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Raccontare con ironia le trentenni di oggi. “L’amore va nell’umido?” di Daniela Delle Foglie

Raccontare con ironia le trentenni di oggi. “L’amore va nell’umido?” di Daniela Delle FoglieDaniela ha trent’anni ed è al centro di L’amore va nell’umido? di Daniela Delle Foglie (Mondadori), o meglio di un percorso accidentato nella vita sentimentale. Si scontrerà infatti con una serie di uomini che definire imperfetti è il minimo.

E L’amore va nell’umido? ci racconta con una buona dose di ironia il viaggio sentimentale delle trentenni di oggi. Proprio da queste abbiamo iniziato la nostra chiacchierata con Daniela Delle Foglie.

 

Daniela, la protagonista di L’amore va nell’umido?, ha trent’anni. Come sono le trentenni di oggi?

Le trentenni oggi sono molto determinate a essere felici. E credo che sia una bellissima cosa. Cercano di realizzarsi nel lavoro, lottano contro l'idea che ci si realizzi in un uomo, in una relazione e sono molto solidali tra loro. Credo che le amicizie femminili per quelle della mia generazione siano un'ancora di salvezza fondamentale per affrontare piccole sfighe quotidiane o problemi più grandi che senza le tue amiche forse diventerebbero in alcuni momenti quasi insormontabili. 

Sono anche stufe di essere schiave di certi modelli estetici e con fatica stanno cercando di liberarsene.

 

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Daniela è ricca di contraddizioni. Ne cito una: non ha un buon rapporto con Dio e la religione eppure scrive le sceneggiature di fiction incentrate su preti e suore. Cosa rappresentano queste contraddizioni? Un punto di forza o di debolezza?

Le contraddizioni sono occasioni di crescita, perchè ci invitano alla riflessione. Credo sia impossibile per qualsiasi essere umano vivere la vita secondo categorie rigide: o bianco o nero.

Per quanto riguarda la contraddizione a cui fa riferimento lei, credo che scrivere storie che toccano tematiche religiose sia più facile per chi ha affrontano seriamente quelle tematiche nella vita facendosi delle domande, piuttosto che per chi vive la religione come un dato di fatto acquisito o un aspetto del tutto superficiale. Non avere un buon rapporto con Dio è meglio che non averlo affatto.

Raccontare con ironia le trentenni di oggi. “L’amore va nell’umido?” di Daniela Delle Foglie

A un certo punto Daniela si iscrive a Tinder. Cos’è l’amore al tempo delle app?

L'amore ai tempi delle app è diverso indubbiamente per un piccolo, ma non irrilevante particolare e cioè che ci si conosce prima attraverso una foto e una chat. Questo non può non cambiare le carte in tavola. Ovviamente poi il passaggio alla realtà con un primo appuntamento è fondamentale, ma in qualche modo di quella persona che incontrerai ti sei fatta già un'idea nella tua testa basata sulle informazioni che lui o lei ha voluto filtrare. Non dico che sia meglio o peggio, dico solo che è diverso. La sfida da sostenere, la cosa importante, è essere veri quando ci si incontra, abbandonare costruzioni e filtri almeno nella vita reale e quindi essere aperti a un incontro sincero.

Altra cosa da non sottovalutare è che spesso l'amore attraverso le app è più facile da “buttare via”. Nel senso che a volte le app facilitano un approccio più superficiale. È facile sparire in chat, meno facile farlo nella vita...

 

Il libro ha un approccio molto ironico, dosato in maniera sapiente. Ecco, cos’è per lei l’ironia?

Un modo per sopravvivere anche nei momenti più bui! Riuscire a ridere di se stessi e dei propri “casini” è fondamentale per andare avanti, ti aiuta a relativizzare. E poi trovare un lato divertente anche in una situazione difficile può davvero aiutare a rialzarti.

Raccontare con ironia le trentenni di oggi. “L’amore va nell’umido?” di Daniela Delle Foglie

 

Dal 2016 lei pratica anche stand up comedy. Cosa rappresenta per lei questa forma di comicità e quanto può aver influito su questo suo ultimo romanzo?

Ha influito tantissimo, ci sono pagine di questo libro che sono parte del materiale che ho portato sul palco negli anni passati. La stand up comedy è la più grande forma di libertà che mi sono permessa nella vita, e anche la cosa più coraggiosa che ho fatto. Non è facile salire su un palco prendere un microfono e far ridere il pubblico e soprattutto farlo ridere di te. Ma a me è servito perchè come ha scritto Nora Ephron (autrice che per me è un vero punto di riferimento) «quando scivoli su una buccia di banana, la gente ride di te; ma quando racconti alla gente che sei scivolata su una buccia di banana, sei tu a ridere». Insomma la stand up comedy mi ha aiutata a diventare padrona del mio racconto e sicuramente mi ha aiutata nella scrittura di questo libro.

 

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Spero mi consentirà una domanda un po’ più intima. Il romanzo sembra essere abbastanza autobiografico. Quanto di lei invece ha lasciato fuori? E per quale ragione?

Ho lasciato fuori tutto quello che non era utile al fine di raccontare il percorso di crescita che volevo fosse centrale nel libro: la parabola di una donna che è convinta di dover trovare un uomo mentre l'unica cosa che ha davvero bisogno di cercare è se stessa. Diciamo che alcuni uomini sono stati tagliati via da questo libro perché non sono stati importanti. C'è un capitolo che si chiama Gli uomini inutili, ecco ne avrei dovuto scrivere un altro dal titolo “Gli uomini inutilissimi” o “ancora più inutili” (sorride, ndr).


Per la prima foto, copyright: Ayo Ogunseinde su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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