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Perché un bambino decide di stare con gli indiani. “Stirpe selvaggia” di Eraldo Baldini

Perché un bambino decide di stare con gli indiani. “Stirpe selvaggia” di Eraldo BaldiniStirpe selvaggia, l’ultimo libro dell’autore romagnolo, Eraldo Baldini, è un concentrato di emozioni vivide e dense: si passa dall’inerzia dei giochi tipici dei ragazzini di campagna allo stupore sottile generato da personaggi singolari e quasi fiabeschi, e dall’affetto unico che solo due adolescenti riescono ad avere l’uno per l’altro alla tragicità degli eventi di una Storia, quella italiana, carica di dolore e angoscia.

La storia è quella di Amerigo, un bambino di nove anni che vive con la madre a San Sebastiano in Alpe, un piccolo paesino dell’Appennino romagnolo. È il 1906 quando il Wild West Show fa tappa nella vicina Ravenna e Amerigo va con sua madre e alcuni compaesani a vedere lo spettacolo. È lì che scopre l’origine del suo nome: si chiama Amerigo perché è nato in America e il suo vero padre è, niente di meno, che in grande Buffalo Bill. Ma il famoso attore ed esploratore non vuole incontrarlo e Amerigo, che nel frattempo viene soprannominato Bill, da allora, decide di schierarsi dalla “parte degli indiani”: con gli amici di sempre, Mariano e Rachele, si dipinge il volto e scorrazza per i boschi, sognando di vivere felice e di fare, insieme a loro, la rivoluzione. Ma il destino ha in serbo una vita diversa per Amerigo e lo costringe – tra lotte di classe, guerre e fascismo – a isolarsi per sempre nei boschi, dove è costretto a rifugiarsi e dove si sente al sicuro, sognando – immerso nella solitudine – un futuro diverso insieme a Rachele.

Il libro di Baldini, edito da Einaudi, è diviso in tre sezioni principali, ciascuna delle quali presenta determinate caratteristiche narrative e ha una propria funzione nella storia.

 

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Perché un bambino decide di stare con gli indiani. “Stirpe selvaggia” di Eraldo Baldini

La prima parte, dal titolo Wild East Show, contiene la presentazione dei protagonisti, del loro background e dell’ambientazione che caratterizza quasi tutto il romanzo. Sembra essere poco incisiva e povera di suspense per chi legge, priva di particolari punti di svolta, ma è in realtà farcita di cardini essenziali per l’evolversi dell’intera trama. Baldini, in effetti, in questa prima parte presenta il carattere del protagonista, i suoi stati d’animo, i legami che ha con Rachele e Mariano e i luoghi in cui vive; descrive i personaggi secondari, la loro storia e la loro vita. Crea l’ambientazione, in altre parole, descrivendo sapientemente e con le parole giuste ciò che davvero dà origine alla storia.

 

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E le parole sono anche le vere protagoniste della seconda parte. La prima cosa che si nota, infatti, della sezione titolataBill il selvaggio sono proprio loro: le parole. Sono state scelte con cura, con giudizio, e sono in grado di creare un’atmosfera avvolgente e calda. La lettura risulta piacevole e difficilmente si decide di interrompere per riprendere in un secondo momento. Frase dopo frase si avverte una sensazione di piacere.

Perché un bambino decide di stare con gli indiani. “Stirpe selvaggia” di Eraldo Baldini

Per quanto riguarda la trama, invece, tutti i personaggi, e naturalmente anche il protagonista, fanno enormi passi in avanti: cambiano in meglio (o in peggio, a seconda dei casi). Così come evolvono i fatti narrati, che ora presentano diversi colpi scena, non prima però di aver compiuto un primo progresso verso quella che sarà la conclusione.

 

La terza e ultima parteCome gli indiani, è l’epilogo dell’intera storia, il punto in cui tutti i nodi vengono al pettine, in cui i personaggi sono ormai maturi e si preparano ad affrontare un finale che va, via via, delineandosi sempre di più.

 

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Nel complesso, Stirpe selvaggia è un romanzo malinconico e profondo ma, al contempo, solare e carico di speranza. È un testo ricco di significato, una storia d’amore e d’amicizia che dura tutta una vita, sullo sfondo dei grandi fatti che hanno segnato la Storia dello scorso secolo. È un racconto in cui ci si aspetta, da un momento all’altro, di trovare delle svolte, dei cambi di rotta, delle virate verso un atteso lieto fine che, però, tarda arrivare. È un romanzo, quello di Eraldo Baldini, che segue una linea evolutiva dei protagonisti e della storia abbastanza marcata, che si nota, soprattutto, nel cambio delle sezioni di cui si compone. È una trama lunga anni, fatta di personaggi ben costruiti, luoghi magnifici, imponenti avvenimenti naturali, eventi storici importanti e tragiche circostanze

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