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“Primo” di Maurizio Cotrona, storia di due fratelli tra fiaba e fantasy

“Primo” di Maurizio Cotrona, storia di due fratelli tra fiaba e fantasyPrimo è il terzo romanzo dello scrittore tarantino Maurizio Cotrona. Nato nel 1973, vive a Roma e scrive su diversi siti di letteratura, come con il precedente Malafede, anche con Primo (pubblicato da Gallucci nell’agosto 2015) ha vinto un premio letterario, “Io Scrittore”, votato da numerosi lettori.

Primo è un romanzo strano, che coinvolge piano e sorprende. Ci lega a tutti i personaggi, persino al cattivo della storia. È ambientato in un futuro molto vicino – il 2021 – in una città italiana che perde ogni giorno di più benessere e decoro. È quasi un luogo da romanzo distopico, dove i caseggiati cadono a pezzi, luride carcasse di piccioni piovono dal cielo, le strade sono invase da senzatetto, eppure si continua a lavorare, a far soldi e licenziare, a operare negli ospedali e insegnare nelle scuole, anche se in condizioni sempre più precarie.

I fatti narrati si svolgono quasi per intero in un appartamento da ricchi, in una palazzina un tempo lussuosa ma dai muri ormai scrostati a tal punto da lasciare intravedere le strutture metalliche sottostanti. L’unica abitazione ancora perfettamente intonacata appartiene alla famiglia Alfieri, i cui membri, come la casa in cui vivono, cercano di mantenere il decoro a tutti i costi. Giacomo Alfieri è un manager molto capace, mentre la moglie Anna viene descritta soprattutto come la mamma di Luca, un dolce bambino di otto anni.

Il libro si apre con la nascita del secondogenito degli Alfieri, battezzato Primo in onore del defunto nonno paterno, ma con scarsa considerazione nei confronti di Luca, che il primo figlio di Giacomo e Anna lo è davvero. La nascita di Primo sembra segnare un’altra vittoria per la famiglia, è una promessa di futuro e di successo. Le prime pagine del libro però sono dedicate al figlio maggiore, Luca, che, solo in casa con un’attempata baby-sitter, aspetta nascosto sotto il letto che i genitori tornino dalla clinica. Si nasconde perché a otto anni gli è di nuovo scappata la cacca nei pantaloni. Luca è un bambino solo e spaventato, e il ritorno dei genitori non lo rassicura, anche se mamma e papà gli portano un regalo fantastico: un fratellino. La madre però, sfinita dal parto, ignora sia Luca che il nuovo nato; il padre ha occhi solo per il piccolo Primo.

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“Primo” di Maurizio Cotrona, storia di due fratelli tra fiaba e fantasyCon l’entrata in scena di Giacomo Alfieri si spiegano il disagio e la paura di Luca. Giacomo è padre duro e un educatore tanto rigido da risultare ridicolo. Giudica Luca un debole e punta tutto sul secondogenito, che dovrà emulare la carriera degli uomini di famiglia. Stabilisce subito le regole dell’educazione del poppante: ginnastica quotidiana, poche coccole, nanna lontano dalla stanza dei genitori, dove langue la madre Anna, incapace di riprendersi dalle fatiche del parto. Una tata slava, ligia a ordini militareschi, dovrà prendersi cura del neonato e tenere Luca lontano da lui, perché non lo contagi con la sua indolenza.

I piani di Giacomo Alfieri però, manco a dirlo, vanno per aria. Primo, così stimolato, rivela ben presto una personalità e una forza sorprendenti (e in questo almeno soddisfa le aspettative paterne), che impiega però secondo una volontà tutta sua, in un tenero sodalizio con il fratello maggiore, l’unico oltre alla tata che riesca a dimostrargli il suo amore. Con l’aiuto della balia straniera, il saggio poppante e il bambino sognatore vanno avanti, difendendosi dall’assenza e dalla follia dei genitori. Primo infine si rivela davvero per la famiglia la benedizione sperata, e riesce magicamente a sanarla.

In questa storia, con la loro energia, i piccoli reagiscono agli egoismi e ai fallimenti dei padri. Alla nascita di Primo, i parenti in visita avevano previsto tempi duri per i piccoli di casa. «Certo che bisogna essere temerari a fare figli di questi tempi» avevano detto. Temerari, pazzi, con i crolli dell’economia. I bambini avevano udito tutto, ma le loro parole e le risa delle loro bocche non erano riuscite a spaventare Primo, l’eroico neonato, un lupetto indomito che poi aveva regalato la sua energia al fratello.

La lingua nel romanzo è alta, poetica, bella, e via via si fa strada in chi legge che sia la lingua giusta per una storia che è un po’ fiaba e un po’ ha i tratti di un cupo fantasy, ed è raccontata da tre punti di vista particolari: il punto di vista di un neonato superdotato, che pian piano percepisce il mondo intorno a sé, quello di un bambino sensibile, Luca, che ama le storie dell’Iliade e si affeziona a Ettore anziché ad Achille (perché Ettore prima scappa e poi combatte, nonostante la paura), e infine di un padre di famiglia dal nome altisonante di Alfieri. Tutti e tre gli Alfieri sono forti, pugnaci, ciascuno a modo suo, tutti e tre puntano in alto, sfidano un mondo minacciato da pericoli e incertezze.  

Primo di Maurizio Cotrona è un romanzo che, nei modi e con i toni di una fiaba, racconta di una perdita dolorosa, di un sacrificio eroico che porta a una conquista

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