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Quando T.S. Eliot rifiutò di pubblicare “La fattoria degli animali” di George Orwell

Quando T.S. Eliot rifiutò di pubblicare “La fattoria degli animali” di George OrwellQuattro furono i rifiuti che subì George Orwell prima di riuscire a vedere la pubblicazione della sua Fattoria degli animali nel 1945. Ma forse il rifiuto che più colpisce è quello del premio Nobel per la Letteratura T.S. Eliot che, in qualità di direttore editoriale presso la Faber & Faber, inviò a Orwell la seguente lettera:

 

13 luglio 1944

Gentile Orwell,

so che voleva una rapida decisione a proposito della Fattoria degli animali: ma come minimo sono necessarie le opinioni di due direttori, e questo non può essere fatto in meno di una settimana. Per una maggiore velocità, avrei dovuto chiedere anche al Presidente di dare un’occhiata. Ma l’altro direttore è in accordo con me sui punti principali. Siamo d’accordo che si tratta di un inconfondibile pezzo di scrittura; che la fabula è gestita in maniera competente e che la narrazione di per sé mantiene vivo l’interesse e che si tratta di qualcosa che pochi autori hanno raggiunto da Gulliver in poi.

 

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Quando T.S. Eliot rifiutò di pubblicare “La fattoria degli animali” di George Orwell

D’altro canto non siamo convinti (e sono sicuro che nessuno degli altri direttori lo sarebbe stato) che questo sia il giusto punto di vista dal quale criticare l’attuale situazione politica. È certamente dovere di ogni casa editrice che aspira a interessi e motivi diversi dalla mera prosperità commerciale pubblicare libri che vanno contro la corrente del momento: ma in ogni caso questo richiede che almeno un membro dell’azienda debba avere la convinzione che sia la cosa che bisogna dire in questo periodo. Non riesco a vedere nessuna ragione di prudenza o cautela che possa impedire a chiunque di pubblicare questo libro – se credesse in quello che rappresenta.

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Ora credo che la mia insoddisfazione per quest’apologo derivi dal fatto l’effetto possa essere quello di una semplice negazione. Dovrebbe suscitare una qualche simpatia per quello che l’autore vuole, oltre a una simpatia per le sue obiezioni verso qualcosa: e il punto di vista positivo, che io prendo in genere per trotzkista, non è convincente. Credo che lei abbia diviso il suo consenso, senza prendere nessuna forte posizione per nessuna delle due parti – cioè quelli che criticano le tendenze russe dal punto di vista di un più puro comunista, e quelli che, da un punto di vista molto diverso, sono allarmati per il futuro delle piccole nazioni. E dopo tutto, i suoi maiali sono molto più intelligenti degli altri animali e perciò i più qualificati a gestire la fattoria – infatti, senza di loro non ci sarebbe stata una Fattoria degli animali; perciò quello che era necessario (qualcuno potrebbe argomentare) non era più comunismo ma maiali più dotati di senso civico.

Quando T.S. Eliot rifiutò di pubblicare “La fattoria degli animali” di George Orwell

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Sono molto dispiaciuto perché chiunque pubblichi questo, avrà la possibilità di pubblicare i suoi futuri lavori: e io ho molta considerazione per i suoi lavori, perché lei è un esempio di scrittura di fondamentale integrità.

La signora Sheldon le invierà il manoscritto in un plico a parte.

 

Sinceramente suo,

T. S. Eliot

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