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“Questa non è la mia faccia”. Una lettura a tu per tu con Neil Gaiman

“Questa non è la mia faccia”. Una lettura a tu per tu con Neil GaimanQuesta non è la mia faccia, di Neil Gaiman (traduzione di Stefania Bertola), è l’ultimo lavoro pubblicato in Italia del grande autore inglese. Fresco di stampa per le “Strade blu” di Mondadori, come recita il sottotitolo raccoglie saggi sparsi su leggere, scrivere, sognare e su un mucchio di altra roba.

Diviso in dieci parti, il libro unisce molti degli interventi, scritti e orali, dell’autore di American Gods nel corso degli anni: prefazioni di libri, articoli sul «Guardian» o sul «New York Times», discorsi di ringraziamento, ma anche incontri con scrittori e fumettisti del nostro tempo.

Nella seconda parte (“Persone che ho conosciuto”), Gaiman ci mette a parte di aneddoti, momenti e ricordi intimi che riguardano autori contemporanei che hanno incrociato la sua strada d’artista, e che in qualche modo somigliano a lui perché, per certi aspetti e non sempre in modo corretto, sono stati identificati come semplici scrittori di genere: e così incrociamo quello spilungone di Douglas Adams, il geniale autore di quel piccolo capolavoro che è Guida galattica per autostoppisti, ma anche Terry Pratchett, demiurgo del monumentale Mondo Disco, Gene Wolfe e il fumettista Dave McKean, un titano come Stephen King che, in occasione di uno dei loro incontri nella sua seconda casa in Florida, una specie di McCasa costruita da un tizio che faceva centri commerciali, confessa a Gaiman:

«Non mi sono mai considerato uno scrittore horror. Questo è quello che pensano gli altri. Io non ho mai detto mezza parola al riguardo. Tabby viene dal nulla, io vengo dal nulla, abbiamo sempre avuto il terrore che ci togliessero quello che abbiamo. Perciò se la gente voleva dire: ‘Tu sei questo’, purché i libri vendessero a me andava benissimo.»

 

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La sensazione che si ha, leggendo di questi incontri, è che le facce di tali artisti a comparire sulle riviste letterarie, sui risvolti o i quarti di copertina o nel web non sono le loro vere facce, ma semplicemente maschere.

«Noi che mentiamo per vivere indossiamo le facce bugiarde, false facce messe per ingannare gli sprovveduti. Deve essere così, visto che se credete a queste foto siamo persone come tutte le altre.

È una protezione, tutto lì.

Leggete i libri: ogni tanto lì riuscirete a vederci. E vedrete dèi e giullari e bardi e regine, che creano parole cantando, evocano qualcosa dal nulla, fanno roteare parole lungo i sentieri della notte.

Leggete i libri: è lì che ci vedrete veramente.»

“Questa non è la mia faccia”. Una lettura a tu per tu con Neil Gaiman

E così, anche la vera faccia di Neil Gaiman, autore pluripremiato di fumetti (primo fra tutti, Sandman), di romanzi per ragazzi come Il figlio del cimitero e Coraline, esce fuori lentamente, ma in tutta la sua genuinità.

Come tutte le raccolte di scritti d’occasione, anche Questa non è la mia faccia ci dice ancora qualcosa di più del suo autore rispetto a quanto non faccia o possa fare un’opera di fiction. Lo scrittore esce da qui quasi nudo, senza le maschere dei personaggi o dei luoghi, ma così com’è: parlando delle sue passioni, dei suoi autori, delle sue manie.

In questo libro si trovano i suoi più grandi amori: per il mito, per le biblioteche che lo hanno tenuto al caldo e al sicuro quand’era un adolescente che odiava la scuola e i suoi anni e non vedeva l’ora di superare la barriera e raggiungere l’età adulta.

«I bambini sono una minoranza relativamente impotente, e, come tutte le minoranze oppresse, ne sanno di più sui loro oppressori di quanto gli oppressori ne sappiano su di loro. […] Non credo che mi piacesse granché, essere bambino. Mi sembrava più uno stato da sopportare che di cui godere: una condanna di quindici anni a un mondo meno interessante di quello in cui abitava l’altra razza. […] La mia difesa contro il mondo degli adulti era leggere più che potevo. Leggevo tutto quello che mi capitava fra le mani, che lo capissi o meno. Era un’evasione. Ovvio che lo fosse: C.S. Lewis ha saggiamente fatto notare che le uniche persone che di solito inveiscono contro le evasioni sono i carcerieri.»

 

Ma in questa raccolta si trovano anche l’amore per gli autori che ha letto da giovane, che continua a leggere e che continuano a nutrirlo: il mai abbandonato G.K. Chesterton, i racconti di Edgar Allan Poe e il mondo onirico di Lovecraft, l’universo incantato delle Cronache di Narnia e, ovviamente, Tolkien e Il Signore degli Anelli.

Ma ci sono anche riflessioni sul cinema, sui fumetti e sulle persone che li creano, sulla fantascienza e alcuni suoi autori feticcio, come Ray Bradbury e Samuel Delany e H.G. Wells, e poi il mondo della musica, quello delle fiabe e degli antichi miti, che con Sandman e American Gods Gaiman ha tentato di rielaborare in chiave personale e moderna.

“Questa non è la mia faccia”. Una lettura a tu per tu con Neil Gaiman

Forse soltanto un autore come lui poteva scrivere un libro così, nel quale il mondo dell’infanzia s’intreccia a quello della paura e dell’invenzione, e le pagine sembrano quasi tavole di fumetto, note a piè di pagina di libri che ci hanno accompagnato durante quel periodo dorato, pieno di paure, contraddizioni e scoperte che è stata l’adolescenza.

 

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Chi cerca un testo che parli dell’oggi, del cambiamento climatico, della crisi economica, del lavoro che manca o della fatuità del presente non troverà qualcosa che lo appaga nella raccolta di Neil Gaiman. Perché Questa non è la mia faccia è un libro sull’immaginazione, sulla gratuità dell’arte, sui suoi mondi incantanti, consapevoli che non esiste nulla di più utile di ciò che in apparenza sembra dannatamente privo d’utilità.


Per la prima foto, copyright: Vince Fleming su Unsplash.

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