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Quando un bambino piomba nella tua vita. “L’anno in cui imparai a leggere” di Marco Marsullo

Quando un bambino piomba nella tua vita. “L’anno in cui imparai a leggere” di Marco MarsulloIl mondo dei figli o anche più in generale quello dei bambini, è un argomento molto difficile da affrontare. Decidere di avere un bambino è da sempre il desiderio della maggior parte delle coppie stabili. Si fanno prendere dall’entusiasmo di avere qualcuno che ti amerà incondizionatamente, qualcuno di cui occuparsi, qualcuno da crescere in maniera sana, qualcuno che porterà avanti il tuo nome. Questi sono solo alcuni dei motivi che spingono le coppie ad avere figli, che però sono anche fonte di preoccupazione, protagonisti, loro malgrado, di notti insonni, di soldi da risparmiare, di sogni e desideri abbandonati da parte dei genitori.

Eppure nonostante tutto, nonostante gli aspetti positivi e negativi che possono esserci a causa di un bambino o di un figlio, nonostante tutte le paure e i dubbi, vi posso garantire (e parlo per esperienza personale) che, quando ti trovi in braccio questo piccolo esserino, la tua vita cambia improvvisamente. Cambia il tuo modo di vedere, di affrontare le cose nella vita, nel lavoro, nei rapporti con gli amici e tutto questo cambiamento, questo stravolgimento devastante, lo vivi in maniera serena e felice di vedere crescere giorno dopo giorno quell’esserino che hai visto nascere.

 

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Certo ho dovuto fare anch’io delle scelte, ho dovuto rinunciare ad alcune cose, ma non mi è mai pesato, perché lui è mio figlio ed è sangue del mio sangue.

Quando un bambino piomba nella tua vita. “L’anno in cui imparai a leggere” di Marco Marsullo

E ora immaginiamo che per diversi motivi, siamo costretti ad affidare il nostro bambino a una persona di estrema fiducia, ci fideremmo? Saremo tranquilli? Forse no, ma questo è proprio il tema dell’ultimo libro di Marco Marsullo, L’anno in cui imparai a leggere (Einaudi).

Marco Marsullo è uno scrittore napoletano che ha già le spalle, una bella carriera longeva e piena di soddisfazioni. Il suo primo lavoro esce nel 2009 (Ho Magalli in testa ma non riesco a dirlo,Noubs Edizioni) e a questo sono seguiti altri cinque romanzi che hanno vinto diversi premi e sono stati pubblicati anche fuori dai confini italiani.

Il protagonista di L’anno in cui imparai a leggere è Niccolò, uno scrittore di venticinque anni che, dopo aver pubblicato il suo primo romanzo, entra nella crisi più temuta dagli scrittori: il blocco creativo. Una sera, durante una presentazione del suo romanzo, conosce Simona, commessa in un negozio, ma soprattutto attrice mancata;  è amore a prima vista, ma c’è un piccolo problema, la ragazza ha un figlio (Lorenzo) di quattro anni, avuto da una relazione precedente con un uomo che non ha mai visto e riconosciuto il bambino. A un certo punto Simona decide di partire per un mese con una compagnia teatrale e affida Lorenzo a Niccolò. Il rapporto tra i due non è facile all’inizio, ma a mano a mano che il tempo passa nasce una velata complicità che viene interrotta improvvisamente dall’arrivo del padre del bambino, un chitarrista girovago, pieno di debiti: Andrés.

I tre decidono di convivere insieme sino al ritorno di Simona.

Quando un bambino piomba nella tua vita. “L’anno in cui imparai a leggere” di Marco Marsullo

L’anno in cui imparai a leggere è un libro sorprendente, un romanzo che ti tiene incollato dalla prima all’ultima pagina, t’immerge in un mondo e in una situazione talmente assurda che ti fa commuovere, ti fa ridere e ti fa pensare.

Niccolò può essere visto come una sorta di alter ego di Marco Marsullo che è stata una vera rivelazione. Non avevo mai letto nulla di suo e quello che colpisce è lo stile semplice e leggero (nel senso buono del termine), lontano dalle frasi a effetto tipiche di tanti autori molto più blasonati.

 

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Un romanzo che ha un ritmo incalzante; forse solo nelle ultime pagine l’autore scrive dei capitoli, a mio giudizio, superflui, ma probabilmente questa è l’unica pecca di tutto il lavoro.

A ogni modo L’anno in cui imparai a leggere resta un romanzo che fa tanto pensare al rapporto tra genitori e figli e, quando il libro termina con un finale aperto e a sorpresa, si rimane con una specie di amaro in bocca. Un finale in cui si ha la sensazione che i tre protagonisti del libro non siano solo il frutto dell’immaginazione dell’autore, ma siano diventati col tempo persone reali, amici che ti hanno raccontato una storia… bellissima.


Per la prima foto, copyright: Ben White su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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