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Come leggere un libro

“Prepariamoci” di Luca Mercalli

Prepariamoci, Luca MercalliAlcuni libri si leggono per svago, altri ci accompagnano in momenti particolari della nostra esistenza, altri ancora si leggono e poi si rileggono, si studiano, si tengono da parte come un prontuario da cui attingere per affrontare un problema. Pochi,  invece, contribuiscono a cambiare il nostro modo di vedere le cose. Prepariamoci, l’ultimo libro di Luca Mercalli (edito da Chiarelettere nel 2011), è un saggio-manuale da affrontare – prima ancora che leggere – con questa consapevolezza: giunti all’ultima pagina, potremmo ritrovarci a togliere qualche spina inutilmente collegata alla rete elettrica, a lasciare più spesso l’auto in garage, a modificare radicalmente la nostra lista della spesa.

Niente a che vedere con teorie che ipotizzano un ritorno all’età della pietra o a un passato privo di innovazioni tecnologiche, cure sanitarie, opulenza di generi alimentari; Mercalli costruisce, piuttosto, un modello o stile di vita responsabile e sostenibile, a ridotto impatto ambientale, per nulla vistoso o eccessivo, senza inutili lussi e «capricci», in ossequio non a una qualsiasi legge economica, ma a quelle fondamentali della Termodinamica. È proprio da qui, dalla situazione “fisica” del pianeta Terra e dal suo sfruttamento da parte dell’uomo, che il Presidente della Società Meteorologica Italiana decide di partire, snocciolando dati comprovati (e mai sterili) che riguardano l’inquietante involuzione della salute del pianeta negli ultimi decenni, a causa della presenza sempre più invasiva e dissennata della nostra specie. Non è necessario ricorrere a una qualche dose di catastrofismo per far riflettere sulla gravità della situazione: una popolazione mondiale che aumenta a ritmi esponenziali, basando la propria sopravvivenza sull’estrazione di risorse energetiche fossili limitate, non può che andare incontro, presto o tardi, ad un «muro» oltre il quale è impossibile crescere. E questo muro, questo picco di sfruttamento delle risorse sarebbe molto vicino (se non addirittura già superato), con tutte le complicanze del caso: disparità sociali ed economiche, conflittualità diffuse per l’accaparramento delle risorse, inaridimento del suolo, povertà, per citare solo quelle più evidenti.

La situazione, d’altra parte, è confermata da una mole impressionante di studi – quasi sempre occultati – che riguardano i danni ormai irreversibili compiuti a danno dell’ambiente, con tutte le ripercussioni climatiche di cui ci accorgiamo ogni giorno. Ecco allora che si fa sempre più urgente la necessità di porre fine al suicidio di massa verso cui si sta dirigendo il genere umano, rincorrendo teorie basate su una crescita ormai insostenibile, su consumi esasperati, sullo spreco di risorse e energia. È il momento di mettere in pratica il piano B, di salire sulla scialuppa di salvataggio che Mercalli lancia nella pars costruens del libro, descrivendo il suo progressivo percorso verso la resilienza, ossia la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, a partire, prima di tutto, dalle scelte quotidiane che ci vedono protagonisti di sprechi grandi e piccoli, come l’acquisto di alimenti con imballaggi vistosi o non riciclabili, l’uso eccessivo dell’automobile (magari di grossa cilindrata), le cattive abitudini riguardanti l’uso di acqua potabile e di energia elettrica; oppure, laddove possibile,  ritornando a pratiche da sempre presenti nei nostri territori, come la coltivazione dell’orto o la raccolta di legna.

Consigli pratici, concreti, raccontati in prima persona per testimoniare che una vita a basso impatto è possibile e, in fin dei conti, gratificante; per orientare gli investimenti (pannelli solari e fotovoltaico sul tetto, invece di un grosso Suv) e le scelte politiche, delineando il programma ideale del solo partito che l’autore voterebbe. «Guardiamo dunque in faccia al precipizio – conclude emblematicamente Mercalli – e costruiamo il sentiero per discenderlo, consci che l’imprevedibilità dei dettagli che il futuro ci riserverà chiederà sacrifici, ma offrirà pure nuove opportunità, e forse più felicità».

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