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Perché leggere fa bene allo spirito? La risposta di Kafka

Perché leggere fa bene allo spirito? La risposta di KafkaCapita spesso di dire a noi stessi e ai nostri cari che leggere fa bene allo spirito, ma difficilmente riusciamo a spiegare perché ciò accade e in particolare se si verifica con tutti i libri o solo con alcuni di questi.

Difficile dare risposte univoche a due quesiti così seri e profondi, ma ci proviamo affidandoci alle parole di Franz Kafka che ha saputo proporre alcune definizioni esemplari di che cos’è un libro e di come leggere possa avere conseguenze benefiche sullo spirito.

 

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In una lettera del novembre 1903, il ventenne Kafka scrive al suo amico d’infanzia, lo storico dell’arte Oskar Pollak:

Alcuni libri sembrano come una chiave per entrare in stanze del nostro castello che non ci sono familiari.

 

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Pochi mesi dopo, nel gennaio del 1904, chiarisce meglio questo sentimento in un’altra lettera a Pollak:

Penso che dovremmo leggere solo i libri che ci feriscono e ci colpiscono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un colpo alla testa, perché lo stiamo leggendo? In che modo ci renderà felici, come scrivi? Caro signore, saremmo felici se non avessimo libri, e il tipo di libri che ci rende felici è quello che noi stessi potremmo scrivere se dovessimo.

 

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Ma abbiamo bisogno di libri che hanno conseguenze su di noi come un disastro, che ci affliggono profondamente come la morte di qualcuno che abbiamo amato più di noi stessi, come essere esiliati in foreste lontano da tutti, come un suicidio. Un libro deve essere la scure per il mare ghiacciato dentro di noi. Questa è la mia convinzione.

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