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Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago: così si cresceva negli anni Ottanta

Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago: così si cresceva negli anni OttantaCon Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago (Intermezzi, 2016) Andrea Malabaila, eclettico autore ed editore torinese, fondatore delle Edizioni Las Vegas, ci regala un delizioso racconto lungo che ha per protagonisti Filippo, Jabbar (in omaggio a un celebre giocatore di basket) e Panino (che veste come un “paninaro”, altro riferimento trasparente agli anni Ottanta), ragazzini nella Torino del 1986, quando il mondo occidentale è ancora occupato a parteggiare per gli Stati Uniti o l’Unione Sovietica negli ultimi sussulti della cosiddetta “guerra fredda”.

Agli occhi dei giovanissimi protagonisti, che frequentano la scuola media in un quartiere popolare, e sono spesso impegnati a difendersi dalle angherie di una banda di bulli strafottenti, gli Stati Uniti sono quelli “buoni”, perché hanno la Disney, il fast-food e film come Ghostbusters o Ritorno al futuro, mentre i russi sono i “cattivi”, personificati dal truce Ivan Drago che combatte contro Rocky nel quarto episodio della celebre saga interpretata da Sylvester Stallone.

Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago: così si cresceva negli anni Ottanta

Cosa accade dunque nel 1986? Poco dopo la tragedia del Challenger, la navetta spaziale esplosa subito dopo il decollo (naturalmente per un sabotaggio russo, secondo il nonno di Panino, fieramente antisovietico), è atteso il passaggio della celebre cometa di Halley, visibile dalla Terra soltanto ogni settantasei anni, un evento che tutti attendono con curiosità: solo in pochi, però, sanno che il momento del suo passaggio potrebbe comportare anche qualcosa di ben più grave, e che Filippo, Jabbar e Panino potrebbero essere chiamati a salvare l’umanità da un immane disastro.

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Intermezzi è una piccola e dinamica casa editrice, che pubblica narrativa sia in cartaceo che in ebook. In particolare, ha creato la collana Ottantamila, in cui pubblica in ebook testi di narrativa breve, appunto con il limite massimo di ottantamila battute, che corrispondono a un racconto lungo o romanzo breve, categoria in cui rientra anche Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago, una storia lieve e spassosa che si legge nello spazio di una sera, o di un viaggio.

Il mondo descritto da Malabaila (che è nato nel 1977), senza dubbio filtrato dalla nostalgia di chi era effettivamente ragazzino in quegli anni, appare ai lettori di oggi più remoto di quanto si possa pensare, perché i trent’anni trascorsi dall’ultimo passaggio della cometa di Halley sono stati fitti di mutamenti in tutti i settori. La cruciale importanza che un telefono a gettoni assume nel corso della vicenda potrà forse far sorridere i tredicenni di oggi, nati e cresciuti tra computer e cellulari.

Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago: così si cresceva negli anni Ottanta

Per chi non l’ha vissuta, e sta crescendo in un mondo che cambia sempre più in fretta, tra guerre sparse e alleanze che si formano e si sciolgono nel giro di poco tempo, potrà non essere semplice comprendere la rigidità della situazione geopolitica del mondo occidentale, diviso in due blocchi statici e contrapposti, che pure ha dominato buona parte del ventesimo secolo. Eppure, nel 1986, era assolutamente impossibile prevedere che la caduta del muro di Berlino, con la successiva e rapida dissoluzione dell’impero sovietico, avvenuta appena tre anni dopo, avrebbe segnato non “la fine della storia”, ma l’inizio di una nuova era, decisamente tormentata e di cui non conosciamo i possibili sviluppi.

È comunque possibile lasciarsi catturare dalla piacevole storia di Malabaila, che non mancherà di risvegliare le nostalgie di chi ricorda l’evento epocale della cometa di Halley, di chi è cresciuto nei sempre un po’ bistrattati anni Ottanta, e soprattutto di chi allora aveva l’età dei simpatici protagonisti di Noi che salvammo il mondo da Ivan Drago.

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