori ortografici, punteggiatura per lo più inesistente, trama confusa... Vogliamo continuare?

Quello che non capisco, è il perchè egli non sia capace di vendere in internet...è la cosa più facile del mondo e rappresenta una vetrina di proporzioni gigantesche. Altro che le librerie!!

Mi sono letto prima il libro e poi naturalmente tutto quanto c'è nel forum, e questa è la mia opinione.
La storia lo trovata scorrevole e ti invoglia a girare pagina dopo pagina fino al finale che non ti aspetti
e ti fa riflettere molto sulla determinazione dei personaggi. Mi è piaciuto e nella mia copia non ho riscontrato nessun grave errore di ortografia se non un paio di "e" senza accento e invece ci volevano, ma si sa nessuno è perfetto soprattutto se alla spalle non si ha una casa editrice con dei validi editor. Invece mi pare di capire da quello che risponde l'autore che nella fase iniziale di editing e stampa si era rivolto a un servizio on-line pessimo e può darsi che siano ancora in circolazione alcune di quelle copie, la mia come dicevo è quasi perfetta..

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