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“Pelle di corteccia”, il capolavoro di Annie Proulx

“Pelle di corteccia”, il capolavoro di Annie ProulxAnnie Proulx, classe 1935, è una scrittrice americana di origini canadesi. Ha scritto diverse opere e, tra le sue pubblicazioni più importanti troviamo: Avviso ai naviganti, Distanza ravvicinata, che sarebbe poi il titolo originale di Gente del Wyoming (2000), edito in lingua italiana da Marco Tropea Editore (2004), e Quel vecchio asso nella manica.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari tra cui il National Book Award, il premio Pulitzer e il PEN/Faulkner Award.

Dai libri Avviso ai naviganti e Gente del Wyoming sono stati tratti i rispettivi film: The Shipping News – Ombre dal profondo e I segreti di Brokeback Mountain (omonimo di un racconto contenuto in Gente del Wyoming).

Il 2 ottobre 2018, per Mondadori, è uscito l’ultimo libro della scrittrice americana, dal titolo Pelle di corteccia, tradotto da Silvia Pareschi.

Pelle di corteccia narra la storia di René Sel e Charles Duquet, due giovani francesi che, alla fine del diciassettesimo secolo, sbarcano in Canada, allora conosciuto come Nuova Francia. Arrivati nel promettente territorio con l’obiettivo di ricominciare da zero, i due uomini firmano, con un signore del posto, un contratto della durata di tre anni: dovranno essere alle sue dipendenze per il tempo pattuito, ma alla fine gli verranno concessi dei terreni fertili da lavorare in autonomia. I due intraprendono così la dura vita dei “pelle di corteccia”, come venivano chiamati allora i taglialegna.

 

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La storia prende però una piega imprevista: René viene costretto a sposare una donna indiana, e da quel giorno i suoi discendenti vivranno un’esistenza a metà tra due culture, senza mai riuscire a elevare la propria condizione sociale uscendo dal limbo dove sembrano essere intrappolati i mezzosangue.

“Pelle di corteccia”, il capolavoro di Annie Proulx

Douglas riesce invece a scappare prima del termine dei tre anni, diventando un cacciatore di pelli. L’uomo si rende ben presto conto, però, dell’enorme potenziale delle immense foreste americane, decidendo così di sfruttare a suo vantaggio ciò che la natura ha concesso all’uomo.

«La sua mente alacre rifletteva senza sosta sulla domanda: esisteva in quel nuovo mondo una risorsa che fosse illimitata, che avesse valore e potesse costruire un patrimonio? Scartò le creature come castori, pesci, foche, selvaggina o uccelli, tutte esposte al rischio di estinzione e all’instabilità del mercato. Tornò ripetutamente alla stessa conclusione. Esisteva un solo bene durevole che in Europa scarseggiava: la foresta. Duquet sapeva, come tutti, che i coloni inglesi del Sud se la passavano bene tagliando i pini per le alberature della flotta inglese. Perché non lo facevano anche i francesi? Ricordò le parole di Forgeron. La foresta era immensamente vasta e in grado di rigenerarsi.»

 

Dal Nord America all’Europa, dalla Cina alla Nuova Zelanda, Annie Proulx racconta le discendenze di René e Douglas, tre secoli di storia che si intrecciano tra conflitti, tradimenti, amori, intrighi e pestilenze.La struttura del romanzo ricorda quella di La madre della madre di sua madre e le sue figlie di Maria José Silveira, uscito l’anno scorso sempre per Mondadori.

Come la Proulx, l’autrice brasiliana percorre diversi secoli di storia raccontandoceli attraverso gli occhi di numerose generazioni.

“Pelle di corteccia”, il capolavoro di Annie Proulx

Pelle di corteccia è il capolavoro di Annie Proulx, un romanzo al quale l’autrice ha lavorato tutta la vita e il quale è forse considerato uno dei più grandi libri ambientalisti di sempre.

«Mein Gott, le foreste sono sempre in fiamme, ma non si tratta di incendi controllati: i coloni bruciano vaste superfici per sgomberare il terreno per fattorie e case. Poi, delusi dalla povertà del suolo, si spostano a ovest, sempre più a ovest, e ricominciano altrove. Su cento contadini americani, non ne troverai neanche uno che sappia dirti le caratteristiche dei suoli. Gli indiani erano più bravi di questi coloni a gestire le foreste. Erano ottimi osservatori dell’acqua, del tempo, degli animali e delle piante. Ed evitavano di tagliare troppo. Usavano molte parti di molti alberi per ricavare attrezzi e medicine, un po’ come i vecchi contadini tedeschi.»

 

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Annie Proulx scrive Pelle di corteccia con una prosa intrisa di sentimento, umanità, con uno stile ricercato ed elegante, che non cade mai nel banale, nel retorico.

Pelle di corteccia rappresenta il coronamento della carriera della scrittrice americana.


Per la prima foto, copyright: Neil Rosenstech.

Per la terza foto, la fonte è Wikipedia.

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