Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

RACCONTAMI (3) – “Fuori catalogo: storie di libri e librerie” di Rocco Pinto

Fuori catalogoDodici racconti sui libri e sulla professione di libraio

 

I racconti di Rocco Pinto pubblicati dalla Voland, Fuori catalogo: storie di libri e librerie, sono soprattutto un pretesto per parlare dei libri e della professione di libraio, per osservare e descrivere dall’interno un mondo in rapido mutamento, quello dell’editoria. Una tipografia in paradiso, ad esempio, diventa un inventario di nomi e di volti che il narratore vede emergere dalla stiva di una nave immaginaria: editori, scrittori e intellettuali che tra fine ’800 e per tutto il ’900 hanno pubblicato e diffuso capolavori inarrivabili. Ma il sentimento nostalgico si fa ancora più forte nella Leggenda del santo bevitore dove, a partire dal misterioso scambio di libri tra una donna e un senzatetto, si ripercorre la storia di uno storico chiosco-libreria torinese ormai chiuso; altrove il ricordo sembra legato soprattutto all’esperienza dell’autore, seppur letterariamente trasposta, come nel Nome della rosa, con la prima gavetta in libreria, o in Morte a Venezia, con il corso per librai nella città di Aldo Manuzio.

Ogni capitolo-racconto ha il titolo di un’opera più o meno celebre, che ha rappresentato una tappa importante nella formazione dell’autore, ed è certo la passione per il mondo della carta stampata il fil rouge di Fuori catalogo: storie di libri e librerie, insieme all’interessante commistione di realtà e finzione. Un desiderio di raccontare e raccontarsi dunque, attraverso uno stile piano e storie semplici, come se Rocco Pinto con umiltà non abbia mai voluto dismettere i panni del libraio per cimentarsi davvero in quelli di scrittore, ma abbia voluto soltanto ripercorrere con ironia la sua avventura trentennale tra testi e scaffali.

Nella Voce di un libro, si legge: «Provavo fastidio per la mole esagerata di titoli che ogni anno affollavano un mercato povero di lettori ma ricchissimo di scrittori. E di colpo era venuta anche a me la voglia di scrivere, di raccontare». Cosa ha fomentato allora questa voglia?

È vero, per tanti anni ho provato fastidio per la mole esagerata di titoli che invadeva il mercato editoriale dimenticandosi spesso di titoli importanti non più ripubblicati. Poi sono caduto anch’io in tentazione: l’idea del libro è nata dalla voglia di raccontare il mio mestiere e di raccontarlo in modo insolito, attraverso dei racconti. Dopo trent’anni in libreria prima come fattorino, magazziniere, commesso e poi come responsabile, una tesi sulla formazione del libraio dal titolo Le letture del libraio, e dopo aver scritto articoli su questa professione e sulla lettura in generale, ho iniziato a raccontare il mio smarrimento e le mie inquietudini alla soglia dei cinquant’anni.

Cinque anni fa, qualche giorno prima di Natale, iniziò a girarmi per la testa una storia che mi appassionava. Ho aspettato con ansia l’arrivo del 24 dicembre per utilizzare il riposo natalizio e raccontare di un libraio che vede mutare radicalmente il mestiere e prova grande smarrimento di fronte a cambiamenti che fa fatica a capire. Finito il capitolo che ha per protagonisti anche i miei colleghi l’ho imbustato e l’ho spedito a casa di ognuno di loro. La loro accoglienza positiva mi ha convinto a raccontare anche altre storie che avevo in mente, sempre legate al mestiere di libraio, ai libri e alla lettura.

Come pensiche si stia evolvendo il mestiere del libraio?

Non saprei: in Fuori catalogo ho raccontato il disagio di chi come me ha iniziato a lavorare in modo artigianale trent’anni fa, senza computer, e che adesso ha a disposizione dati, numeri, statistiche. Il mestiere è cambiato e ancora cambierà ma le macchine aiutano e non si sostituiscono alle persone.

