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Premio Campiello 2018: diretta live

Premio Campiello 2018: diretta liveQuesto post sarà aggiornato in tempo reale, fino alla proclamazione del vincitore dell’edizione 2018 del Premio Campiello.

Per il sesto anno consecutivo, Sul Romanzo è al Teatro La Fenice per seguire da vicino l’evento, che, nelle passate edizioni, ha visto come vincitori Ugo Riccarelli con L’amore graffia il mondo (Mondadori), Giorgio Fontana con Morte di un uomo felice (Sellerio), Marco Balzano con L’ultimo arrivato (Sellerio), Simona Vinci con La prima verità (Einaudi) e Donatella Di Pietrantonio con L’Arminuta (Einaudi).

Anche per quest’edizione 2018, vi racconteremo il dietro le quinte della manifestazione e cercheremo di raccogliere gli umori e le sensazioni dei finalisti: Ermanno Cavazzoni (La galassia dei dementi, La nave di Teseo), Helena Janeczek (La ragazza con la Leica, Guanda), Davide Orecchio (Mio padre la rivoluzione, minimum fax), Rosella Postorino (Le assaggiatrici, Feltrinelli) e Francesco Targhetta (Le vite potenziali, Mondadori), oltre a Valerio Valentini, vincitore del Premio Campiello Opera Prima con Gli 80 di Camporammaglia (Laterza).

 

Un po’ di storia

Il Premio Campiello compie 55 anni. A inaugurare la lista dei vincitori è stato uno dei libri più amati dai lettori di tutti i tempi, La tregua di Primo Levi, a cui si sono aggiunti negli anni alcuni degli autori che più hanno saputo segnare la storia della letteratura italiana, tra i quali Giuseppe Berto, Mario Pomilio, Ignazio Silone, Giorgio Bassani, Mario Soldati, Mario Tobino, Mario Rigoni Stern, Gesualdo Bufalino, fino ai vincitori più recenti come Sandro Veronesi, Giuseppe Pontiggia, Michela Murgia e Carmine Abate.

 

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L’incipit di alcuni vincitori del Premio Campiello

 

 

Premio Campiello 2018: diretta live

 

 

 

 

 

Il male oscuro di Giuseppe Berto

Da quando Flaubert ha detto «Madame Bovary sono io» ognuno capisce che uno scrittore è, sempre, autobiografico. Tuttavia si può dire che lo è un po' meno quando scrive di sé, cioè quando si propone più scopertamente il tema dell'autobiografia, perché allora il narcisismo da una parte e il gusto del narrare dall'altra possono portarlo ad una addirittura maliziosa deformazione di fatti e di persone. L'autore di questo libro spera che gli sia perdonato il naturale narcisismo, e quanto al gusto del narrare confida che sarà apprezzato anche da coloro che per avventura potessero riconoscersi alla lontana quali personaggi del romanzo.

 

LEGGI ANCHE – Premio Campiello: gli speciali di Sul Romanzo

 

 

 

Premio Campiello 2018: diretta live

 

 

 

 

La compromissione di Mario Pomilio

L'avevo accettato volentieri, quel pomeriggio, l'incarico di portare il saluto del partito. Ora però davanti al microfono avevo a un tratto paura, e non tanto della piccola folla adunata sotto il balcone, ma del vuoto, che scorgevo alle sue spalle e di quella città silenziosa, così indifferente al nostro comizio. Improvvisavo. Ma parlavo senza difficoltà, sebbene le parole mi venissero prive di calore. La colpa, senza dubbio, era del microfono. Come al solito, davanti al microfono mi sentivo disorientato: mi strappava via la voce senza che io potessi controllarla: come quando si parla a orecchie chiuse, o a occhi chiusi, che qualcosa toglie ogni concretezza a quel che si dice. Durò cinque, dieci minuti. Era poco?

 

 

 

 

 

 

Le interviste agli ultimi vincitori

Dal 2013, Sul Romanzo realizza una serie di interviste a tutti gli autori finalisti. E in occasione di questa finale vi proponiamo un breve stralcio delle interviste agli ultimi vincitori:

 

Premio Campiello 2018: diretta liveDonatella Di Pietrantonio, L’Arminuta (Enaudi), vincitrice 2017

 

Arminuta significa “quella che è ritornata”, eppure la storia della sua protagonista è insieme anche la storia di due abbandoni, quello della famiglia d’origine e quello della famiglia adottiva. Quanto può essere traumatico per un’adolescente scoprire di essere stata abbandonata e subire al contempo un nuovo abbandono?

Di sicuro il doppio abbandono ha un peso devastante, in quanto può portare a credere che la responsabilità, o meglio la colpa, non sia di chi abbandona ma di chi è abbandonato. È proprio la reiterazione dell’atto che induce la persona in formazione a ritenersi indegna di amore. L’Arminuta fin dalle prime pagine chiede al padre adottivo che la restituisce alla famiglia biologica qual è il suo errore, la sua colpa, tale da giustificare questa restituzione che è a tutti gli effetti un nuovo abbandono. Probabilmente se lo chiederà per sempre, si domanderà cosa ci sia in lei di così sbagliato da provocare queste separazioni. In genere il bambino – e l’Arminuta è poco più che una bambina – si addossa la colpa piuttosto che distruggere l’immagine ideale dei genitori, perché questo sarebbe insopportabile.

