Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

“Operazione Salvataggio” di Salvatore Giannella

Salvatore Giannella, Operazione SalvataggioOperazione Salvataggio dello scrittore e giornalista Salvatore Giannella, edito da Chiarelettere, descrive con straordinaria precisione le vicende degli eroi che hanno più volte messo in pericolo la loro vita per recuperare e salvare le opere d’arte trafugate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Molti capolavori sarebbero potuti sparire nel nulla se non fossero intervenuti i cosiddetti Monuments Men, di cui si è recentemente parlato in occasione dell’uscita dell’omonimo film diretto da George Clooney e tratto dal libro di Robert Edsel. Ancora poco, tuttavia, si conosce riguardo le gesta dei numerosi salvatori dell’arte che con grande passione e ingegnosi stratagemmi hanno recuperato le opere oggi conservate in diversi enti museali. Il certosino lavoro che il giornalista ha effettuato in questo testo mette in luce, attraverso il recupero di una serie di documenti, gli sforzi di tutti quegli uomini che sembrano ormai caduti nel dimenticatoio.

Il Führer voleva creare a Linz, in Austria, il museo «più grande e più bello del mondo»: si stima che i capolavori che avrebbero dovuto essere sequestrati in tutta Europa per fare parte di tale museo fossero circa 5 milioni. “Operazione salvataggio” è il nome in codice di una delle imprese condotte dal soprintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, su incarico del ministro Cesare Bottai. Tra il 1939 e il 1944 furono messi in salvo 6509 capolavori dell'arte italiana, tra cui 13 quadri di Tiziano, 17 di Tintoretto e 4 di Piero della Francesca, senza contare quelli di Lorenzo Lotto, Raffaello e molti altri artisti. Per ricostruire le vicende di Rotondi, Giannella ha incontrato la figlia del soprintendente, Giovanna, la quale gli ha permesso di consultare il diario del padre. Dalle sue pagine si viene a sapere che il primo ricovero per le opere che erano state messe in salvo fu la Rocca di Sassocorvaro, nelle Marche. Quattro i custodi che dovevano sorvegliare 24 ore su 24 il luogo deputato a ospitarle. Successivamente si decise per una seconda sede, il Palazzo dei Principi di Carpegna, in quanto lo spazio della Rocca non era sufficiente a ospitarle tutte. In totale, nelle due sedi, trovarono rifugio circa 8mila pezzi. Rotondi e la sua squadra viaggiarono giorno e notte per nascondere il maggior numero di opere possibili: «Tutta la popolazione del luogo concorse per rendermi possibile di attuare nel giro di poche settimane un lavoro imponente». Il 9 settembre 1944, nel borgo marchigiano semi-distrutto dal fuoco dei militari nazisti, arrivarono gli Alleati e i pezzi d’arte vennero restituiti ai musei di appartenenza.

Il libro ricorda le imprese di tanti altri paladini; per esempio, Rodolfo Siviero, soprannominato “lo 007 dell’arte”. Celebre il suo recupero de L’Annunciazione di Beato Angelico, opera che nascose e preservò dal furto dei tedeschi con l’aiuto di due frati fiorentini. In seguito, il 16 dicembre 1953 fu inviato a Bonn per firmare un accordo per la restituzione di alcune opere, tra le quali la Danae di Tiziano, l’Hermes di Lisippo, il Discobolo Lancellotti, copia dell’originale greco, e la Leda di Tintoretto. Viene ricordato anche Emilio Lavagnino, storico e critico d’arte che si occupò del restauro della città di Viterbo dopo la guerra e organizzò una mostra a Palazzo Venezia con i 46 capolavori messi in salvo. Palma Bucarelli, critica d’arte romana che ricoprì la carica di direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma dal 1942 al 1975, in 34 viaggi trasportò ben 672 dipinti e 63 sculture per salvarle dalle mani naziste, nonostante le sue precedenti richieste di aiuto al Ministero che non trovarono mai risposta. L’elenco continua con Guglielmo Pacchioni a Milano, Rodolfo Pallucchini in Veneto, Ugo Procacci a Firenze, Raffaello Delogu in Sardegna, Armando Ottaviano Quintavalle, per le province di Parma e Piacenza, e Bruno Molajoli, che dovette recuperare una serie di opere a Napoli, la città d’arte italiana più colpita dai bombardamenti.

