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Opporsi con fermezza alla biologia come destino. “L'età ingrata” di Francesca Segal

Opporsi con fermezza alla biologia come destino. “L'età ingrata” di Francesca SegalEsce in prima edizione ad agosto 2017 per Bollati Boringheri L'età ingrata di Francesca Segal, nella versione tradotta dall'inglese da Manuela Faimali. Titolo originale The Awkward Age. E sembra proprio ruotare intorno al concetto di età il libro della Segal. L'età biologica e quella che si vorrebbe avere. Il sentirsi troppo “vecchi” o troppo “immaturi”. Il non essere mai troppo “grandi” per ricominciare e il non sentirsi più “piccoli” anche quando lo si è ancora.

Una famiglia allargata quella che cercano di costruire Julia e James, molto allargata, forse troppo. Con rispettivi figli e compagni, suoceri e consuoceri, ex-mogli, amici, conviventi... che generano un tale caos nella statica vita della donna al punto da farle perdere di vista i suoi reali bisogni. Con un deciso colpo di spugna sembrerà decisa a resettare il tutto e ristabilire la pace con sua figlia Gwen. Ma davvero si può cancellare quello che è stato, ciò che si è vissuto in prima persona e fingere che non sia mai accaduto? Ovvio che la risposta è no ma Julia ha imparato dai propri errori e capito che necessitava prestare «più attenzione. La prossima volta sarebbe stata pronta ad afferrare Gwen prima che cadesse». Perché per lei l'errore più grande commesso, durante la relazione con James, era l'aver anteposto il suo essere persona all'essere genitore, una madre per la cui figlia era il «centro del suo mondo». Se Gwen «prima dava l'impressione di essere forte era perché c'era Julia a sorreggerla».

 

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Un libro, L'età ingrata, che costringe il lettore a un'attenta riflessione sui sentimenti, sui cambiamenti, sull'essere genitore come sull'essere figli. Interessante inoltre il modo in cui l'autrice usa le parole, il registro narrativo e le ambientazioni per riprodurre discorsi, dialoghi e pensieri carpiti nelle loro diverse angolazioni, ovvero dai vari punti di vista, sottolineandone le differenti interpretazioni, conseguenza anche della volontà, manifesta o recondita, di chi ascolta e di chi parla o pensa.

Opporsi con fermezza alla biologia come destino. “L'età ingrata” di Francesca Segal

Julia sceglie la strada del nuovo amore di James per “ritornare” alla vita. Come può quindi criticare sua figlia Gwen per aver scelto la stessa strada per ribellarsi alla non-vita? Si sa che gli adolescenti non riescono a controllare gli istinti e quindi ora tutti gli adulti si sentono in obbligo di salvare Gwen e Nathan da se stessi fingendo di non capire che in realtà a dover essere “salvati” sono proprio loro che hanno permesso alla burrascosa storia d'amore tra due teenager di «trascinare a bordo l'intera famiglia».

 

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Una famiglia non è un qualcosa che si può definire a tavolino. Non nasce spontaneamente per volontà di due persone che all'improvviso si scoprono innamorate. Gli “avanzi” delle famiglie “rotte” in precedenza non si incastrano con altrettanta facilità come il loro desiderio di stare insieme, sotto lo stesso tetto. Perché i figli degli altri non diventano i propri da un giorno all'altro e così Julia e James si convincono «che il figlio dell'altro avesse danneggiato il proprio» e si schierano «automaticamente con la squadra avversaria», finendo per odiarsi pur amandosi ancora.

 

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Opporsi con fermezza alla biologia come destino. “L'età ingrata” di Francesca Segal

Julia deve guidare la giovane Gwen lungo i sentieri intricati dell'adolescenza e verso l'età adulta, matura, lei che viene da tutti considerata fragile e indifesa, incapace di mostrare «alcuna ambizione per il futuro» di sua figlia «oltre a una non meglio specificata “felicità”». E proprio mentre Julia gongola al pensiero di essere riuscita a non insegnare a Gwen che «il valore di una persona si misura dai voti scolastici», come invece aveva fatto James con suo figlio, la nonna di sua figlia sperava invece che si decidesse una volta per tutte a educarla a opporsi alla cultura della «biologia come destino». Adesso le donne possono scegliere il proprio futuro. Adesso le donne, di ogni età, devono scegliere il proprio destino.

 

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L'età ingrata di Francesca Segal si dimostra una lettura senz'altro interessante con la scrittura a prisma, con tanti angoli e altrettante sfaccettature che corrispondono ai punti di vista dei protagonisti e coinvolgono il lettore in riflessioni e lo spingono a interrogarsi sui temi dell'amore, della felicità, dell'educazione e del rispetto reciproco, delle relazioni e delle convivenze, delle storie finite e di quelle appena cominciate, della vita e delle scelte compiute... a qualunque età.


Per la prima foto, copyright: Priscilla Du Preez.

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