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Quanto vale la vita di un uomo? “I vivi al prezzo dei morti” di René Frégni

Quanto vale la vita di un uomo? “I vivi al prezzo dei morti” di René FrégniRené Fregni torna in libreria con il suo ultimo libro, I vivi al prezzo dei morti (Jimenez Edizioni, maggio 2019, trad. di Chiara Rea); il risultato è un noir, a metà tra un diario e un vero e proprio romanzo.

René è uno scrittore; conduce una vita tranquilla immerso in una piccola valle, circondato solo dalla natura e dalla dolcezza della sua compagna, Isabelle. La storia ha inizio con René che decide di scrivere su un quaderno rosso qualche parola, tutti i giorni. La sua vita si diletta tra scrittura e lettura. L’uomo non immagina che di lì a poco la sua quiete verrà devastata dalla telefonata che gli cambierà per sempre la vita. René verrà infatti contattato da Kader, un detenuto che – tre anni prima – seguiva i suoi corsi di scrittura in carcere. Kader è evaso. Kader cerca un nascondiglio. Kader sa perfettamente che uno come lui non può fidarsi di nessuno, ma Kader si fida di lui. René decide di aiutarlo, senza pensare alle conseguenze del suo gesto altruistico.

«Bevo il mio caffè nel silenzio e in questo profumo di vaniglia. Ho sempre più bisogno di silenzio. Scrivo qualche parola, sulle belle peonie rosse della tovaglia cerata, la tazza in una mano e la penna nell’altra. Le parole non fanno più rumore dei piccoli salti della lancetta lunga dell’orologio sopra la mia testa, cadono sulla pagina come gocce di vita. Tutti dovremmo cominciare la giornata con un caffè e qualche parola tracciata su un quaderno rosso. Accarezzare ogni mattino, subito prima che faccia giorno, il biancore così dolce di una pagina, tratteggiarvi i contorni della nostra vita.»

 

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La vita di René sfocia così in un incubo: Kader è un delinquente, non cambierà; René questo lo sa, ma qualcosa gli impedisce di aprire gli occhi: fino a dove si spingerà per aiutare l’amico?

Quanto vale la vita di un uomo? “I vivi al prezzo dei morti” di René Frégni

La tenera vita che René conduceva accanto a Isabelle nel loro chalet immerso nella valle svanirà; l’uomo comincerà a non essere più lui, a non dormire, a vivere tra gli incubi di notte che non svaniscono nel corso di quelle giornate in cui non c’è più spazio per la scrittura o la lettura. Ogni tanto, torna a scrivere sul quaderno rosso, confidente di storie inconfessabili e mezzo di comunicazione tra lui e il lettore. Per il resto, René diventa un fantasma, come lo definisce la compagna; magro e grigio, come si definisce lui quando si guarda allo specchio.

René e Kader non sono legati da una vera e propria amicizia; il primo era il professore del secondo in carcere. Per quanto i due uomini possano aver legato in determinate circostanze, è davvero sufficiente a nascondere un evaso e seguirlo nei suoi crimini? Aiutarlo, proteggerlo, dargli la possibilità di fuggire? Come per il rapporto tra René e Isabelle, anche quello fra il protagonista e Kader riesce a essere puro. E leale, perché nessuno dei due tradirà mai l’altro.

Da un biglietto che Kader lascerà a René:

«[…] mi hai dimostrato mille volte che posso fidarmi di te. Mille volte la tua generosità mi ha stupito. Mi dispiace veramente di averti messo in pericolo. Una parte di ciò che hai sotto gli occhi ti appartiene. Spetta a te decidere quanto. Serviti! Se non avessi Bryan, ti lascerei tutto. Dai a mio figlio il resto, sa già qualcosa… Dove sono ora non ho bisogno che dei sogni. Le migliori gioiellerie non li vendono. Il solo, vero diamante è la luce. Ti abbraccio, fratello!»

Quanto vale la vita di un uomo? “I vivi al prezzo dei morti” di René Frégni

Quanto vale la vita di un uomo? Quanto vale la vita di un uomo morto, e quanto la vita di chi l’ha ucciso? E la vita di un uomo in prigione?

L’eventualità di venire arrestato – o ucciso – e di mettere in pericolo Isabelle porteranno René alla decisione finale, quella che lo condurrà verso un percorso di redenzione, rinascita. Di sperata libertà.

 

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La prosa de I vivi al prezzo dei morti è chiara, elegante, asciutta. Voluminose ma tenui le descrizioni dei paesaggi; leggendole, vengono alla mente immagini di vallate splendide e pastellate, infondendo un senso di pace e tranquillità, probabilmente lo stesso che provava René prima della telefonata di Kader. Anche nei momenti di tensione, l’autore mantiene come un contegno; possiamo comunque percepire tutta l’ansia provata dal protagonista nel suo tentativo di restare impunito.


Per la prima foto, copyright: Jaromír Kavan su Unsplash.

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