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Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalisti

Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalistiGiunto all’XI Edizione, il Premio Gregor von Rezzori ha riconosciuto nel corso degli anni il talento di scrittori come Mircea Cărtărescu (Abbacinante, Voland, traduzione di Bruno Mazzoni), Vladimir Sorokin (LA GIORNATA DI UN OPRIČNIK, Atmosphere Libri, traduzione di Denise Silvestri), Enrique Vila-Matas (Esploratori dell’abisso, Feltrinelli 2011, traduzione di Pino Cacucci) e Jhumpa Lahiri (Una nuova terra, Guanda).

La giuria dell’edizione 2017, composta da Beatrice Monti della Corte, Ernesto Ferrero (presidente), Andrea Bajani, Paolo Giordano, Alberto Manguel ed Edmund White ha appena annunciato i cinque finalisti di quest’anno che riportiamo insieme alle motivazioni:

 

MATHIAS ÉNARD con Bussola, e/o (trad. di Yasmina Mélaouah)

Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalisti

Con questo straordinario romanzo-fiume uno dei più prestigiosi e raffinati autori francesi ha vinto il Premio Goncourt nel 2016. È la storia d’amore tra Franz, uno specialista dell’Oriente, e Sarah, anch’essa studiosa delle civiltà orientali, un amore che dura anni e si snoda attraverso Europa, Iran, Siria e Turchia, attraverso timidezze, tradimenti, equivoci, passioni, rifiuti, incontri, partenze e ritrovamenti. Ma è anche la storia di un altro amore tormentato: quello tra l’occidente e l’oriente. Un amore raccontato attraverso le centinaia di storie di quelle donne e quei uomini europei che nel corso dei secoli hanno dedicato le loro vite (e spesso le hanno perse tragicamente) all’inseguimento di questa passione “impossibile”. Con un’erudizione impressionante che non offusca mai il piacere della lettura, Énard racconta le vite avventurose e appassionate di quanti hanno scelto di viaggiare in Oriente, immergersi in quelle culture, vivere tra palazzi da Mille e una notte e suk variopinti, perdersi nei fumi dell’oppio, innamorarsi di donne e uomini misteriosi. Scorrono sotto gli occhi del lettore le immagini di scrittori, avventurieri, musicisti e viaggiatrici che si sono lasciati ammaliare dall’esotismo e dalla sensualità di luoghi come la Persia, Costantinopoli, Palmira; luoghi di questa passione divisa tra miraggio e illusione da una parte, e vite reali e ben concrete dall’altra. Cos’è stato l’orientalismo? Un miraggio del deserto favorito dai fumi dell’oppio e dai profumi delle spezie, o un vero incontro tra culture diverse ma complementari, una bisognosa dell’altra, alla continua ricerca dell’Altro che ci completa? Si è parlato per questo romanzo-capolavoro di “erotismo della cultura”, la sbalorditiva erudizione che sorregge le sue cinquecento pagine è un piacere, il frutto di una sensualità da cui il lettore si lascia cullare come fosse in un magico palazzo.

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LÁSZLÓ KRASZNAHORKAI con Satantango, Bompiani (trad. di Dóra Várnai)

Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalisti

Il comunismo è ormai al tramonto e nella fangosa campagna ungherese quel che resta di una comunità di individui abbrutiti vive una vita senza speranza in una cooperativa agricola ormai in sfacelo. Tutti vogliono andarsene e sperano in un futuro migliore grazie al denaro che riceveranno dalla chiusura della loro fattoria collettiva. Quando all’improvviso si diffonde la notizia che il carismatico Irimiás, sparito due anni prima e dato ormai da tutti per morto, è stato visto sulla strada che porta al villaggio e sta per tornare pare un miracolo. È l’inizio dell’attesa, dell’avvento incombente di qualcosa che li può liberare ma che avrà pesanti conseguenze sulle loro vite disperate. Si troveranno infatti a far fronte non solo alle astuzie di Irimiás, ma anche ai conflitti che li dividono. Questo capolavoro dark, primo libro di Krasznahorkai pubblicato nel 1985 in Ungheria, è ormai considerato un vero e proprio classico contemporaneo.

