Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

“Nero a Milano”, una nuova indagine per la coppia investigativa di Romano De Marco

“Nero a Milano”, una nuova indagine per la coppia investigativa di Romano De MarcoCon Nero a Milano (Piemme, 2019) Romano De Marco torna a raccontarci per la terza volta le vicende della coppia investigativa milanese formata dal commissario Luca Betti e dall'ex poliziotto Marco Tanzi, riciclatosi dopo alterne vicende in investigatore privato di successo, già protagonisti di Io la troverò (Feltrinelli, 2014) e Città di polvere (Feltrinelli, 2015).

Entrambi si trovano ad affrontare vicende che li coinvolgono profondamente a livello personale: Luca Betti deve riallacciare un difficile rapporto con l'unica figlia dopo la separazione dalla moglie, mentre Marco Tanzi deve aiutare una donna, da cui si sente molto attratto, a ritrovare un figlio problematico fuggito di casa. Il tutto avviene in una Milano contemporanea descritta con molta precisione, mentre altre storie s’intrecciano a quelle dei due protagonisti.

De Marco, abruzzese che si divide per lavoro tra l'Abruzzo e Modena, nutre da sempre un interesse particolare per Milano, che ama raccontare nei suoi romanzi, come ci ha confidato anche nel corso dell'incontro in cui ha presentato ai blogger quest'ultimo romanzo.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Perché ha scelto Milano?

Cinque dei miei nove romanzi sono ambientati a Milano, perché è il luogo più adattoper un certo tipo di storie criminali . Il noir italiano nasce a Milano con Scerbanenco e altri autori, perché questa è la nostra maggiorre realtà metropolitana.

Ambientare una storia noir a Roma è faticoso e complicato. Roma ha talmente tanti problemi, disastri e cose che non vanno, e al tempo stesso tanta bellezza, mentre Milano è una città efficiente, uno sfondo perfetto per una criminalità meno appareriscente di quella di Gomorra: ci sono comunque omicidi, la droga, le trame politiche ed economiche. Ci sono le bande di criminalità internazionali, anche se non si vedono: la mafia cinese, quella russa, le gang sudamericane...

A Milano non si spara per strada come a Napoli, ci si ammazza con educazione.

Ogni tanto mi forzo a trovare altre location, ma poi torno qui. Io non sono di Milano e all'inizio avevo molta soggezione a sceglierla come sfondo, perché ci sono già tanti scrittori milanesi che lo fanno: io vengo, guardo e poi racconto quello che mi colpisce, da spettatore esterno e con molto rispetto.

“Nero a Milano”, una nuova indagine per la coppia investigativa di Romano De Marco

È un luogo a ispirare una storia o il contrario?

Spesso scelgo i posti in base alle scene che vi devo ambientare, oppure inserisco quelli che mi colpiscono, come per esempio quando parlo del pranzo per i clochard che viene allestito periodicamente in piazza Affari. Mi piaceva quel contrasto tra la miseria e il luogo della finanza, ma anche l'ordine con cui tutto viene gestito. Una cosa così funziona solo a Milano, città efficiente anche nel volontariato.

Ho raccontato delle storie vere perché mi sono documentato con una giornalista delle Edizioni San Paolo, Agnese Pelligrini, che da tanti anni segue il mondo dei clochard. Non volevo scrivere stupidaggini su un argomento fin troppo serio.

 

Si parla tanto di un nuovo modo di scrivere e di raccontare ispirato alle serie televisive, con trame complesse ma molto agili, e ci si chiede quanto possano influenzare la scrittura dei romanzi di genere. Lei sembria già molto avanti in questo senso.

Il mio primo romanzo è del 2009 e le serie tv avevano già preso il sopravvento. Tutte le generazioni di scrittori vengono influenzate da ciò che è venuto prima: quelli delle serie tv di oggi, che si evolvono da una puntata all'altra a differenza di quelle passate che non seguivano un percorso, sono stati tutti lettori dei fumetti Marvel, i generatori di questo tipo di linguaggio. Anche i fumetti prima erano statici, almeno fino alla nascita di Spiderman che ha dato origine all'eroe che cambia e si trasforma, a personaggi che nascono e muoiono.

“Nero a Milano”, una nuova indagine per la coppia investigativa di Romano De Marco

Arriva da lì anche l'idea dell'eroe per cui la giustizia non fa il paio con la legge, che poi è il tipo di eroe che oggi piace di più?

