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Premi letterari francesi: dietro le quinte di Renaudot, Interallié e Femina

Tour Eiffel from Trocadéro, foto di Marco BellucciI premi letterari francesi Renaudot, Interallié e Femina sono tra i più prestigiosi, dopo il celebre premio Goncourt e le loro storie sono naturalmente intrecciate: da polemica nasce premio, da premio nasce polemica. Tutti insieme, però, nonostante le discussioni, hanno contribuito a creare una stagione letteraria dei premi che va da ottobre a dicembre, che vivacizza e dà una grande spinta all’editoria francese.

Il premio Renaudot è intitolato al giornalista e medico francese Théophraste Renaudot, amico di Richelieu e considerato il fondatore del giornalismo francese, per aver dato vita, nel 1631, alla«Gazette», il giornale che ha anticipato le moderne riviste e la cui pubblicazione è proseguita fino al 1915. I più critici considerano il riconoscimento un premio di consolazione per chi non ha vinto il Goncourt, mentre per i più benevoli rappresenta un’occasione di riparare alle ingiustizie del premio più prestigioso.

Prix Renaudot

Assegnato per la prima volta nel 1926, il Renaudot è diventato ormai complementare al Goncourt, il nome del vincitore, infatti, viene rivelato ogni anno al ristorante Drouant, subito dopo l’assegnazione dell’altro celebre premio, in una sala vicina. I nomi scelti sono sempre due, nel caso il primo si vedesse già assegnato l’altro riconoscimento. Uno dei suoi fondatori, Georges Charensol, ha raccontato che l’idea del premio nacque dai giornalisti e critici letterari che aspettavano la proclamazione del Goncourt (assegnato per la prima volta nel 1903); stufi ogni anno di saltare il pranzo per aspettare la proclamazione e poi correre ai rispettivi giornali e a intervistare il vincitore, e soprattutto spesso in disaccordo con le scelte della giuria, decisero di organizzare un pranzo e di decretare il loro vincitore.

I membri della giuria sono dieci, e i primi, oltre a Georges Charensol, furono Raymond de Nys, Marcel Espiau, Georges Le Fèvre, Noël Sabord, Georges Martin, Odette Pannetier, Henri Guilac, Gaston Picard e Pierre Demartre. Il premio fu assegnato per la prima volta nel 1926 ad Armand Lunel, con il suo testo Nicolo-Peccavi ou l'Affaire Dreyfus à Carpentras. Ai dieci giurati si aggiunge ogni anno l’autore premiato l’anno precedente e la presidenza è a rotazione. Da notare che il premio viene attribuito a un autore a condizione che non abbia vinto nei cinque anni precedenti uno dei premi più importanti. Tra i vincitori più celebri citiamo Marcel Aymé, Louis-Ferdinand Céline, Louis Aragon, Michel Butor, Jean-Marie Le Clézio, Georges Perec e bisogna ricordare che si tratta di un premio simbolico che però negli anni ha garantito un grande successo di pubblico e che ormai è riconosciuto a livello internazionale. Nel 2014, il vincitore è stato David Foenkinos per il suo Charlotte (in Italia per Mondadori).

David Foenkinos, Charlotte

Nel 2007, intorno al premio Renaudot si è scatenata una grande polemica, perché uno dei giurati, Franz-Olivier Giesbert, è stato accusato di aver manipolato la scelta del vincitore, facendo assegnare il premio a Daniel Pennac con Diario di scuola (in Italia per Feltrinelli), quando in realtà il suo nome non rientrava tra i candidati. La stessa cosa è capitata nel 2012 con Scholastique Mukasonga e il suo Nostra Signora del Nilo (in Italia per 66thand2nd). La giuria ha cercato di arginare le polemiche dicendo di non aver trovato un’intesa su un autore e che le proposte “esterne” alla lista sono invece riuscite a mettere tutti d’accordo. Giustificazioni a parte, si può facilmente immaginare lo scontento di quelli che sulla lista c’erano ed erano considerati i favoriti.

Un’altra polemica che coinvolge sia il Goncourt che il Renaudot riguarda il presunto “baratto” dei voti e le pratiche scorrette degli editori, i più influenti, che farebbero pressioni per scambiarsi i voti tra un premio e l’altro. I più grandi respingono le accuse, sostenendo che si tratta solo di un modo degli editori più piccoli per sollevare un polverone e far parlare di sé, perché si sentono messi da parte dalle giurie.