 

LEGGI ANCHE – Ungheria in bianco e nero. Le apocalissi di László Krasznahorkai e Béla Tarr

 

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ÉDOUARD LOUIS con Storia della violenza, Bompiani (trad. di Fabrizio Ascari)

Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalisti

“Ho incontrato Reda una notte di Natale. Verso le quattro del mattino stavo tornando a casa dopo una cena da amici. Mi ha avvicinato per strada e alla fine gli ho proposto di entrare nel mio studio. Lì mi ha raccontato la storia della sua infanzia e l’arrivo in Francia di suo padre, in fuga dall’Algeria. Abbiamo trascorso il resto della notte insieme, abbiamo parlato, abbiamo riso. Alle sei del mattino, ha tirato fuori una pistola e ha detto che mi avrebbe ucciso. Mi ha insultato, strangolato, violentato. Il giorno dopo è iniziato il procedimento medico e legale. Più tardi, mi sono confidato con mia sorella. E l’ho poi sentita raccontare quegli avvenimenti a modo suo. Guardando indietro alla mia infanzia, ma anche alla vita di Reda e di suo padre, riflettendo sull’emigrazione, il razzismo, la povertà, il desiderio e gli effetti di un trauma, anch’io vorrei capire che cosa è successo quella notte. E da lì tracciare una storia di violenza.” E.L.

 

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VALERIA LUISELLI con Storia dei miei denti, La nuova frontiera (trad. di Elisa Tramontin)

Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalisti

Gustavo Sánchez Sánchez, soprannominato con affetto “Autostrada”, è un tipo discreto ma dalle straordinarie qualità: dopo un paio di rum e cola sa imitare Janis Joplin, riesce a far stare un uovo dritto su un tavolo come Cristoforo Colombo, sa contare fino a otto in giapponese, interpretare i biscotti cinesi della fortuna e fare il morto a galla. Ma è soprattutto il migliore banditore d’aste del mondo. Nella sua folgorante carriera ha inventato la rivoluzionaria “asta allegorica” durante la quale non sono gli oggetti a essere messi in vendita, quanto le storie che gli danno valore e significato. In questo libro c’è la sua vita e il suo trattato sui pezzi da collezione, sui nomi propri e sul riciclaggio radicale. Tutto il resto è solo letteratura.

Scritto con eleganza, intelligenza e un’esilarante irriverenza. La storia dei miei denti ci presenta un’acuta e inconsueta riflessione sul valore, la qualità e la creatività.

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CLEMENS MEYER con Eravamo dei grandissimi, Keller (trad. di Roberta Gado e Riccardo Cravero)

Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalisti

Daniel, Mark, Paul e Rico sono cresciuti come “pionieri” nella Germania dell’Est.

Sono gli ultimi anni prima della caduta del Muro e sogni e illusioni sono amplificati dal mito dell’Ovest a portata di mano, tanto più dopo gli eventi dell’89. Con la Svolta – la riunificazione delle due Germanie – anche la loro vita cambia trasformandosi in una folle corsa fatta di furti d’auto, alcol, paura e rabbia. Clemens Meyer ci regala un romanzo sulla generazione a cavallo della caduta del Muro raccontata alla Trainspotting con la schiettezza di chi allora cercava di sopravvivere e di inventarsi un futuro nel Selvaggio Est. Saltando da un piano temporale all’altro, l’autore ci presenta la Lipsia delle case occupate, degli incontri clandestini di boxe, degli hooligan, delle prime discoteche e delle bevute disperate con la profondità e la poesia di chi quegli anni li ha amati a carissimo prezzo, vedendo perdersi uno dopo l’altro i propri amicid’infanzia e sgretolarsi, a poco a poco, il mito dell’Ovest. Un romanzo travolgente sui nostri tempi che ha dato voce alla generazione dell’Europa unita – anche quella che ne è stata travolta –, alla gioventù che affiora potente e ricca di sfumature. Un lavoro superbo, compassionevole, ma con una leggerezza meravigliosamente matura della narrazione e una straordinaria capacità di gestire emozioni, atmosfere e memoria.

 

LEGGI ANCHE – “Eravamo dei grandissimi” nella Germania della caduta del Muro

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Ma il Premio Gregor von Rezzori non è solo un riconoscimento per la migliore opera straniera pubblicata in Italia. Il riconoscimento va anche alla migliore traduzione pubblicata. E la giuria di questa specifica sezione, composta da Bruno Ventavoli (presidente), Ilide Carmignani e Susanna Basso, ha decretato la seguente vincitrice:

 

ANNA D’ELIA per la traduzione di Antoine Volodine, Terminus radioso (66thand2nd)

Premio Gregor von Rezzori, ecco i cinque finalisti

Il nome del vincitore del Premio Gregor von Rezzori sarà reso noto durante il Festival degli Scrittori, curato dalla Fondazione Santa Maddalena e con da direzione dello scrittore Andrew Sean Greer.

Il Festival, sostenuto dal Comune di Firenze e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dal Gabinetto G.P. Vissieux con la collaborazione del Centro per il libro e la lettura del MiBACT, avrà luogo a Firenze dal 14 al 17 giugno e vedrà tra gli ospiti Hisham Matar, ultimo Premio Pulitzer e primo vincitore del Premio von Rezzori, Zadie Smith, Juan Gabriel Vásquez e Atiq Rahimi.

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