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Bandiera UkDicembre, in campo economico, è forse il mese più importante dell’anno perché è quello nel quale si fa il bilancio di vendite e strategie. Grande protagonista nell’editoria dell’isola oltre la Manica è stato Jamie Oliver che, con le sue ricette, ha saputo conquistare palati e simpatie.

 

Bilancio in positivo, per lui. Purtroppo, non per molti altri. Pochi giorni prima di Natale, infatti, la Corte d’Appello ha confermato la sentenza emessa ad ottobre, nel grado di giudizio precedente, a favore della chiusura di sei biblioteche nel sobborgo di Brent (Londra). Come ricorderete, il Council aveva annunciato la decisione in aprile, sostenendo che fosse l’unica possibilità per risparmiare circa un milione di sterline l’anno e permettere una riorganizzazione (con conseguenti migliorie) delle sei biblioteche che sarebbero invece rimaste aperte. La scelta, però, non aveva convinto i residenti dell’area che si erano affidati a un gruppo di legali e avevano lanciato una raccolta fondi alla quale era seguita una campagna di sensibilizzazione promossa da scrittori quali Alan Bennett, autore di romanzi di successo quali La sovrana lettrice, e Jacqueline Wilson.

 

A causa dei tagli di bilancio del Governo, sono attualmente in corso altre campagne di sensibilizzazione (e raccolta fondi) per evitare la chiusura di biblioteche in tutto il paese. Il problema, però, riguarda numerosi aspetti. Per esempio, l’aumento dell’IVA sugli e-books, questione sollevata dal politico Tom Blenkinsop durante una seduta della Camera dei Comuni. “Secondo una legge dell’Unione Europea,” gli è stato risposto da David Gauke, “l’IVA sui libri in formato elettronico deve essere calcolata a tasso standard perché gli accordi con gli altri paesi dell’Unione non permettono al Regno Unito, o altri stati membri, di introdurre agevolazioni.” Situazione, questa, che ha creato non pochi problemi e malumori pure in Francia dove, dall’1/01/12 l’IVA è passata dal 5.5% al 7% (circa 30 centesimi su un libro il cui costo è di €20). Nicolas Sarkozy ha però deciso che l’aumento non riguarderà libri in formato elettronico e si è dichiarato disposto a pagare eventuali sanzioni.

 

Dovrebbe esistere una differenza, anche di prezzo, tra libri di formato diverso? L’aspetto interessante del problema è legato al fatto che, secondo una ricerca fatta da YouGov, i libri (in formato elettronico e non) sono fra gli articoli più comperati online. Infatti, dei circa duemila intervistati, 9 su 10 ne aveva acquistati negli ultimi sei mesi senza però scegliere un unico fornitore. James McCoy, responsabile della ricerca presso YouGov, sostiene infatti che il consumatore sceglie quasi esclusivamente  in base alle offerte migliori. Per questo, la competizione è così forte.

 

Ne sa qualcosa il gruppo HMV che, pur avendo raggiunto un fatturato di quasi dodici milioni di sterline sulla vendita di libri tramite Waterstone's, ha subito, su CD e DVD, perdite pari al 18% negli ultimi sei mesi. I profitti del gruppo sono diminuiti in modo significativo rispetto al 2010 e le perdite sono indicative anche rispetto a scelte sbagliate quali una riorganizzazione interna costata circa dieci milioni di sterline.

 

La casa editrice Simon & Schuster, invece, nutre grandi speranze nei confronti degli e-book. Tra le motivazioni c’è l’aumento del 17% nel fatturato rispetto al 2010. Il presidente Carolyn Reidy sostiene che l’editoria ‘multimediale’ abbia un “grande potenziale per il commercio internazionale” dimostrata dall’esplosione di vendite di supporti di lettura e dall’aumento di lettori che scelgono di leggere e-books. Secondo Mrs Reidy, “nel 2012 le vendite di contenuti digitali continueranno ad aumentare.”.

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