Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Sbocchi professionali per laureati in Lettere

Laureati in LettereFuturi laureati in Lettere, leggete con attenzione. Prendendo come punto di riferimento i possibili sbocchi professionali, la Laurea in Lettere e più in generale le lauree in ambito umanistico sono considerate “deboli”, maggiormente se contrapposte alle “lauree forti” (Ingegneria, Economia, Medicina, Giurisprudenza). Ma la Laurea, sia essa debole che forte, è un attestato finalizzato alla mera ricerca di un’occupazione o rappresenta un percorso intellettivo e culturale più complesso?

Stando ai sondaggi di Almalaurea, il 53,8% dei laureati intervistati ha un lavoro retribuito con un guadagno mensile medio di € 1013. I dati relativi al gruppo disciplinare letterario invece danno una percentuale del 47,2 di occupati retribuiti e un reddito medio mensile di € 742. Ciò nonostante i laureati in materie letterarie siano inferiori di numero e, secondo le indicazioni dei diversi atenei, abbiano a loro favore un ventaglio variegato di possibili scelte e sbocchi professionali.

A puro titolo esemplificativo sono state prese come riferimento le note illustrative online dell’Università di Milano, dell’Università di Bari, dell’Università di Bolognae dell’Università Marconi di Roma. Tutti gli atenei convengono nel sostenere che, una volta conseguito il titolo di studio in oggetto, si potrà accedere e scegliere tra le seguenti professioni:

 

  • Insegnante/Istitutore/Tutor.
  • Archivista/Bibliotecario.
  • Addetto Stampa.
  • Editor.
  • Guida Turistica.
  • Recruiter.
  • Giornalista.
  • Redattore.

 

Quello che non dicono è che per ognuna di queste professioni non basta il conseguimento del titolo, ovvero la Laurea in Lettere o equipollente, ma bisogna iscriversi, frequentare, pagare e superare corsi di specializzazione, master o percorsi formativi (come i Tirocini Formativi Attivi TFA del MIUR). Uno dei nei fondamentali infatti è proprio il fatto che dalle Facoltà Umanistiche escono tutti laureati generici privi di competenze necessarie a svolgere correttamente una delle tante professioni indicate come fattibili. Sarebbe meglio, invece che costringere i neo-laureati a sborsare ingenti cifre per “prepararsi” al lavoro, riorganizzare l’apparato universitario orientandolo magari come quello medico, dove esistono già branche  e specializzazioni ben definite e un medico che termina il suo percorso di studi come otorino-laringoiatra non si sognerebbe mai di inviare domande e curriculum per un posto da chirurgo e viceversa. Potrebbe essere lo stesso anche per la Laurea in Lettere, soprattutto con l’attuale suddivisione in primo ciclo e specialistica, dove quest’ultima dovrebbe svolgere i compiti che oggi vengono assegnati ai corsi post-laurea.

 

Uno studio condotto dall’ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) sottolinea il fatto che in Italia «solo 7 “cervelli” su 100 possono aspirare a un posto nell’Università». Nelle altre istituzioni pubbliche non è che la situazione sia migliore. I bandi in corso per questa settimana si riferiscono a 1 posto in Puglia, 2 in Sardegna, 3 in Lombardia e 4 in Veneto. Tra le professioni papabili per un laureato in Lettere viene proposta anche quella di guida turistica, peccato poi che quando si vanno a consultare i bandi tra i requisiti richiesti spicca l’essere in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado nonché ovviamente la conoscenza di almeno una lingua straniera. E quello che a prima vista potrebbe essere un vantaggio, l’essere in possesso di un titolo di studio di livello superiore per ottenere un punteggio più elevato, in concreto può rivelarsi un boomerang in quanto ci si ritroverà a dover competere con un numero maggiore di concorrenti che tra l’altro sono anche più giovani anagraficamente e, nel caso del bando indetto dalla Provincia di Roma, non è neanche minimamente contemplata la valutazione dei titoli.

 

Si potrebbe tentare la strada dell’emigrazione, anche temporanea, per insegnare italiano all’estero, avendo anche la possibilità di scegliere tra:

 

  • Assistente di lingua italiana.
  • Lettore universitario.
  • Insegnante negli Istituti di Cultura.
  • Docente supplente.
  • Docente presso scuole ed enti privati o scuole di lingue.

 

Per l’anno scolastico 2014-2015 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca aveva indetto un bando per 281 posti per assistenti di lingua italiana in vari Paesi dell’Unione Europea rivolto a studenti universitari. Il termine per la presentazione delle domande era fissato al 13 gennaio 2014, bisognerà quindi attendere l’emanazione di un eventuale nuovo bando.

