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Perché Giovanna d’Arco fu così odiata? Intervista a Rita Coruzzi

Perché Giovanna d’Arco fu così odiata? Intervista a Rita CoruzziLa vita di Giovanna d'Arco fu qualcosa di straordinario fin dalla sua nascita. Le cronache raccontano che quando la piccola venne alla luce il sole scomparve gettando nel panico i villani, i quali non sapevano che quell’oscurità era frutto di un’eclissi. Quando poi la piccola Giovanna cominciò a piangere il sole, come per miracolo, tornò a far luce.

Un evento particolare che dimostra da subito la straordinarietà di Giovanna d’Arco, caratterizzata nella sua breve esistenza da una miriade di visione mistiche che, unite a una voce dall’alto, la spinsero alla preghiera, alla devozione, al sacrificio del corpo, fino alla magnifica impresa che l’ha consacrata alla Storia.

Giovanna d’Arco, sedici anni, scese in campo per salvare il regno di Francia, minato da decenni di guerra contro gli inglesi.

Ne L’eretica di Dio (Piemme), Rita Coruzzi, già autrice di Matilde, ricostruisce con un appassionato ritmo narrativo la storia di una ragazzina di umili origini, tanto amata quanto odiata, divenuta segno concreto della rinascita contro la decadenza.

 

Perché dopo Matilde di Canossa ha scelto di affrontare la figura di Giovanna d’Arco in L’eretica di Dio?

Dopo Matilde ho voluto scegliere un'altra donna forte, controcorrente, che ha cambiato le sorti della sua nazione. Giovanna d'Arco mi sembrava la donna ideale da ogni punto di vista, anche per il tratto psicologico. Dopo Matilde per me era la scelta più ovvia.

 

Come è stato calarsi nei panni di Giovanna, la pulzella d’Orleans?

È stato bellissimo, ho respirato con lei, ho cavalcato con lei, ho combattuto con lei. Inoltre mi piace pensare di essere entrata nella sua psiche, di averla studiata, di aver vissuto con lei tutte le sue esperienze e questo mi ha provocato una miriade di emozioni. A volte è stato sublime, altre terrificante, un'esperienza che spero vivamente di poter ripetere.

 

Come ha sviluppato il lavoro di ricerca dell’impianto storico?

Mi sono documentata ampiamente, seguendo le varie biografie e diversi testi storici su quel periodo, cercando di lavorare il più meticolosamente possibile dal punto di vista storico, in modo che ogni fatto fosse rigorosamente riportato.

 

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Giovanna è una ragazzina, è sempre stata obbediente. A un certo punto dice un netto “no” ai genitori. Cosa rappresenta per loro tale negazione?

Questa negazione comporta la consapevolezza che la loro figlia sia cambiata sotto i loro occhi e loro non se ne fossero accorti. Ma questo è accaduto perché Giovanna era stata molto attenta a non far trapelare nulla di quanto stava vivendo, delle voci che sentiva e della missione che aveva accettato di compiere. Il no al matrimonio è il primo forte segnale di un cambiamento radicale, i genitori percepiscono che in qualche modo si allontanerà e che il suo destino sarà diverso da quello che loro avevano immaginato, un destino che in quel momento cominciano a comprendere che non è più nelle loro mani, ma nelle mani di Dio.

Perché Giovanna d’Arco fu così odiata? Intervista a Rita Coruzzi

E cosa rappresentano per Giovanna le diverse visioni simboliche e mistiche che ha nella sua giovane e breve esistenza?

Queste visoni rappresentano la sicurezza, la protezione, il sapere che pur essendo andata contro tutti e tutto, sta facendo la cosa giusta, in altre parole sta seguendo il suo destino, che non è nelle mani di nessun essere umano, nemmeno nelle sue.

 

Dopo aver riportato grandi successi bellici a favore della Francia, la povera Giovanna finisce nelle mani degli inglesi. Perché chi l’aveva “usata” per i propri interessi la tradisce così brutalmente?

Giovanna viene tradita perché il re è manipolato dai nemici che Giovanna aveva tra le alte gerarchie ecclesiastiche francesi. Il problema per Giovanna non è mai stato il consenso della gente, che già la considerava una santa, o comunque un'icona del loro tempo. Il problema per lei sono stati quei francesi che volevano allearsi con gli inglesi e che non hanno mai visto di buon occhio la sua intromissione per liberare la Francia, e sicuramente la vulnerabilità psicologica di re Carlo ha giocato nettamente a suo sfavore.

Perché Giovanna d’Arco fu così odiata? Intervista a Rita Coruzzi

Dopo il processo e gli interrogatori serratissimi, Giovanna venne arsa viva e le sue ceneri sparse nella Senna. Perché tanto odio, paura e forse volontà di cancellare in modo completo la memoria e le gesta di una ragazzina?

In quel momento gli oppositori di Giovanna desideravano distruggere la sua fama di santa e per quel tempo di eroina, forse la considerano veramente pazza e psicopatica, e cercavano di convincere il popolo francese che tutto ciò che Giovanna aveva detto o fatto non era un segno del destino o la volontà di Dio, ma solo un progetto della sua mente malata. Tutto era stato solo una volgare e ignobile farsa. Ma presso il popolo Giovanna aveva acquisito un'enorme considerazione, e l'unico modo per far sì che si dimenticassero di lei era distruggere completamente ogni resto del suo corpo, perché nessuno lo potesse venerare come reliquia di una santa.

 

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Cosa ha scatenato poi il riscatto (meritato e giusto) per Giovanna d’Arco?

È stato sicuramente il fatto che sia morta in quel modo, arsa sul rogo, e che dopo il suo cuore sia stato ritrovato intatto, segno inconfutabile di santità. Inoltre dopo la sua morte anche la sua famiglia ha lottato per lei, portando testimonianze, andando a parlare con le alte gerarchie ecclesiastiche, facendo capire chi fosse stata veramente Giovanna d'Arco.

 

Matilde di Canossa e Giovanna d’Arco avevano molta fede. Lei che rapporto ha con Dio?

Io sono credente, quindi per me la fede è importante e mi piace metterla in risalto quando ne ho l'occasione. Inoltre credo veramente che possa fare la differenza nei momenti difficili e abbia aiutato Giovanna e Matilde a renderle ciò che sono.


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