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Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

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Novità del Premio Campiello 2017. Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Novità del Premio Campiello 2017. Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di GestioneLa conferenza stampa di presentazione della cinquantacinquesima edizione del Premio Campiello si è svolta anche quest’anno a Milano, nell'elegante cornice di villa Necchi Campiglio, una delle dimore storiche cittadine che fanno parte del patrimonio del FAI, il Fondo Ambiente Italiano.

Il Campiello conserva un'originalità nell'ambito dei premi letterari italiani soprattutto grazie alla sua formula unica, che lo mette al riparo dalle possibili manovre che vengono spesso attribuite, a torto o a ragione, alle case editrici quando si svolgono queste competizioni: la giuria dei letterati seleziona una cinquina di finalisti, che saranno resi noti il prossimo 26 maggio insieme al vincitore del Campiello Opera Prima, ma è poi la giuria dei lettori anonimi, leggendo e valutando i cinque romanzi nel corso dell'estate, a scegliere quello che il 9 settembre verrà incoronato vincitore assoluto, nel corso della tradizionale serata veneziana al Gran Teatro La Fenice che sarà presentata da Enrico Bertolino e Mia Ceran.

Come sempre la presentazione ufficiale, condotta dal giornalista Luca Telese, è stata un momento di piacevole confronto tra membri della giuria dei letterati e scrittori che sono stati tra i finalisti delle passate edizioni. Sono stati letti anche gli incipit di alcuni dei cinque racconti che sono stati selezionati, il 28 aprile scorso a Verona, nell'ambito del Premio Campiello Giovani, il concorso riservato ai ragazzi tra i 15 e i 22 anni, giunto alla sua ventiduesima edizione.

 

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Come Presidente della Giuria dei Letterati, che per tradizione è un appartenente al mondo della cultura ma non uno scrittore, è stata designata l'attrice Ottavia Piccolo, che ha confessato di avere con i libri un rapporto sacrale: avendo iniziato a recitare giovanissima, non ha potuto proseguire gli studi regolari oltre la terza media, e da classica autodidatta nutre per i libri un rispetto e un amore speciali, che coltiva dedicando alla lettura momenti di silenzio e concentrazione assoluta. 

Novità del Premio Campiello 2017. Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Tutto l'opposto di Roberto Vecchioni, membro della giuria già da un paio d'anni, che preferisce leggere con un sottofondo musicale scelto in base al libro del momento, anche se poi gli può capitare di modificare la musica se il testo si allontana dalle sue aspettative iniziali.

Novità del Premio Campiello 2017. Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Per Federica Manzon, finalista del premio nel 2011, uno dei punti di forza del Campiello è il corollario di manifestazioni che vengono organizzate a latere, come la tournée di incontri letterari che porta i finalisti in numerose città italiane, quest'anno pure nel Principato di Monaco, e che obbliga a incontri e confronti serrati gli esponenti di una categoria in genere piuttosto solitaria come quella degli scrittori. Philippe Daverio, un altro giurato presente già da vari anni, è noto invece per la severità dei suoi giudizi: ha dichiarato di aver apprezzato non più di tre romanzi fra le centinaia di titoli iscritti al premio per l’edizione attuale.

Novità del Premio Campiello 2017. Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Oltre alla trasferta all'estero, è stata annunciata la realizzazione di un docufilm sul premio, in collaborazione con Rai 5 che lo trasmetterà subito dopo la conclusione della manifestazione.

Al termine della presentazione abbiamo intervistato Andrea Tomat, presidente del Comitato di Gestione del Premio Campiello, che ha gentilmente risposto a qualche domanda.

 

Qual è la sua esperienza personale in questo ruolo di Presidente del Comitato di Gestione?

Diciamo che è sempre un'avventura avvincente, anche se molto impegnativa perché tutto l'iter del premio dura un anno. Ci sono più piani da mettere insieme, a partire dall'aspetto che riguarda l'organizzazione in senso stretto, le nomine, le procedure di selezione dei trecento lettori anonimi.

 

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Quali sono i criteri di scelta dei lettori anonimi?

Partiamo cercando di avere una buona rappresentazione demografica, con varietà territoriale, di genere, di età, mettendo insieme un numero più alto da cui verranno poi estratti i trecento nominativi. Ci si può anche candidare ma non è detto che si venga poi estratti. Lo sforzo è quello di dare una rappresentazione convincente del lettore medio italiano.

 

Come si sceglie il presidente della giuria?

La giuria include persone più vicine alla scrittura e alla tecnica letteraria, oltre a esperti di chiara fama, ma cerchiamo di aprirla a elementi diversi, che portino altri punti di vista. Il presidente, in particolare, proviene sempre da un settore diverso, ma deve nutrire prima di tutto una grande passione per la lettura e deve essere un non addetto ai lavori. Una personalità di questo tipo serve a mettere alla prova la giuria collaudata, magari a romperne gli schemi precostituiti. I giurati cambiano più lentamente, ma ogni cinquesei anni cerchiamo di operare degli avvicendamenti. Del resto, leggere così tanti libri è un compito impegnativo, e dopo un po' può risultare stancante.

Nel corso di alcuni incontri i giurati hanno i loro scambi di idee, in un percorso collaborativo che tende a smussare gli estremi e a trovare elementi comuni per arrivare a delle scelte equilibrate.

C'è poi la parte diffusiva. Il Campiello vuole avere una connotazione popolare, vuole essere un premio che arriva e promuove la letteratura presso tutte le classi sociali. Il tour in giro per l'Italia è senz'altro molto impegnativo, ma le persone si appassionano al contatto diretto con gli autori.

Novità del Premio Campiello 2017. Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

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Quest'anno nel tour dei finalisti è di nuovo presente una tappa all'estero, cosa che era accaduta in passato, ma non nelle ultime edizioni. Chi sceglie le innovazioni da apportare di anno in anno?

Nascono dal lavoro del Comitato di Gestione che è in effetti il motore propulsore del premio.

Questa struttura resta in carica per tre anni, ed è al suo interno che si decide di sperimentare nuove proposte, senza alterare il progetto di base del premio. C'è anche una segreteria tecnica che da anni lavora a tempo pieno per il Premio.

 

Domanda personale: lei riesce sempre a leggere i libri in concorso?

In genere cerco di leggere la cinquina finalista, anche se personalmente sono appassionato di saggistica e di romanzi storici più che di narrativa contemporanea, per cui mi è capitato di scartare qualche libro che non riusciva a interessarmi. Come tutti, leggo meno libri di quanto vorrei.

 

In questi anni il Campiello ha ricevuto pressioni per cambiare qualcosa di questa vostra formula che, grazie all'impiego dei lettori anonimi, vi mette al riparo da vere o presunte manovre delle case editrici?

No, anche perché non cambieremmo mai questa formula. Ci può essere al massimo il tentativo di inserire qualche libro nella prima selezione, ma non si va al di là di questo.

Devo dire che le stesse case editrici ritengono molto gratificante avere un autore nella cinquina, perché questa designazione ha un valore assoluto, in quanto libero da interferenze, e ciò per me è davvero molto importante.

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