In questo momento accusiamo la mancanza di regole certe, anche la nuova legge Levi viene interpretata e attuata in modo molto distorto. Vero è, però, che nell’ultimo anno il fatturato delle librerie di catena ha superato quello delle librerie indipendenti, che sempre più numerose vengono affiliate alle catene perché non riescono ad andare avanti. Va invece riconosciuto il ruolo sociale e culturale delle librerie al pari delle biblioteche. Se non si promulga una legge articolata sulla promozione del libro e della lettura che investe librerie, biblioteche, scuole e anche chi a vario titolo si occupa di libri e di lettura il divario tra catene e librerie indipendenti non può che aumentare. Se invece con politiche di promozione della lettura se ne allargasse la base e se ci fossero regole uguali per tutti gli operatori non è escluso che le librerie indipendenti potrebbero mantenere un ruolo di primo piano e iniziare anche a consorziarsi per meglio reagire alle catene.

«Da più di tre mesi la sera mi prendeva un attacco di facebook, con forti convulsioni. Avevo deciso di entrare nel mondo virtuale; […] il desiderio e la curiosità erano troppo forti» (Pensieri diversi). Quanto dell’odierno dibattito letterario passa dalla rete e in che modo ne viene influenzato il tuo lavoro?

La rete è uno strumento importante sia per la parte di informazioni legate al mondo editoriale sia per promuovere la libreria e le sue iniziative. Tanti sono i giornali online e di ogni libro si trovano recensioni, commenti, interviste. La rete in molti casi ha permesso di far conoscere libri ignorati dalla promozione e dalla distribuzione. Il ruolo del libraio è però ancora fondamentale: avere le antenne dritte significa anche capire per tempo i libri che stanno uscendo, seguire i dibattiti, conoscere le tendenze.

Per concludere, consigliaci due raccolte di racconti: una italiana e una straniera.

Tra quelle italiane consiglierei Dieci di Andrej Longo che ha l’intensità dei racconti e la forza di un romanzo. Per gli stranieri Pensare con i piedi di Osvaldo Soriano, dove l’autore parla del suo amore per il calcio raccontando anche spaccati della sua Argentina.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)

Commenti

Hommamma! Quest'uomo, dallo scranno della sua passione per i libri, consiglia un libro che parla di calcio? Incredibile il punto di abiezione che si riesce a raggiungere. Proprio capolavori inarrivabili... :D :D :D

Perché mai lanciare un anatema contro il calcio in letteratura? Il testo di Soriano comunque non lo conosco, ma credo anch'io che "Dieci" di Andrej Longo (Premio Chiara) sia una delle più belle raccolte di racconti italiane dell'ultimo decennio...

Perché il mondo del calcio fa schifo ed è utilizzato in modo da far apparire l'oppio religioso di una cattiva qualità. Che si possa disquisire a un buon livello letterario sulle motivazioni personali che si distinguono dalla fascia bruta degli estimatori della pedata mi pare evidente, ma declamare quel disquisire facendolo rientrare nei capolavori inarrivabili costituisce insulto alla letteratura, qualsiasi sia il livello del libro di cui si tratta.

Osvaldo Soriano è uno scrittore (non un calciatore) e affermare che non si possa prendere spunto dal calcio per raccontare la realtà mi sembra assurdo...

È stato detto che quel libro parla della passione per il calcio del suo autore, non che stabilisce collegamenti con le problematiche esistenziali. Non mi spingo a dire che una passione simile sia analoga a quella che riempie gli stadi di deficienti che urlano al vento le loro propensioni, ma solo che la vita ha i suoi primi valori nella rinuncia alle passioni lasciando spazio all'amore per la verità. Ti pare ancora tanto assurda la mia posizione?

Non vedo nulla di insano a prescindere nelle passioni (inclusa quella per una sfera che rotola), né le intendo come un impedimento conoscitivo; ma soprattutto credo che potremmo esprimerci con cognizione solo avendo letto il testo da cui è scaturito il suo spunto polemico…

Non è necessario, perché il rango proprio a ogni passione, quella per la Verità esclusa, è di secon'ordine.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.