Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

“Oltre l’esilio” di J. L. Bourne

Oltre l'esilioAvevo lasciato in sospeso il mio giudizio sulla storia raccontata in Diario di un sopravvissuto agli zombie, in attesa di leggere i due libri restanti dell’omonima trilogia. Con un po’ di ritardo rispetto all’uscita ufficiale del secondo tomo, mi sono avvicinato alla sua lettura. Come spiegato nell’articolo precedente, l’autore è un militare che ha cominciato la pubblicazione del suo racconto zombie su di un blog intitolato Day by Day armaggedon, in cui ci raccontava di questo soldato senza nome che si ritrovava ad affrontare un’invasione zombie.

La più grande paura era che lo stile, molto stilizzato e scarno, utilizzato già nel precedente volume mi avrebbe annoiato a morte (o non-morte in questo caso). Invece la mia perseveranza mi ha premiato, inaspettatamente. È vero che il modo di scrivere di Bourne non cambia molto, anche se si nota un leggero miglioramento nell’esplicare e rendere partecipe il lettore, ma riesce a mantenere un certo livello di tensione che ti fa continuare a leggere con interesse. Nonostante avessimo lasciato il protagonista in uno stato di apparente sicurezza, avendo trovato un luogo sicuro e delle persone fidate al proprio fianco, qualcosa sconvolgerà la fragile tranquillità conquistata con molta fatica.

Oltre l’esilio (Multiplayer.it Edizioni, traduzione di Francesca Pongiglione) riprende esattamente da dove avevamo lasciato il nostro soldato, ovvero dopo un attacco alla base militare “Hotel 23”, in cui il gruppo di sopravvissuti si è rifugiato. Respinti gli invasori (uomini vivi, questa volta), i personaggi cominceranno ad avere i primi contatti con l’esercito e con quello che si proclama come unica parvenza di governo e le vicissitudini porteranno di nuovo i simpatici morti ambulanti ad essere un pericolo quotidiano, smuovendo le “acque della storia” che rischiavano di marcire all’interno del “Hotel 23” come invece è successo, a livello di trama, in una delle serie che prima seguivo con molta più attenzione. Sto parlando di The Walking Dead  dove gli ultimi sviluppi della storia sembrano non tenere più conto della minaccia zombie, facendo sparire qualsiasi sorta di tensione narrativa. Faccio questo esempio, anche se le due opere appartengono a mondi diversi, per far capire che essere rinchiusi in un gabbiotto per i telecronisti in uno stadio, armato di fucile, e aspettare giorni per uccidere pochi zombie e fuggire (nel libro) ed entrare in una prigione con un machete e una balestra facendo fuori tutti gli zombie in dieci minuti (nel telefilm), crea due diversi tipi di reazioni nel fruitore. Bourne si avvicina ad una ricerca di senso di realtà che sicuramente limita il raggio di azione, ma dà al lettore la capacità di immedesimarsi nel protagonista. Come al solito, però, nulla è perfetto.


[Seguiteci su FacebookTwitterGoogle+Issuu e Pinterest

The Walking DeadIn un modo che non sto a raccontarvi, pena la perdita totale di sorpresa, un arabo che ha abbandonato la fede viene a contatto con la gente del “Hotel 23”. Non voglio essere prevenuto, ma fra le righe si legge la bontà inesauribile del popolo americano che accoglie anche un vecchio “nemico” fra le sue generose braccia, e guarda caso è un musulmano che ha dichiarato di aver abbandonato Allah dopo ciò che ha visto. Come avevo già accennato nell’articolo precedente, c’è un filo di nazionalismo americano, che a volte mi fa storcere il naso.

Come è già successo con il primo libro, anche con il secondo, il mio giudizio rimane più che mai in sospeso, in attesa dell’ultimo tomo della trilogia e di uno sviluppo della trama in una certa direzione che viene indicata proprio nelle ultime pagine di Oltre l’esilio.

Speriamo bene.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.