Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Premio Campiello 2015 – Intervista a Carmen Pellegrino

Premio Campiello 2015 – Intervista a Carmen PellegrinoCade la terra (edito da Giunti) deve il suo titolo ad Autunno di Rainer Maria Rilke, in particolare a «lungo le notti, la terra, pesante, cade, dagli astri, nella solitudine. Tutti. Cadiamo». In che modo “tutti cadiamo”? Come ha rappresentato la caduta nella sua opera?

Più che la caduta mi interessava raccontare la predisposizione di certe cose a cadere, come frutti dagli alberi, il movimento verso il basso, verso la terra. E poi la mano, quella mano che con infinita dolcezza sembra sorreggere tutto questo cadere. Ho in mente una litografia di Escher che mostra una mano enorme che tiene nel palmo un borgo abbandonato (che è poi Pentedattilo, in Calabria).

 

Il romanzo non è solo la narrazione del disfarsi di Alento, ma anche il racconto di ciò che, nonostante tutto, sopravvive. Il suo può essere considerato un romanzo della speranza?

È un romanzo sulla possibilità: la possibilità di vedere una risorsa nella sottrazione e nella perdita, nelle cose ritenute inutili, in quelle che restano indietro. Chiedere ai muri di parlare, di raccontare le vite e le morti che li hanno attraversati, e così trarre pietà dalle pietre forse è già una speranza.

Premio Campiello 2015 – Intervista a Carmen Pellegrino

Alento è un luogo di fantasia, ma richiama Roscigno Vecchia nel Cilento. Come mai ha scelto di ispirarsi proprio a Roscigno Vecchia, tra tutti i luoghi abbandonati che lei di certo conosce e a cui poteva fare riferimento?

Roscigno Vecchia è uno dei primi borghi abbandonati che ho visitato, vicinissimo al paese dove sono nata. E’ particolarmente suggestivo: la metodica pazienza dell’abbandono ha creato inserti di colore intenso, di terra solo un poco smossa. E poi la sua luce, una luce scoppiata, in disfazione anch’essa, sembra acquietare tutte le cose, che ormai si muovono di vita propria.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Lei è una “abbandonologa” e ha definito «una sorta di premura» quella che prova per i ruderi. Può descriverci qual è lo stato d’animo che sente nel trovarsi per la prima volta in un borgo abbandonato?

Ogni volta mi colpisce la meraviglia delle povere cose, che non attendono nulla e non attestano che se stesse. Stanno lì, tutte sciupate, rotte, talvolta pericolanti. Sono sopravvissute alle guerre, alle peggiori furie della natura, ai terremoti, alle frane. E resistono, come fanno gli scampati.

Così, mi avvicino ai ruderi, li sfioro e provo una specie di gioia, anche tattile: se quelle case resistono, se ce la fanno e tante volte ce la fanno, posso farcela anch’io.

Premio Campiello 2015 – Intervista a Carmen Pellegrino

Com'è nata la vocazione per tutto ciò che è antico, decadente, dimenticato? È stata casuale o conseguente a qualche episodio particolare?

Probabilmente l’esser nata in un buco remoto dell’osso del Sud, in condizioni davvero modeste, e l’aver visto con quanta ostinazione certi destini sono confinati nella desolazione, nell’irrilevanza più totale, ha condizionato le mie attitudini. Ma è solo un’ipotesi.

 

Come si sta preparando alla serata finale del Premio Campiello 2015?

Con serenità e spirito d’avventura! Ho trovato degli amici negli altri finalisti, insieme ci lasciamo condurre nel giro per l’Italia organizzato dal Campiello. Succede anche di divertirsi senza pensare alla serata conclusiva. Inoltre il mio è un libro d’esordio, sono già contenta di esser entrata in cinquina. Chi poteva immaginarlo.


Leggete tutte le nostre interviste agli scrittori.

Seguite il nostro speciale Premio Campiello, fra finalisti e vincitori, narrativa e letteratura.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.