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Perché studiare filosofia

FilosofiaArticolo di Luca Romano, blogger per Huffington Post Italia e Redattore Uzak.it, in risposta al nostro articolo I migliori corsi di Filosofia in Italia, di Irma Loredana Galgano.

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Dopo un mese circa dalla pubblicazione de I migliori corsi di Filosofia in Italia, prendo spunto da questo articolo più che altro per risalire ancora la pericolosa china del farsi sempre ulteriori domande. Del “se è così, allora?”. Allora risalgo ancora un po' rispetto alla domanda posta da Irma Loredana Galgano sul ruolo della filosofia. Lei scrive: «Serve davvero un corso di Laurea per studiare e imparare la Filosofia?».

In più colgo la triste occasione che riguarda la morte di uno dei più importanti storici della filosofia in Italia, che è stato Giovanni Reale, per tornare anche al ruolo della storia della filosofia, appunto.

Credo che la domanda se serva un corso di filosofia, si possa porre solo nel momento in cui si consideri già morta la filosofia, nel momento in cui si consideri già inutile, perché altrimenti non se ne parlerebbe. Semplicemente è da un'altra parte rispetto allo studio che se ne fa nelle facoltà italiane, ancora molto molto concentrate sulla storia.

La filosofia è altrove. Dico questo perché sono circondato da filosofia (oltre a utilizzarla quotidianamente per scrivere i miei post sull'Huffington Post), voglio citare un esempio, ma ne vale molti, in vari ambiti: il diritto all'oblio. Uno dei membri del comitato di studi creato da Google per risolvere la questione è italiano ed è un filosofo. Infatti la questione è filosofica oltre che politico/legislativa.

All'interno del comitato è presente, infatti, Luciano Floridi, professore dell'Oxford Internet Institute e, come detto, professore di filosofia. Ed è anche attraverso i suoi studi, ma a partire dagli studi nati nello strutturalismo (e post-strutturalismo) francese, che dall'ontologia dell'essere oggetto si è passati all'ontologia dell'interazione. Quindi, per intenderci, la filosofia non si prospetta più come filosofia punto e basta, ma sempre nella declinazione di “filosofia di”.

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Con questo non si intende che la storia della filosofia sia inutile, ma al contrario, è la struttura sulla quale costruire il metodo d'approccio filosofico in grado di declinare la filosofia stessa nella sua accezione più viva di studio delle interazioni.

Per questo forse, ritornando alla domanda se serve un corso di laurea per studiare la Filosofia, la risposta è no, non serve, non dobbiamo resistere nell'autoreferenziale protrarsi di una disciplina.

Se la domanda è possiamo studiare la filosofia?, allora la risposta è sì, possiamo. Ma per farne che? C'è ancora moltissimo che la filosofia può fare. Ho citato Floridi e uno dei suoi studi, ma in ogni ambito il ruolo della filosofia è richiesto per comprendere il meccanismo, perché la filosofia non è una disciplina astratta ed eterea, è un approccio concreto orientato al mondo e alla sua interpretazione. Perché l’interazione tra le macchine, ad oggi, supera quella tra gli uomini e in futuro ci sarà sempre più interazione. Tutto questo andrà studiato e non ci saranno macchine in grado di studiare la relazione nella sua transdiegeticità (per tornare alla lezioni di Floridi), toccherà all’uomo studiare, toccherà anche e soprattutto ai filosofi. 

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