Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

“Quello che non ti ho mai detto” di Celeste Ng: il racconto claustrofobico di una famiglia

“Quello che non ti ho mai detto” di Celeste Ng: il racconto claustrofobico di una famigliaNel suo acclamato romanzo d'esordio,Quello che non ti ho mai detto (Bollati Boringhieri,2015), Celeste Ng dipinge il ritratto cupo e claustrofobico dell'implosione di una famiglia “mista” negli Stati Uniti a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta.

Nonostante il marketing da thriller, il giallo con cui si apre il libro è solo un pretesto per riportare a galla le zavorre di una famiglia interraziale strozzata dal dramma sordo dell’integrazione, generatore di ansie sociali e aspettative deluse. Un soffocamento metaforico che sfocia in quello fisico: l’annegamento della sedicenne Lydia nel laghetto davanti a casa. È dalla mattina in cui Lydia non scende a colazione che Celeste Ng (pronunciato “ing”) comincia a indagare nelle viscere della famiglia Lee. Seguendo i vari personaggi lungo capitoli alternati fra presente e passato, emerge un mosaico di cui ognuno possiede una tessera nascosta; ognuno aggiunge un bagaglio di “non detto” che sembra affondare Lydia in quelle acque apparentemente chete, come innocue si credono le acque materne.

Eletto libro dell’anno da «New York Times Review of Books», «Huffington Post» e «San Francisco Chronicle», Quello che non ti ho mai detto, tradotto in italiano da Manuela Faimali, si è conquistato anche il gradimento diretto del pubblico che, su Amazon, lo ha proclamato book of the year. Lo sfondo è quello a cui ci ha abituato molta della narrativa contemporanea a stelle e strisce, la provincia americana dalle piccole comunità tanto bucoliche quanto rigide, tanto intime quanto anonime. Siamo nel Midwest, in una piccola cittadina dell'Ohio che si sviluppa sulle rive di un lago. Marilyn e James sono una coppia “mista”: lei bianca, originaria della Virginia, lui quello che si definisce un first generation American, nato negli Stati Uniti da genitori immigrati dalla Cina. I loro tre figli, Nathan, Lydia e Hannah convivono con il fatto di essere gli unici studenti cinesi a frequentare la scuola, il corner shop e la piscina.

La vera minaccia alla loro serenità, però, non arriva dalle spietate frecciatine dei coetanei sugli occhi a mandorla, ma dal ventre stesso della loro casa in riva al lago. I due figli maggiori sono i destinatari di tutte le proiezioni e i rimpianti dei genitori. Fin qui nulla di straordinario: bilanciare protezione con libertà, guida con condizionamento è una sfida che tocca a tutti i genitori. Tuttavia, le pressioni psicologiche di Marilyn e James esercitano un silenzioso ed estenuante logorio sull’intero nucleo della famiglia Lee. Nathan e Lydia combattono con le loro frustrazioni di adolescenti, potenziate dalle debolezze dei genitori: dalla paura di non essere accettati, ferita che si porta dietro James a causa della sua difficile integrazione sociale, all'ansia da prestazione intellettuale trasmessa da Marilyn.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

“Quello che non ti ho mai detto” di Celeste Ng: il racconto claustrofobico di una famigliaAd avere la peggio è Lydia, la figlia di mezzo. È lei il simbolo del riscatto sociale di James, con la sua cattedra negata a Harvard e il disprezzo della suocera “bianca”, e di quello professionale di Marilyn, la quale sognava di essere medico, ma si è ritrovata a vivere la vita da casalinga disperata di sua madre. Con il suo aspetto meno cinese, merito di un bel paio di occhi azzurri, fin da piccola Lydia si trova costretta a doversi fingere, per James, una ragazza “popolare” e piena di amiche e a sforzarsi di amare il camice bianco che Marilyn avrebbe voluto per sé.

Dal giorno in cui il lago restituisce il giovane cadavere, davanti a quello che appare sempre più un suicidio, ognuno cerca la sua via d’uscita dal dolore e dall’assordante “non detto” di Lydia. Nathan, che guarda al cielo fin da piccolo e aspetta con trepidazione la lettera di accettazione del college, cerca in tutti i modi di colpevolizzarsi per la morte della sorella prediletta dai genitori. Marilyn sembra soccombere a quei condizionamenti sociali che aveva passato la vita a combattere. James, perso nel suo senso di inadeguatezza, si convince che «spesso di figli di sangue misto faticano a trovare il loro posto» e si abbandona tra le braccia non giudicanti di un'amante cinese. A vegliare su questo dolore è la piccola Hannah, diventata quasi invisibile al resto della famiglia. Nascosta nei cantucci della casa guarda la sua famiglia annegare nei sensi di colpa e, a tratti, gli occhi del narratore sembrano essere i suoi.

Dovendo scegliere una frase del libro che possa riassumere il senso della trama sarebbe: «A ogni reazione corrisponde una reazione uguale e contraria». Questo principio base della fisica torna più volte nel romanzo e descrive bene la parabola della famiglia Lee davanti alla morte della figlia. Dalle macerie di questa morte quasi sacrificale, si intravede una rinascita: «Quando perdiamo una persona cara, il suo ricordo si uniforma e si semplifica, liberandosi delle complessità come fossero squame». Ancora una volta torna l’acqua, con tutto il suo carico simbolico...

La fame d’aria che si portano dietro le pagine di Quello che non ti ho mai detto ne fa una lettura quasi disperante, alleggerita solo dalla scrittura brillante e serrata di Celeste Ng. L’autrice, nata negli Stati Uniti da genitori immigrati da Hong Kong, conosce bene le dinamiche psicologiche dell’integrazione. Lei stessa è cresciuta in un sobborgo a predominanza bianca della Pennsylvania.

In questo romanzo i nodi non risolti dei padri vengono ereditati dai figli, con effetti ancora più devastanti. Lungo una catena impazzita ogni membro della famiglia sembra diventare invisibile all’altro: non ci sono occhi né orecchie per intercettare il dolore di chi si vive accanto. Il romanzo va molto al di là del tema razziale, offrendo uno spaccato crudele di quelle trappole dorate in cui tutte le famiglie possono rischiare di cadere. I temi trattati in Quello che non ti ho mai detto, e il convincente taglio psicologico proposto da Celeste Ng, la rendono un’opera che toccherà sul vivo genitori e figli.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.7 (3 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.