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“Prossimi umani”, sguardi autorevoli sul nostro futuro

“Prossimi umani”, sguardi autorevoli sul nostro futuroFrancesco De Filippo, giornalista e scrittore, e Maria Frega, sociologa, firmano insieme Prossimi umani (Giunti, 2018) un saggio in cui analizzano gli scenari del nostro futuro attraverso una serie di interviste a un gruppo di prestigiosi scienziati italiani, appartenenti a diversi settori, dalla fisica alla genetica, dalla robotica alle biotecnologie.

Negli ultimi decenni l'evoluzione scientifica e tecnologica è progredita a un ritmo spesso superiore alla capacità di assimilazione dell'uomo comune, che rischia di rimanere travolto dai cambiamenti. Sono tante le domande che tutti noi siamo portati a farci sempre più spesso di fronte ai cambiamenti, ma sono anche tante le risposte, non sempre univoche, che la scienza è per ora in grado di dare, o spera di dare nei prossimi anni.

 

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Cosa c'è di veramente "naturale", ad esempio, nel mondo d'oggi, dove l'agricoltura cerca con tutti i mezzi la possibilità di produrre cibo per un'umanità in continua crescita, utilizzando tecniche come gli OGM e similari, mentre le biotecnologie sono ormai in grado di sostituire con successo un numero sempre più alto di parti del corpo umano?

Riusciremo a rallentare l'invecchiamento cerebrale allo stesso modo in cui viene fatto, con successo, per altre parti del corpo, oppure nei prossimi decenni aumenterà una popolazione di anziani sani e longevi, ma inesorabilmente dementi?

Quali vantaggi e quali rischi comporta la digitalizzazione globale? Sarà davvero un nuovo capitalismo digitale, concentrato in un numero ristretto di colossi internazionali, a dominare il mondo?

Arriveremo in tempi brevi su Marte oppure saranno altri gli obiettivi dei prossimi viaggi nel cosmo? Troveremo altre materie prime fondamentali nello spazio?

La genetica ci permetterà di sconfiggere molte malattie, ma quanto è grandi il rischio che venga manipolata per scopi perversi?

“Prossimi umani”, sguardi autorevoli sul nostro futuro

Di tutto questo si parla in Prossimi umani: nessuno degli scienziati interpellati può naturalmente fornire risposte del tutto precise sul futuro prossimo venturo, ma solo azzardare delle previsioni, a volte anche contrastanti tra loro. C'è chi, ad esempio, vede ancora nel nucleare una fonte di energia irrinunciabile, e chi invece lo boccia senza appello, soprattutto a causa del grave problema dello smaltimento delle scorie, sostenendo quindi la necessità di ricorrere ad altre fonti.

Leggendo queste interviste, un lettore medio si rende conto che molto di quanto può aver letto per anni nei romanzi di fantascienza, o visto al cinema, fa in realtà già parte di alcuni settori del nostro presente, o è stato addirittura superato dai progressi scientifici e tecnologici, molti dei quali rimangono spesso ignoti ai non addetti ai lavori.

Considerando i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni, che spesso hanno seguito percorsi inimmaginabili in passato, nessuno si sente in grado di formulare previsioni che vadano oltre i prossimi vent'anni, che non saranno in ogni caso sufficienti per raggiungere alcuni grandi obiettivi della scienza, come la fusione nucleare a freddo, che potrebbe risolvere i problemi energetici del pianeta, ma che appare ancora lontana.

 

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Di sicuro, però, potremo assistere a cambiamenti forse ancora più rapidi di quelli a cui ci stiamo appena abituando oggi, e questo, in un mondo sempre più dominato dagli algoritmi, potrebbe accentuare il divario intellettuale tra le vecchie e le nuove generazioni, in altre parole tra analfabeti e nativi digitali.

Prossimi umani è quindi un saggio consigliabile a tutti coloro che vogliono saperne di più sul presente e sul futuro della scienza, di cui cerca di spiegare anche gli aspetti più complessi in modo chiaro e accessibile, così da rivelarsi una lettura davvero interessante.


Per la prima foto, copyright: Andy Kelly.

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