Sul sito www.scambieuropei.com si trovano altre offerte per i Laureati in Lettere e similari. Proposte interessanti se non fosse che spesso viene richiesta “esperienza nel settore” e allora ci si interroga su come possa aver maturato esperienza nel campo dell’insegnamento o come guida turistica un neo-laureato. Bisognerebbe forse inserire nei piani di studio dei tirocini con numero di ore cumulabili al fine di garantire allo studente una preparazione pratica oltre che teorica nonché attualizzata al mondo del lavoro.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Per arginare il problema della disoccupazione giovanile che in Italia ha raggiunto livelli altissimi il Governo ha fatto partire il 1° Maggio il Piano Nazionale Garanzia Giovani a cui si potrà aderire fino al 31 Dicembre 2015. Oltre 1,5 miliardi di euro per garantire a tutti i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, disoccupati o Neet (né occupati, né studenti, né coinvolti in attività di formazione) di poter scegliere tra:

 

  • Inserimento nel lavoro.
  • Apprendistato.
  • Tirocinio.
  • Istruzione e Formazione.
  • Auto-imprenditorialità.
  • Servizio civile.

 

È esclusa dal Piano la Provincia di Bolzano in quanto è l’unica in Italia a registrare un tasso di disoccupazione giovanile inferiore al 25%.

Al di là dei possibili o probabili sbocchi professionali il conseguimento della Laurea in Lettere al pari e forse anche più delle altre ha una connotazione e una valenza fortemente culturale oltre che identificativa e storica. È vero che oggi la lingua più diffusa e “necessaria” è quella inglese ma è altrettanto vero che l’italiano è il nostro idioma, nato dalla fusione di infiniti dialetti e parlate e se a volte ci si vede ancora divisi e contrapposti come popolo esso ci unisce e deve servire anche a ricordarci chi siamo e perché. La lingua italiana con tutte le sue regole è forse una delle più complesse al mondo ma è con essa che abbiamo fatto l’Italia e coloro che la studiano, che studiano l’arte in tutte le sue espressioni dislocata lungo lo stivale, che studiano la storia che spiega chi eravamo e la geografia che spiega chi siamo non possono essere considerati solo in base alla produttività o al lavoro. Il peso della cultura è inversamente proporzionale alla sua mole in quanto più aumenta più diventa leggero. Più un popolo è preparato maggiori saranno le sue competenze che potrà impiegare per risolvere anche problemi complessi come la disoccupazione giovanile. Che cosa pensate degli sbocchi professionali dei laureati in Lettere? Avete esperienze da raccontarci?

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.7 (6 voti)

Commenti

La stupidità tutta italiana è pensare che un programma per l'occupazione possa abbracciare al massimo i 29enni. Chi si è laureato al Nuovo Ordinamento, con 36 esami, facilmente lo ha fatto a più di 25 anni. 36 esami sono tanti eh, io li ho fatti. Erano così tanti che poi hanno pensato bene di dimezzarli creando il "Nuovissimo Ordinamento" senza nulla di ciò che serva davvero (più pratica, tirocini, contatti con aziende) no, semplicemente hanno alimentato il fancazzismo portando la gente a sostenere dai 15 a massimo 18 esami in tre anni. Ora, se le cose stanno così, ciò vuol dire che un giovane riesce a sostenere massimo 5-6 esami l'anno, deve essere una specie di luminare. Dunque i ragazzi del "Nuovo Ordinamento" con 36 esami (gli stessi della vecchia quinquennale, badiamo bene!) avrebbero dovuto impiegare minimo 7 anni per laurearsi, giusto? In 7 anni, facendo quei 5 esami l'anno, si arriva a 35 esami. Dunque fantastici chi si laureava 7 anni (al triennio eh!), più normali chi impiegava 8-9 anni. E si arriva già a 28 anni. Cosa rappresenta, allora, includere nel progetto al massimo i giovani di 29 anni?Non sappiamo contare oppure ognuno pensa solo ai fatti propri?Questa Italia, quando non sa come gestire le cose, cerca di sistemare il presente senza guardare mai un minuto al passato.Le scorciatoie,poi,sono la cosa che amiamo di più.
Allora direi io, semplicemente, innanzitutto di equiparare le triennali del nuovo ordinamento, che per numero hanno gli stessi esami delle vecchie quinquennali, a quelle. Così sarebbe più facile per chi si è laureato prima e con sudore trovare impiego, invece di vedere gente che si è laureata in metà del tempo (con la metà degli esami siam bravi tutti) passargli avanti per una mera questione anagrafica. (vi faccio notare che tra triennio e specialistica si arriva a 28 esami, max 30 nei nuovissimi ordinamenti...nemmeno la vecchia triennale!). Poi si pensa ai nuovi, inserendo al posto di tutti quegli esami tolti una serie di stage e tirocini utili.
Le mie parole andranno al vento come sempre?Sicuro.Siamo nel paese dei balocchi, del resto.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.