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“Non c’è tempo per il sole” di Vito Santoro

“Non c’è tempo per il sole” di Vito SantoroNon c’è tempo per il sole è un romanzo noir di Vito Santoro, pubblicato da Edizioni della Sera. È una storia complessa ma ben congegnata, in grado di coinvolgere il lettore e di trascinarlo fino in fondo al libro, dove un colpo di scena lo spiazzerà sicuramente. È un testo caratterizzato da spunti positivi e da qualche imperfezione. Ma partiamo dal principio…

La prima cosa da dire su Non c’è tempo per il sole è che, leggendolo, si ha subito la sensazione – vera, in effetti – di trovarsi di fronte a un romanzo d’esordio. Santoro, nonostante un buon modo di scrivere e un linguaggio fluido, mostra ancora qualche sbavatura, forse data dalla mancanza di esperienza. Ne è un esempio la presenza di alcune scene un po’ troppo “descritte”. In altri termini – a parere di chi scrive – sarebbe stato meglio raccontarle con azioni anziché con parole. Fortunatamente, si tratta di porzioni di testo confinate solo all’inizio del libro e non ledono affatto la fluidità dell’immaginazione data dalla lettura.

La trama, come già anticipato, è ben congegnata, così come la struttura narrativa, che mantiene alto il livello di suspense per tutto il libro. Come dev’essere, d’altronde, per un romanzo di genere. L’unica cosa da segnalare, per quanto riguarda l’intreccio narrativo, è la lentezza con cui si susseguono gli avvenimenti. Il ritmo, in altre parole, che, all’inizio e alla fine della storia è sostenuto e scorre bene, ma che forse rallenta un po’ troppo nella parte centrale. Dove le vicissitudini e le descrizioni appesantiscono leggermente la lettura.

Ottima la costruzione dei personaggi e dei loro background, caratterizzati e pensati in linea con le atmosfere noir del romanzo. Buona anche la costruzione della trama che non presenta vuoti narrativi. Forse non esposte alla perfezione, tuttavia, sono le motivazioni che spingono il protagonista a compiere determinate scelte.

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“Non c’è tempo per il sole” di Vito SantoroInfine, passando alla storia,Non c’è tempo per il sole racconta della scomparsa di Devis Coronè, ultimogenito di un’importante famiglia italiana. Un giorno, il capofamiglia Enzo Coronè, ricco industriale, riceve una lettera dal figlio, dove questi annuncia la sua prossima morte e dice di trovarsi rinchiuso in una prigione in Brasile. L’uomo decide di mettersi sulle tracce del figlio affidandosi all’avvocato romano Meterio, il quale si mette in contatto con il protagonista del romanzo, Federico, un sicario di professione.

Federico parte per Santa Teresa, la cittadina brasiliana in cui dovrebbe trovarsi Devis. Assume l’identità di Ugo Boris, un giornalista freelance con l’incarico di realizzare un reportage sugli italiani in Brasile. Non appena arrivato, si imbatte il comandante della polizia Olam, con cui giocherà a rimpiattino per tutta la durata del romanzo. Incontrerà Radomir Celeo, ricercatore di San Pietroburgo, arrivato lì per eseguire una ricerca sulle api. Conoscerà Horacio Emeres, un giornalista della gazzetta locale, il contadino Nicolas Meandro, Sigal, un ragazzo tuttofare, un trafficante d’armi che fa il macellaio e tanti altri. Finché non troverà una traccia giusta che potrebbe condurlo verso Devis Coronè...

Non c'è tempo per il sole, in conclusione, è un buon romanzo. Pecca certamente della poca esperienza dell’autore ma, allo stesso tempo, rappresenta un ottimo esordio per Vito Santoro, che ha dimostrato di sapersi districare bene con le parole e con la trama. Ha saputo caratterizzare a dovere i personaggi e i loro trascorsi e ha articolato bene i dialoghi e la struttura narrativa. 

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