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Ritratto di famiglia tra microcosmo e Storia. “Tutto questo tempo” di Nicola Ravera Rafele

Ritratto di famiglia tra microcosmo e Storia. “Tutto questo tempo” di Nicola Ravera RafeleTutto questo tempo è il nuovo romanzo di Nicola Ravera Rafele, edito da Fandango Libri.

La storia ha per protagonista una coppia (Elisa e Giovanni) e il suo vissuto quotidiano, riguardante il microcosmo esistenziale personale al quale hanno dato vita e che, pagina dopo pagina, diventerà lo specchio globale di una generazione in crisi, alle prese con le difficoltà che ha dovuto affrontare per un vivere quotidiano dalla struttura imprevedibile e imperfetta.

Elisa, la parte femminile protagonista del libro, fa la traduttrice, ha una trentina d’anni e così, un po’ per caso, conosce Giovanni Luna, scrittore cinquantenne alle prese con la presentazione del suo romanzo. L’unico che ha scritto e che sta ancora presentando da un festival all’altro. Tra i due scatta qualcosa, un colpo di fulmine, che li porterà a dare il via a una storia d’amore. La relazione diventerà un matrimonio, culminerà con la gravidanza (la prima) e con la nascita di Clara. Solo che questo evento, che dovrebbe essere, per tradizione, ragione di profonda gioia, scatenerà in papà Giovanni qualcosa di ben diverso. Il neo babbo, all’estero per lavoro, non prenderà l’aereo per tornare a casa a Roma. Lo farà solo alcuni giorni dopo, ma questo suo ritardo cambierà in modo radicale il rapporto con Elisa e con il mondo di valori in cui hanno sempre creduto.

 

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Nonostante la differenza di età, Elisa e Giovanni sono simili: entrambi vengono da un ambiente economico abbastanza benestante. Entrambi hanno amici intellettuali (veri o presunti) che condividono idee culturali e politiche riconducibili al mondo vicino alla sinistra. Poi, gli stessi ideali e principi nei quali la coppia e i loro amici hanno fede in modo saldo cominceranno pian piano a frantumarsi, come entreranno in crisi le sicurezze della coppia.

Ritratto di famiglia tra microcosmo e Storia. “Tutto questo tempo” di Nicola Ravera Rafele

Primo segno di quest’instabilità incombente è il fatto che Giovanni Luna è in crisi creativa, nel senso che il protagonista maschile ha pubblicato un romanzo di grande successo e sembra essere del tutto incapace di trovare l’ispirazione ideale per dare libero sfogo alla sua inventiva. Giovanni non è solo a un punto fermo a livello di produzione letteraria. A un certo punto però entra in piena crisi esistenziale, e il tutto accade proprio con il compleanno della prima figlia Clara. Lui, padre di una bambina che sta per festeggiate il primo anno di vita, è via per lavoro e decide di restare lontano. Questo fatto darà il via a un serie di comportamenti smodati, tradimenti, eccessi che evidenziano il completo sgretolarsi di quei valori nei quali l’uomo aveva sempre creduto. Il suo riapparire dopo cinque giorni, più che mancanza di amore per Elisa e Clara, è una vera e propria paura di assumersi responsabilità. Giovanni è adulto, maturo solo per età, e il suo essere volontariamente assente è la dimostrazione del timore di prendere in carico incombenze nuove, non tanto per se stesso, ma per quella che è la sua famiglia.

Elisa, mamma di Clara e di Dario, ha pure lei qualche pecca, nel senso che è molto – forse troppo – concentrata sul suo mondo personale, sul suo essere e agire e questo atteggiamento influenza parecchio la relazione con i figli. I segni del suo agire e del suo essere si riverseranno su Clara, la quale dimostrerà, diventando grande, un crescendo di insicurezze, dubbi e titubanze che la renderanno un’adolescente fragile. Dario, il fratello, invece sembra essere un po’ perso e sempre “fra le nuvole”, ma è solo apparenza che andrà pian piano scomparendo. Considerando poi il rapporto di Elisa con Giovanni, non c’è solo la differenza di età tra i due, ma è diverso il modo di vivere la relazione coniugale, perché lei perdonerà a Giovanni i tanti errori compiuti nella loro vita di coppia, dimostrando una maggiore attaccamento a quella scintilla che li ha fatti innamorare.

Il secondo romanzo di Ravera Rafele è ambientato in Italia nel 1986 e arriva fino ai giorni contemporanei. Leggendolo ci si addentra nel mondo di Elisa e Giovanni, ma anche in quello italiano che va dalla Prima alla Terza Repubblica. La narrazione percorre un arco temporale trentennale e questo aiuta il lettore non solo a percepire la trasformazione, evoluzione o involuzione di coloro che agiscono nella storia.

Ritratto di famiglia tra microcosmo e Storia. “Tutto questo tempo” di Nicola Ravera Rafele

Il libro di Ravera Rafele ci permette anche di osservare come si trasforma la società italiana e come tali cambiamenti spesso riflettano lo stato emotivo dei personaggi. Per esempio, la crisi di Giovanni che scatta a Madrid, quel suo perdere il senso dell’ordine e del rispetto dei valori in cui crede è parallelo alla destabilizzazione di alcuni partiti del sistema politico italiano, è vicino al loro conseguente frantumarsi e alla trasformazione della situazione storica e politica dell’Italia.

I quattro membri della famiglia Luna sono i protagonisti di un romanzo esistenziale che ha al centro la vita di una famiglia. Una storia nella quale ci sono sì personaggi singoli, muniti di una loro personalità, però il loro agire, fare, pensare diventa, pagina dopo pagina, simile a un coro a una voce sola. Ed è proprio questa percezione di gruppo che porta il lettore a capire come l’autore punti a indagare la dimensione psicologicae le relazioni umane che si scatenano tra i diversi personaggi presenti nella struttura narrativa.

 

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Tutto questo tempo di Nicola Ravera Rafele è un romanzo di vita, di vissuto di una famiglia composta da una madre, un padre e dei figli. Una famiglia, come tante, con tutte quelle sfaccettature – più o meno problematiche – che la rendono simile e, allo stesso tempo, diversa da quello che ci circonda nel nostro vivere di ogni giorno.


Per la prima foto, copyright: Ann Danilina su Unsplash.

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