 

LEGGI ANCHE – Premio Campiello 2017 – Intervista a Donatella Di Pietrantonio

 

Premio Campiello 2018: diretta live

 

Simona Vinci, La prima verità (Einaudi), vincitrice 2016

 

La prima verità si apre con un’immagine molto forte e dura: «Un lettino di ferro con le sbarre bianche e un corpo nudo, quello di una bambina tra i sette e i dieci anni». Si può condensare così il dolore causato dai manicomi?

Sicuramente è un’immagine di una potenza espressiva incredibile, dolorosissima. Le immagini arrivano dritte e subito, dopo però c’è bisogno di raccontare le storie. Di far comprendere come e perché si arriva a quell’immagine. Non c’è niente di più straziante, per me, di un’infanzia strappata.

 

LEGGI ANCHE – Premio Campiello 2016 – Intervista a Simona Vinci

 

Premio Campiello 2018: diretta liveMarco Balzano, L’ultimo arrivato (Sellerio), vincitore 2015

A quasi 60 anni, Ninetto si ritrova a vivere una nuova difficoltà, quella del rientro nel mondo del lavoro. Quanto ha inciso nella connotazione di questa parte del romanzo la situazione dei tanti over 50 che oggi, in pieno periodo di crisi, si ritrovano senza lavoro?

Molto. Ninetto esce dal carcere a 57 anni e non ha più il suo posto di lavoro perché nel frattempo lo stabilimento di Arese dell’Alfa Romeo ha chiuso i battenti. Così prova a rimettersi in pista, ma ovviamente non è facile. E come potrebbe esserlo? Per giunta lui ha in tasca solo la terza media e un’unica esperienza professionale, quella di operaio in catena di montaggio. Rimettersi in gioco è oggettivamente difficile e il passare del tempo e la crisi, va da sé, non aiutano. Però è proprio da questo estenuante tentativo di ricominciare che Ninetto finirà per fare incontri interessanti: si imbatterà a chiedere lavoro a una pizzeria gestita da egiziani e ad aiutare due giovanissimi ragazzi cinesi che lavorano nel bar di fronte casa sua, in piena periferia di Milano. Sarà un modo per problematizzare, seppure in maniera assolutamente soggettiva e parziale, alcuni suoi pregiudizi sugli emigranti.

 

LEGGI ANCHE – Premio Campiello 2015 – Intervista a Marco Balzano

 

L’edizione 2018

 

La serata finale è affidata alla conduzione di Mia Ceran ed Enrico Bertolino, cui spetta il compito diannunciare i risultati così come decretati dalla votazione dei trecento lettori anonimi che sceglieranno il vincitore assoluto tra i cinque finalisti indicati dalla Giuria tecnica del Premio Campiello.

 

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DIRETTA LIVE

 

Ore 22.45 – Rosella Postorino vince il Premio Campiello2018 con Le assaggiatrici, Feltrinelli con 167 voti

Premio Campiello

Premio Campiello 2018: diretta live

Francesco Targhetta – 42 voti
Helena Janecezk – 29 voti
Ermanno Cavazzoni – 25 voti
Davide Orecchio – 15 voti

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Ore 22.20 – Francesco Targhetta legge solo in posti noiosi e il primo libro letto è stato Anna Karenina.

 

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Premio campiello

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Ore 22.15 – Classifica provvisoria

5. Orecchio
4. Janecezk
3. Cavazzoni
2. Targhetta
1. Postorino

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Ore 22.10 – Rosella Postorino, il cui ultimo libro letto è L'educazione di Tara Westover e in caso di vittoria andrà a festeggiare al mare a prendere il sole.

Premio Campiello 2018: diretta live

Premio Campiello 2018: diretta live

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Ore 22.00 – Premiazione di Valerio Valentini, vincitore del Premio Campiello Opera Prima con Gli 80 di Camporammaglia (Laterza)

 

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Ore 21.50 – Davide Orecchio confessa che il posto più strano in cui ha letto un libro è un campeggio in Spagna e in caso di vittoria si ubriacherà.

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Premio Campiello 2018: diretta live

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Ore 21.45 – La premiazione di Elettra Solignani, vincitrice del Premio Campiello Giovani, e riceve la pantegana di vetro di Murano.

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Ore 21.37 – Philippe Daverio sul palco del Gran Teatro La Fenice.

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Ore 21.27 – Helena Janeczek confessa che il posto più strano dove ha letto un libro è un parcheggio... Il suo testimonial è Corrado Augias: «Un libro che si staccava dal tono medio della narrativa italiana.»

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Ore 21.15 – Ermanno Cavazzoni che ammette di leggere nei posti più banali e confessa che avrebbe voluto far leggere il suo libro a Federico Fellini. "La lettura di questo libro è insieme rassicurante e sconfortante" (VIttorio Sgarbi)

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Ore 21.02 – Sul palco Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato della Repubblica: «Gli imprenditori del Veneto hanno avuto una grande lungimiranza nel creare il premio Campiello. [...] Di questo premio mi hanno affasciato due cose: la prima è la partecipazione di trecento lettori anonimi con un premio che è espressione del paese reale; la seconda è l'attenzione per i giovani lettori.»

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Ore 21.00 – Gli scrittori in viaggio

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Ore 20.50 – Mia Ceran, Enrico Bertolino e Matteo Zoppas sul palco

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Ore 20.10 – Ecco a voi il teatro: che emozione!

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Ore 20.00 – La cartella stampa

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Ore 19.50 – Le prove viste dalla sala stampa

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Ore 19.00– Siamo qui, proprio sotto il ponte!

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Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

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