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Quando comprendere la Storia diventa strumento per svelare un mistero. “Tutta quella brava gente” di Marco Felder

Quando comprendere la Storia diventa strumento per svelare un mistero. “Tutta quella brava gente” di Marco FelderNon sono sempre e solo i fatti evidenti e presenti, le prove schiaccianti, a fare luce sui misteri più ombrosi: è talvolta invece l’attenta osservazione del nostro passato comunitario a darci i giusti indizi per svelare delle dure verità. Con Tutta quella brava gente (Rizzoli), Marco Felder ci porta nel vivo di una serie di omicidi il cui colpevole può essere scoperto solo grazie a un insolito e potente strumento, la storia.

A cosa serve la storia? Tipica domanda che gli studenti si fanno fin dall’infanzia, e sebbene varie risposte possano essere date, questo libro ci mostra in modo tangibile come solamente la comprensione degli eventi passati possa fornire i tasselli necessari a ricomporre un quadro inizialmente scompaginato. A fare sua questa lezione è il nostro protagonista, Tanino Barcellona, poliziotto di origini siciliane stanziato a Roma, che da tempo ormai non aspetta altro che un trasferimento nella terra natale. Il suo comportamento non apprezzato da tutti, però, causerà la disattesa delle sue aspettative, per cui il povero Tanino verrà trasferito con decorrenza immediata nel luogo geograficamente e intrinsecamente più lontano dalla sua Sicilia: Bolzano. L’ambiente si rivela gelido, non solo nel paesaggio, caratterizzato dal vento freddo e dalla neve, ma anche nel carattere delle persone, piuttosto scontrose, schive e alquanto ostili.

 

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Una sola Italia con due facce opposte viene dunque rappresentata nella distinzione fra due regioni, la Sicilia e il Trentino, ma anche nell’opposizione fra i due personaggi erti a emblema di tutto ciò, Tanino Barcellona e Karl Rottensteiner. Quest’ultimo, poliziotto veterano originario di Bolzano, viene affiancato al nostro protagonista nelle indagini su un caso misterioso scoppiato in città… L’espansivo, istintivo e galante Tanino viene quindi contrapposto e bilanciato dall’introverso, imperscrutabile e inquieto Karl. E sarà proprio questo gioco di contrasti a permettere a Marco Felder di mettere in scena, con Tutta quella brava gente, un giallo coinvolgente e allo stesso tempo sapiente. Da una rapida rappresentazione delle due anime dell’Italia si passa così nel vivo di un racconto intrigante e misterioso, narrato alternando punte di ironia e memorie drammatiche.

Una serie di omicidi riportanti le stesse caratteristiche sta colpendo Bolzano. Le vittime vengono ritrovate strozzate con delle fascette serracavi, quasi a simulare delle impiccagioni, e gli scenari ritornano simili non solo nelle modalità, ma anche per la tipologia di vittime: sono tutti uomini che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con un particolare periodo storico per Bolzano e per l’Italia, ovvero quello dell’irredentismo bolzanese degli anni Sessanta. La storia raccontata s’intreccia dunque alla Storia di una terra di confine, una terra contesa, dove gli irredentisti bolzanesi si trovavano ad avere a che fare con i fascisti italiani, dove la pace era tutto fuorché scontata, dove il terrorismo e le bombe erano utilizzati come strumenti per far sentire la propria voce e per esprimere il proprio odio. Odio che, ahimè, non viene dimenticato facilmente, e che sarà il primo di una serie di indizi che porteranno il nostro Tanino alla scoperta di verità scomode e tutto fuorché scontate.

Quando comprendere la Storia diventa strumento per svelare un mistero. “Tutta quella brava gente” di Marco Felder

Che accade, infatti, quando il mistero collettivo diventa il mistero personale delle persone che ti stanno attorno, forse anche di coloro con cui lavori? Come puoi riportare alla luce ciò che è stato nascosto, con quali strumenti e con quali modalità? Solo indagando sul passato di una città e di un Paese, Tanino sembra ritrovare un senso e ricostruire le pagine di una storia da molti dimenticata, ma per alcuni ancora aperta.

Tutta quella brava gente è un noir che unisce una sottile comicità e una schietta rappresentazione di un dramma, quello dell’Italia presente e dell’Italia passata, con tratti intensamente dolorosi e ferite ancora aperte. Marco Felder, attraverso l’espediente di un romanzo giallo, ci spinge a conoscere una Storia violenta che è stata testimone del terrore messo in atto da un’ideale irredentista contrapposto a un’italianità non riconosciuta.

 

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Il romanzo, nel suo complesso, risulta ben scritto, con la giusta caratterizzazione dei personaggi e la giusta contrapposizione tra comico e tragico, che permettono al lettore di non stancarsi e di restare all’erta fino alla fine. Un romanzo che è molto più di un semplice giallo: è un salto in una storia sconosciuta, una storia che si fa potente strumento per risolvere il mistero nascosto fra le pagine di Tutta quella brava gente.

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