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“Qualcosa di vero”: incontro con Barbara Fiorio

“Qualcosa di vero” incontro con Barbara FiorioFeltrinelli ha presentato nella sua sede di Milano Qualcosa di vero, terzo romanzo della scrittrice genovese Barbara Fiorio, che torna a parlarci di un tema che le è caro e che aveva già affrontato, sia pure con un taglio differente, nel precedente Chanel non fa scarpette di cristallo (Castelvecchi, 2011): quello del nostro rapporto con il mondo delle fiabe.

Giulia, pubblicitaria quarantenne che vive sola e non è interessata alla maternità, si ritrova per caso a occuparsi di Rebecca, la figlia di nove anni di Anna, la sua nuova vicina di casa. Su richiesta della bambina, inizia a raccontarle delle fiabe, scegliendole tra quelle classiche dei fratelli Grimm, di Perrault e di Andersen, che però negli ultimi decenni sono state raccontate in versioni più edulcorate, soprattutto nelle versioni cinematografiche della Disney. Rebecca apprende così, con sua grande sorpresa, che le “vere” storie di Cenerentola, della Sirenetta o di Biancaneve sono molto meno romantiche e assai più truci di quelle che ha conosciuto finora, anche se, quando ne parla con i compagni di scuola, suscita solo incredulità e disapprovazione.

Il rapporto con la bambina conduce Giulia a riconsiderare la sua posizione rispetto alle persone che la circondano, dai colleghi dell’agenzia pubblicitaria dove lavora ai vicini di casa, ma in questo romanzo troviamo anche tante altre cose: una descrizione ironica e scanzonata del mondo dei creativi pubblicitari, un accenno alla tragica realtà delle violenze sulle donne, perché i mostri non sono solo nelle fiabe ma anche nel mondo reale, una riflessione sul concetto di famiglia, che può anche non essere formata da persone unite da legami di sangue.

E siccome in Qualcosa di vero c’è posto anche per l’origami, l’antica tecnica giapponese per costruire oggetti con ripetute piegature di un foglio di carta, Barbara Fiorio, nel divertente incontro riservato ad alcuni blogger e librai milanesi, ha coinvolto i presenti nella fabbricazione di una serie di ranocchi di carta, sotto la guida dell’esperta Benedetta Pizzotti, così come accade nel corso del romanzo, anche se la trasformazione in principi si è rivelata tecnicamente difficoltosa.

“Qualcosa di vero” incontro con Barbara Fiorio

Ma è giusto raccontare ai più piccoli fiabe truculente, piene di orchi, streghe, teste mozzate, bambini abbandonati chissà dove, oppure sarebbe meglio scegliere per loro le versioni modificate? Barbara Fiorio non ha dubbi: non ha nulla contro le storie più romantiche, ma trova corretto che i bambini ascoltino e leggano storie che incutono paura, soprattutto perché il loro modo di considerarle è molto diverso da quello degli adulti. Il fatto che i cattivi vengano puniti in modo crudele, ad esempio, appare liberatorio agli occhi di un bambino, che ha un concetto di giustizia elementare.

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A chi può piacere Qualcosa di vero? Non è certo un libro per bambini, dato che non parla solo di fiabe, ma è destinato a un pubblico sia maschile che femminile, e magari ai genitori che hanno bambini nell’età della scuola elementare e che spesso rimangono perplessi di fronte alle dinamiche dei rapporti fra bambini in ambito scolastico.

Barbara Fiorio non ha figli, ma sostiene di ricordarsi molto bene di com’era lei stessa a quell’età, di cui conserva una memoria vivida perché è stato allora che ha iniziato a maturare la sua voglia di scrivere.

Allo stesso modo, anche se non appartiene all’ambiente dei pubblicitari, è riuscita a darci un ritratto divertente e veritiero dei creativi come Giulia e il collega Lorenzo, impegnati a inventare slogan e spot per i prodotti più disparati, e un po’ assurdi, dagli orsetti di gomma per vegani a un nuovo modello di lettore digitale tuttofare.

“Qualcosa di vero” incontro con Barbara Fiorio

Anche se il filo conduttore del romanzo è nel rapporto tra Giulia e Rebecca, non siamo dunque in presenza di una vicenda strettamente femminile, meno che mai di stampo rosa, perché le questioni sentimentali restano in sottofondo, mentre i personaggi maschili hanno comunque ruoli che non sono certo marginali.

Si è osservato anche, durante la conversazione, come spesso i lettori di sesso maschile ammettano di trovare poco interessanti romanzi con protagoniste femminili, nonostante  la letteratura classica abbondi di eroine, da Anna Karenina a Madame Bovary o a Lady Chatterley, tra l’altro quasi sempre raccontate da autori e non da autrici, eppure questo modo di pensare sembra abbastanza diffuso.

Per concludere, Qualcosa di vero è un romanzo piacevole, che mescola con equilibrio momenti spassosi e altri più drammatici, e che può piacere a lettori di entrambi i sessi, come si augura la sua autrice Barbara Fiorio.

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