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Promuovere il piacere della lettura – L’associazione Nati per Leggere

Promuovere il piacere della lettura – L’associazione Nati per LeggereIn un'epoca come la nostra parlare di lettura comporta anche un dovere: parlare della sua crisi.

Ora a questa crisi, nel corso di anni più o meno recenti, si è cercato di rispondere soprattutto tramite attività di promozione. Ed è certamente tra queste che rientra quella operata da Nati per Leggere, programma nazionale fondato nel 1999.

Di fronte alla domanda topica «Come incoraggiare la lettura?» Nati per Leggere (NpL)ha deciso di dare una risposta semplice: leggendo ai più piccoli.

Per valorizzare la lettura attraverso questo programma due sole cose sono necessarie: genitori che tutelino i figli dall'impoverimento culturale partecipando con loro agli incontri e volontari che credano in questo progetto offrendo la propria voce.

È per trasmettere alle nuove generazioni il piacere di leggere che i lettori volontari NpL si riuniscono periodicamente davanti al loro pubblico, composto da bambini in età prescolare (0-6 anni), per raccontare le storie più disparate.

 

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Così dai libri della buonanotte a quelli alla scoperta dell'alfabeto, si ricrea all'interno di spazi pubblici (biblioteche, parchi, librerie...) un'attività a cui siamo abituati a pensare come a qualcosa di privato, proprio quando il privato mostra delle difficoltà nel conservare quell'amore verso la narrazione che, per l'antropologia, è un bisogno intrinsecamente umano.

A sostegno di questa tesi si consideri come tra le parole di moda ai giorni nostri c'è ne è una che pare dominante, specialmente nel marketing: storytelling, ovvero “l'arte del racconto”; arte che viene utilizzata soprattutto allo scopo di vendere qualsivoglia prodotto, rendendolo più accattivante proprio grazie alla narrazione.

La domanda sorge spontanea: se la narrazione funziona ancora per vendere (e questo lo dimostrano i dati) allora perché sta vivendo una crisi conclamata? Abbiamo forse dimenticato l'amore per il racconto?!

Non credo. Se la propensione alle storie spinge grandi colossi a narrare a scopo commerciale, significa che la narrazione è realmente un motore.

 

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L'intento sarebbe quindi riabituare la popolazione al piacere di leggere senza “secondi fini” e per farlo Nati per Leggere sceglie la via del dialogo con il privato; mostrare cioè come la lettura sia qualcosa che è bello in sé ed è bello condividere con chi amiamo fin da piccoli.

Tramite letture collettive che ci fanno pensare alle antiche corti, l'obiettivo di Nati per Leggere è esaltare i valori della lettura sia da un punto di vista relazionale, sia a livello cognitivo.

Promuovere il piacere della lettura – L’associazione Nati per Leggere

Innegabile è infatti l'importanza della lettura (come del resto di ogni attività condivisa) per la sua capacità di costruire un rapporto fra lettore e ascoltatore, in tal caso fra genitore e figlio. Inoltre recenti studi scientifici hanno sottolineato quanto essa sia basilare anche per migliorare le capacità linguistiche, espressive e di corretta comprensione del testo; capacità peraltro fondamentali anche in ambito sociale, oltre che scolastico. Tutto ciò sperando, s'intende, che da ricezione passiva la lettura diventi attiva, una volta imparato a leggere a scuola.

 

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Così di fronte agli sconfortanti dati sulla lettura, trasversale o meno, Nati per Leggere preferisce alle lagnanze una reazione propositiva: promuovere nel pubblico la lettura affinché torni a essere parte del nostro privato.

Che poi, volendo essere precisi, anche i cosiddetti non-lettori leggono, solo che lo fanno utilitaristicamente (basti pensare a tutte le volte che capita di leggere un'indicazione stradale, un annuncio e così via).

 

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La sfida allora diventa rendere consapevole la collettività che esiste un modo migliore di leggere. Fine ultimo: liberarsi di quella cappa di utilitarismo quotidiano e commerciale che rischia di sopprimere la bellezza della lettura e riappropriarsi di questa come hobby, un'attività che non dobbiamo fare, ma vogliamo svolgere perché ci piace.

È perché quest'altra via sia praticabile e non mera utopia che associazioni e programmi come Nati per Leggere mostrano alle famiglie che la lettura può essere vissuta come qualcosa di naturale e bello fin da piccoli, qualcosa che va accolto e promosso perché fa parte di noi come uomini a un livello più nobile di quanto possa farlo una qualsiasi narrazione finalizzata.

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