Anthony Clarke, capitano dell’esercito americano, si ricorda invece per essersi rifiutato di aprire il fuoco sulla città toscana di Borgo Sansepolcro in balia dei tedeschi, salvando così la Resurrezione di Piero della Francesca. Curiosa la spiegazione di tale decisione, recuperata dalle pagine del diario del capitano. Clarke si sarebbe ricordato della lettura di un saggio dello scrittore Aldous Huxley, nel quale si parlava de “la più bella pittura al mondo” in riferimento proprio all’opera del pittore toscano: «Ciò che era accaduto era un bell’esempio del potere della letteratura e di come la penna sia più potente della spada».

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Salvatore GiannellaIn Operazione salvataggio si apprendono i dettagli del piano di Hitler, ansioso di riscattare la propria posizione di artista mancato dopo il rifiuto da parte dell’Accademia di Belle Arti di Vienna ad averlo come alunno perché dotato di scarse abilità nel disegno. Il suo “amore per l’arte”, quindi, si manifestò nella decisione di fare terra bruciata del territorio sopra la Linea Gotica attraverso la cosiddetta “Operazione Nerone”, con la quale diede ordine ai reparti nazisti di distruggere tutti i capolavori che erano stati confiscati. Fortunatamente, i salvatori dell’arte fermarono il suo progetto attraverso l’ “Operazione Sunrise”, che bloccò la devastazione del Nord Italia. Numerosi anche gli oggetti artistici sottratti dai tedeschi alle vittime dell’Olocausto e raccolti in seguito da Roberto Malini, un italiano che, in ricordo di un incontro avvenuto all’età di 12 anni con una sopravvissuta di Auschwitz, decise di attuare un progetto di salvataggio e recupero di oltre 170 opere d’arte realizzate nei lager dai deportati.Il percorso di Salvatore Giannella giunge fino alle vicende della guerra in Afghanistan e racconta di come Paul Bucherer recuperò ben 1423 pezzi tra oggetti etnografici, archeologici e documenti archivistici afgani, oltre all’iter per il recupero dei Buddha di Bamiyan distrutti nel 2001 dai talebani. Esemplificative le parole dello stesso Bucherer: «Per molti la loro ricostruzione è più importante della ricostruzione dei ponti».

Vi lasciamo infine con una domanda che il giornalista ha posto all’avvocato di Stato Maurizio Fiorilli, al quale si deve il salvataggio di quasi 200 preziose opere d’arte: «A che punto sono le ricerche delle 1653 opere d’arte elencate nel catalogo stilato da Rodolfo Siviero e ancora prigioniere di guerra, delle quali è simbolo il Fauno di Michelangelo?». È bene ricordare che il nostro Paese è stato il primo al mondo, grazie al ministro Benedetto Croce, a porre con l’articolo 9 una legge di tutela del patrimonio culturale tra i principi fondamentali dello Stato. Non possiamo dimenticare che se ammiriamo la Tempesta di Giorgione alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, o se ci emozioniamo alla vista della Danae di Tiziano al Museo di Capodimonte di Napoli, dovremmo ringraziare chi ha lottato per non privarci di tali bellezze e che per questo meriterebbe un maggiore riconoscimento. Illuminanti, a questo proposito, risultano le parole dell’avvocato Fiorilli:

«La guerra per l’arte continua ed è una guerra spesso combattuta nel silenzio, interrotto solo di tanto in tanto da notizie che lasciano ben sperare. [...] Vogliamo augurarci che questo libro faccia crescere quella consapevolezza, oltre che nel pubblico, anche fra i politici ai quali si deve chiedere di sviluppare legislative e amministrative nell’unico modo davvero efficace: investigare sui capolavori “ultimi prigionieri di guerra” e, laddove possibile, recuperarli».

Una risposta che ci apre gli occhi sulla corrente situazione dei beni culturali in Italia, una realtà sulla quale Operazione salvataggio e Salvatore Giannella, nonostante i richiami al passato, non dimenticano di fare luce.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (4 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.