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Quelle colpe nascoste che riemergono. “Il cerchio si chiude” di John Banville

Quelle colpe nascoste che riemergono. “Il cerchio si chiude” di John BanvilleIl cerchio si chiude dell’irlandese John Banville (Guanda, traduzione di Irene Abigail Piccinini) è un noir molto acuto che presenta una significativa descrizione delle personalità dei personaggi. Anzi si potrebbe sostenere come la trama poliziesca si configuri come pretesto per raccontare e approfondire le vicende di chi ruota intorno alla storia.

Nelle prime pagine si coglie già la dimensione del discorso. Viene ritrovata un’automobile andata in fiamme dopo aver essersi fatalmente scontrata contro un albero. Dentro c’è un giovane uomo carbonizzato ma, come riscontrato dall’aiuto patologo David Sinclair, emerge un’ulteriore lesione: un segno profondo sopra la tempia sinistra dell’uomo, come se qualcuno l’avesse colpito prima di sprofondarlo in macchina per poi a marcia innestata spingerla verso l’albero. Ciò porta l’aiuto dottore a escludere la pista dell’incidente e del suicidio, ipotesi che erano state considerate come primo motivo del decesso. Sinclair ha bisogno di una conferma e convoca a malincuore il suo capo Quirke che è in malattia dato che soffre di problemi neurologici e alcolismo. Quirke sta passando il periodo della convalescenza a casa di due parenti, Rose e Mal Griffin, personaggi fondamentali del romanzo. Troverà nell’indagine un motivo per uscire dall’apatia in cui è caduto e insieme all’ispettore Hackett, a cui lo lega una vecchia e fruttuosa amicizia, si addentra nei meandri di una ricerca cupa e difficile che gli farà seguire piste sconcertanti, portando alla luce altrettanto scabrosi e diabolici personaggi.

 

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L’autore illustra così le colpevolezze nascoste che nell’Irlanda degli anni Cinquanta-Sessanta (la data in cui si svolge il romanzo non viene mai indicata direttamente ma si ricava dal fatto che il padre del morto ha combattuto nella guerra civile spagnola) riguardano soprattutto l’ambiente ecclesiastico che nessuno fino ad allora aveva avuto il coraggio di affrontare. Dall’immatricolazione della macchina, si scopre che il morto è Leon Corless, figlio di Sam Corless, vecchio comunista irlandese.

Quelle colpe nascoste che riemergono. “Il cerchio si chiude” di John Banville

Nel frattempo Phoebe Griffin, figlia di Quirke, che svolge le mansioni di segretaria presso una psichiatra, mentre è in un bar a pranzare riceve un foglio scritto da una certa Lisa che le chiede se si possono incontrare nel vicino parco. Lisa è una ragazza che si mostra subito disperata. Phoebe scopre che è incinta e che il padre del bambino è il ragazzo morto di cui si sta occupando proprio Quirke. Lisa presto scompare. Inevitabilmente le due indagini si sovrappongono e si intrecciano.

Il titolo originale Even the Dead sembra più confacente alle vicende narrate. Sono molti i morti in questo romanzo, non solo quello con cui inizia la storia e su cui vertono i sospetti e le indagini. Si tratta di morti retrospettive, non c'è personaggio che non abbia alle spalle chi un marito, chi una moglie defunti, chi un figlio, chi un padre, chi un fratello... Sono spettri mentali che pesano sulla vita di molti, e non si tratta solo di normali avvicendamenti tra vita e morte, c'è altro e di peggio. C’è un padre losco che figura da padre adottivo dei propri figli, un altro padre, figlio adottivo, che non funge da padre della legittima figlia data in paternità a un fratellastro che finirà malato di cancro e votato alla morte; c'è infine una giovane governante madre di un figlio avuto per incesto dal padre.

La costituzione del romanzo vale il dramma portato al melodramma ma con perizia di scrittore esperto e prolifico, sicuramente attento al mercato ma mai vendutosi a esso, abile nel comporre la storia con dosato senso dell'ambientazione irlandese su cui grava lo strapotere della Chiesa cattolica, rea di efferate azioni e congiure. L’uso del Gaelico fra i personaggi più crudeli sottolinea che tale scelta dell’autenticità non significa chiarezza né patriottismo ma solo interessi privati e atrocità. I personaggi più spietati sembrano perfino ispirati ai modelli di Dickens. 

Quelle colpe nascoste che riemergono. “Il cerchio si chiude” di John Banville

Non manca la simpatia dello scrittore verso Sam Corless, il personaggio del “comunista”, figura di donchisciottesco utopista che lotta contro la sordida borghesia del proprio paese. I personaggi del romanzo appartengono alla buona borghesia, sono detentori di titoli accademici e altolocata posizione sociale, tra cui emerge Quirke, il protagonista anatomopatologo.

Il cerchio del titolo italiano sembra riassumere un groviglio di sentimenti mal espressi al punto da apparire colpevoli. Un generale e diffuso senso di colpa pervade il romanzo, i fatti, il delitto, l'omicidio, non sembrano che pretesti diversivi per i protagonisti che, chi in un modo chi in un altro, sono in pericolo di spegnersi nella noia e nei rimorsi.

C'è una frase scandita da Quirke in risposta a chi elogia le sue “buone letture”: «No, non è vero. Faccio come la gazza ladra, raccolgo frammenti luminosi e li conservo per impressionare la gente». Il termine “frammenti” è congeniale ma nel senso opposto dell'oscurità. Il concetto di “buone letture” ritorna poche pagine dopo quando si cita una lirica di Ezra Pound in cui si afferma che ciò che resta nell'uomo è ciò che veramente si ama, “il resto è scorie”. Frammenti e scorie. C'è qualcuno che ha veramente compiutamente amato in questo romanzo? Solo i morti sembrano costituire l'oggetto nostalgico del vero amore. Ma forse ciò che appare incompiuto, colpevolmente interrotto e storpiato potrà conoscere la luce del riscatto, anche se non della completa redenzione. L'amore. Nuovi amori. Tra persone adulte e giovani.

 

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La trama del romanzo appare, come già espresso, un pretesto per continue inquisizioni e irruzioni psicologiche che configurano le mosse, le instabilità e le infelicità esistenziali dei protagonisti, tra cui taluni sono stati legati da amore per una sola notte. Il finale è indicativo della scelta dell'autore di fare dell'intera vicenda più che un quadro deterministico un prospetto allusivo che lascia al lettore l'intuizione di chi sia l'assassino di un secondo importante omicidio. E si tratterà di un assassinio dettato dall'unica forma lineare e non sospetta dell’amore. Infatti la traccia lasciata dall'autore su chi possa essere l'omicida funge pure da clausola di perdono, primo fra tutti da parte dell’ispettore che ha indagato anche sul delitto che ha dato inizio alla storia.Il colpevole non sarà perseguito. Tra le tante colpe seminate nel romanzo, l’allusa vendetta di un padre addolorato figura come giustizia e atto d'amore.


Per la prima foto, copyright: Rob Bye.

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