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RACCONTAMI (10) - “Il momento è delicato” di Niccolò Ammaniti

Il momento è delicatoPer i racconti di Niccolò Ammaniti una recensione fuori dalle righe – ma è colpa sua!

Di Niccolò Ammaniti ho letto Come Dio comanda tre o quattro anni fa, trovandolo discreto; quando su una bancarella di libri usati mi sono imbattuto in Io non ho paura ho ritenuto però che, per due euro, un’altra opportunità potevo dargliela. Non me ne sono pentito: è un romanzo di grande suggestione – anche se non ho compreso perché Michele, protagonista e voce narrante, dichiari di tanto in tanto di avere ormai trent’anni, dal momento che la storia è superbamente raccontata con lo sguardo innocente e visionario di un ragazzino e non certo di un giovane adulto. Si tratta tuttavia di quisquilie, Ammaniti dimostra in Io non ho paura la stoffa del narratore puro ed è stato quindi con una certa aspettativa che ho iniziato a leggere Il momento è delicato. Tuttavia già dalla Prefazione ho avvertito puzza di bruciato: perché far subdolamente passare l’idea che i romanzi siano letteratura (“storie d’amore”) e i racconti semplice intrattenimento (“storie di una notte”)?

Tempo addietro, sul mio blog, mi sono interrogato sullo scarso successo commericale dei racconti, lamentando come i grandi marchi editoriali non scommettano su questo genere (che viene di conseguenza trascurato dai lettori); forse però farlo con raccolte improvvisate è ben più pernicioso: quanti dei tanti fan di Ammaniti e di Camilleri dopo aver letto i loro racconti si sono convinti che i romanzi siano opere di ben altro spessore?

Insomma, da Il momento è delicato oltre che una certa scorrevolezza era legittimo aspettarsi ben altro, invece c’è di tutto un po’: dai racconti horror con risvolti splatter (come Giochiamo? scritto con Antonio Manzini, Alba tragica o La figlia di Shiva) o fantascientifici (Il Festival Più Iportante Del Mondo e Apocalisse), a quelli umoristico grotteschi (Un uccello molto serio, A letto col nemico e Fa un po’ male, ad esempio) o incentrati sul quotidiano (tra questi La medicina del momento e Respira. Piano. Ma respira), e ce n’è persino uno strappalacrime (Racconto per bambini cattivi). Tutti caratterizzati da una scrittura piuttosto piatta e anche sciatta – che altri magari definiranno fresca e immediata (ma lo è solo a tratti).

Però, come in ogni macedonia non tutta la frutta è insipida o troppo matura, così anche nel Momento è delicato ci sono una gustosa serie di sei racconti dedicati alle problematiche giovanili, dal titolo Rane e girini (già pubblicati come introduzione ai capitoli del saggio Nel nome del figlio), e soprattutto un piccolo monile di ammaliante e macabra sensualità, Gelida manina: già l’utilizzo della seconda persona segna una cesura rispetto agli altri testi; l’autore non sembra qui rivolgersi al suo alter ego (come in Profezia di Sandro Veronesi) quanto piuttosto a te lettore, che colto dalla curiosità un giorno potresti avventurarti nelle strade sconosciute di una località straniera, sino a smarrire l’orientamento. Magari potresti allora accettare l’aiuto di una graziosa ragazzina, ignaro della sua malizia e soprattutto della tua incapacità di mantenere un contegno adeguato: «Non vorrai accettare il fatto che tra sentimenti contrastanti che ti si accavalleranno sul cuore il desiderio si ingrosserà riempiendoti di imbarazzo»; il dramma, che il titolo lascia presagire, è dunque già preannunciato.

Insomma, se proprio volete, leggeteli senza pretese, qualche sorriso e un po’ di suspense vi saranno concessi, ma non sorprendetevi se, ad esempio, le “bocce” procaci di una delle comparse sono definite «floride e sproporzionate, piantate sul busto come due trulli pugliesi»: similitudine che a me che me ne intendo – di trulli, non di bocce! – lascia piuttosto interdetto, stiamo parlando di una donna avvenente o di un robot? Ah, già dimenticavo, Ammaniti stesso ci ha avvertiti nella Prefazione che si tratta di intrattenimento, non di letteratura (per sua scelta, però, non perché si abbia a che fare con dei racconti)!

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Commenti

Premettendo che non l'ho ancora letto, credo che per comprendere questo testo (stile, etc... )sia indispensabile leggere la sua prima raccolta di racconti Fango.

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