Théophraste Renaudot

In ogni modo, oltre alle polemiche, rimane il fatto che i premi provocano quasi sempre impennate nelle vendite e creano fermento nel mondo editoriale, cosa che piace non solo alle case editrici ma anche ai giornalisti e ai critici letterari.

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Femina

Altro premio fondamentale della “rentrée littéraire” francese è il premio Femina, che ha alle spalle una grande storia di affermazione delle donne nella letteratura. Infatti, nel 1905, ventidue collaboratrici della rivista La vie heureuse, oggi conosciuta come Femina, presiedute dalla poetessa Anna de Noailles, decisero di attribuire un premio che voleva essere una controproposta al Goncourt, accusato di escludere le donne dalla giuria. Era un modo per sottolineare la presenza femminile nella letteratura, e rivendicare il ruolo delle donne nella critica letteraria.

Anna de Noailles

Nel 1903, il premio Goncourt (assegnato a John-Antoine Nau) sarebbe dovuto andare ad Anna de Noailles, che godeva allora di una forte notorietà nel mondo letterario francese, ma a causa della misoginia dei circoli letterari e delle accademie, la giuria le rifiutò il riconoscimento, sostenendo che il premio si rivolgeva a opere di narrativa e non di poesia. L’anno successivo, la candidata al premio, Myriam Harry, fu del tutto snobbata, nonostante il notevole apprezzamento della critica e alcuni giurati si lasciarono andare a commenti misogini nei confronti dell’autrice e del suo romanzo. Queste ingiustizie diedero la spinta alla creazione del premio Femina. Ricordiamoci anche che in quel periodo le donne facevano persino fatica a essere pubblicate e per questo, non di rado sceglievano pseudonimi maschili. Per capire quanto l’élite letteraria mettesse da parte le donne, basta pensare che la prima donna a essere eletta all’Académie française, fu Marguerite Yourcenar nel 1980. Si decise, quindi, di creare un premio femminile, per un’opera in prosa o poesia, assegnato da una giuria di ventidue donne, contemporaneamente all’altro prestigioso premio. 

Yanick Lahens, Bain de Lune

Da allora, le giurie del Goncourt e del Femina sono state per anni in competizione e si sono contese i migliori romanzi dell’anno. Dopo anni di “battaglie”, nel 2000 le giurie hanno trovato un accordo per cui di anno in anno si alternano nell’ordine di proclamazione del vincitore. Oggi le giurate sono dodici: Anne-Marie Garat, Camille Laurens, Diane de Margerie, Solange Fasquelle, Claire Gallois, Paula Jacques, Christine Jordis, Mona Ozouf, Danièle Sallenave, Josyane Savigneau e Chantal Thomas. Nel 2014 il premio è stato assegnato a Yanick Lahens per Bain de Lune (éditions Sabine Wespieser).

Interallié

L’iniziativa dei fondatori del premio Renaudot piacque molto anche ad altri giornalisti che, però, non riuscirono a rientrare tra i dieci membri della giuria. Alcuni di questi decisero di ripetere l’esperienza non a partire dal Goncourt, ma dal premio Femina. È nato così nel 1930 il premio Interallié, dal nome del celebre club, il Cercle de l'Union interalliée, dove questi giornalisti si riunivano per aspettare, quindi, il vincitore del Femina. Inizialmente il premio, simbolico, veniva assegnato solo ai giornalisti autori di un romanzo, ma questa intenzione non è stata portata avanti. Il premio nel 2014 è stato assegnato a Mathias Menegoz con Karpathia (P.O.L.). L’Interallié gode di un ampio riconoscimento, anche se i suoi detrattori in passato sostenevano che appartenesse alla casa editrice Grasset, che tra il 1965 e il 2000 se l’era visto assegnare ben ventitré volte; una tendenza che negli ultimi anni è stata frenata, smorzando le critiche.

Mathias Menegoz, Karpathia

Insomma, la storia dei premi letterari è sempre affascinante, anche perché la loro creazione interviene in risposta a una mancanza, che genera una critica costruttiva. Si discute, però, spesso sull’influenza che le varie polemiche, mettendo in discussione l’effettiva attendibilità dei premi, hanno sui lettori, per capire se si cominci a diffidare dei riconoscimenti o se invece le polemiche rappresentano un modo come un altro per aumentare la visibilità e il successo dei premiati, con un incremento delle vendite. Per ora l’editoria francese e anche quella di molti altri Paesi ringrazia, per i numeri registrati nelle librerie, i grandi premi tra cui il Renaudot, l’Interallié e il Femina.

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