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Più stranieri a scuola: i dati della Fondazione Ismu

Immigrati, scuolaNon è solo una questione di strade, o di file al supermercato: gli stranieri sono anche a scuola. Numeri e percentuali cambiano se ci spostiamo da Nord a Sud dell'Italia, dai piccoli paesi alle grande città, dai centri alle periferie, ma l'immagine rimane più o meno la stessa: per fortuna i ragazzi stranieri hanno la possibilità di frequentare la scuola e accedere così a una serie di importanti opportunità, la prima delle quali quella di non "perdere il treno" dell'istruzione e poter quindi aspirare in futuro al posto di lavoro che desiderano. Arriviamo ormai con grande tranquillità a classi in cui più delle metà degli alunni non è di cittadinanza italiana, la multiculturalità è una realtà presente, che però deve anche essere capita e studiata. Magari con qualche dato alla mano.

Ecco allora la fotografia del MIUR e della Fondazione Ismu (Istituto per lo Studio della Multietnicità) sugli alunni stranieri relativa all'anno scolastico 2012/13. Se il numero dei frequentanti è in leggero aumento, colpisce la differenza tra gli immigrati di prima e di seconda generazione: i figli di immigrati sono sempre più bravi a scuola, sempre più impegnati e sorpassano in alcuni casi i compagni italiani quanto a risultati.

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La maggioranza sceglie poi l'istruzione professionale o tecnica per motivi lavorativi, ma è in aumento la percentuale degli iscritti ai Licei e poi all'Università. La fotografia di oggi anticipa la fotografia di domani: il nostro medico rumeno, il nostro insegnante di matematica indiano, il nostro commercialista senegalese. La scuola già da tempo si sta preparando e attrezzando, c'è da capire se anche la società civile accoglierà in tranquillità (come dovrebbe essere) la silenziosa prossima rivoluzione.

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