In realtà credo che l'idea dell'antieroe sia nata molto tempo fa. Nel 1929 uscì il primo capitolo del Falcone Maltese di Hammett: l'hard boiled ha cambiato le carte in tavola. Era un'alternativa al giallo classico, con i personaggi sempre uguali: Miss Marple o Poirot non cambiano da un romanzo all'altro. Come Marlowe, Marco Tanzi è un ex carcerato passato alla giustizia, per cui non inventiamo niente: Marcello Fois sostiene che non esistono storie mai raccontate.

 

Come sceglie le storie da raccontare? Si fa coinvolgere da fatti reali o inventa tutto di sana pianta?

Non m'ispiro mai direttamente a fatti di cronaca. Di solito parto da una suggestione narrativa, un tema che voglio trattare: in Io la troverò volevo parlare di paternità e ho creato un padre a cui viene rapita una figlia che non vede da dieci anni. Attorno al tema costruisco poi la trama.

Questa volta volevo parlare del disagio psichico di un ragazzo, un tema a me caro perchè ho un figlio che è come il personaggio che scappa di casa nel romanzo, ha lo stesso tipo di problemi che sono poco conosciuti e non molto diffusi.

Qualcuno mi ha detto che da questo romanzo ne avrei potuti ricavare tre, perché ci sono due storie parallele e varie sottotrame. Si parla anche di pedofilia: ho dedicato il romanzo ad Andrea Pinketts recentemente scomparso e a Fortuna Loffredo, una bambina che alcuni anni fa è stata buttata giù da un terrazzo a soli sei anni, ed era abusata da varie persone. Scrivendo ho esorcizzato in qualche modo questo fatto che mi aveva sconvolto.

Io non devo raccontare la realtà ma una storia di intrattenimento, però la mia generazione di narratori cerca di inserire sempre la realtà nei romanzi.

 

In base a che cosa iniziando un nuovo romanzo sceglie se continuare il filone seriale, come in questo caso, oppure inventare una storia completamente diversa?

La mia serialità non obbliga il lettore a leggere tutti i volumi. Non ho così tanti lettori come altri autori, tipo Manzini che può permettersi di chiudere un romanzo con un omicidio, sapendo che entro sei mesi arriverà il seguito a sviluppare la storia. La mia è una serialità verticale: mi piace riprendere personaggi dalle storie passate. A seconda della trama posso andare a ripescarne alcuni e inserirli. Se potessi scriverei solo di questi personaggi, ma penso anche a non annoiare i lettori, perciò il mio prossimo romanzo sarà ambientato in Toscana.

“Nero a Milano”, una nuova indagine per la coppia investigativa di Romano De Marco

Che lavoro fa per costruire i personaggi?

In questo caso è molto facile: Marco e Luca sono due cinquantenni come me. Luca è proprio speculare a me, agisce come farei io, mentre Marco è una proiezione al contrario, un personaggio più estremo che potrebbe essere la parte oscura di Luca.

Sono uniti dal fatto che pensano sempre ad andare avanti, nonostante tutto, e nonostante una visione dolorosa della vita. Cercano di fare la cosa giusta indagando.

 

Non è stato un problema raccontare una storia intima, che riguarda suo figlio?

Non ho certi tabù e mi è capitato di parlare di mio figlio in varie interviste. Penso a chi vive situazioni di questo tipo con disperazione, e magari parlarne può aiutarle a sentirsi meno soli.

Il personaggio del libro rifiuta il concetto di normalità perché vive diversamente le proprie percezioni della realtà. È lo stesso disturbo comportamentale che ha mio figlio, anche se lui ha seguito un percorso completamente diverso da quello del personaggio.

La famiglia del romanzo non riescead affrontare la malattia, soprattutto il padre.

Anni fa era stata la giornalista Annarita Briganti a suggerirmi di raccontare la storia di mio figlio, ma allora le avevo risposto che io volevo scrivere solo gialli. A distanza di tempo sono arrivato a inserire questo tema in una trama gialla.

 

Le piace il contatto virtuale con i lettori?

Uso più che altro Facebook che ormai è considerato il social dei vecchi e lo uso molto per dialogare con i miei lettori. Mi piace moltissimo quando chi mi segue magari poi riesce a venire alle presentazioni e incontrarmi di persona. Rispondo a tutti perché lo ritengo un dovere nei confronti di chi ha impegnato del tempo per leggermi.

 

Nel libro ci sono due indagini parallele. Aveva già tutto ben chiaro in mente quando ha iniziato a scrivere o no?

Parto sempre da un'idea della storia e da come andrà a finire, perché il finale è fondamentale in un thriller. Ho letto troppi romanzi americani che mi hanno deluso proprio nel finale.

Qui avevo in mente una serie di temi e personaggi, ma non è stato facilissimo collegarli tutti fra loro. Mi faccio delle scalette, comunque.

 

Un altro tema è quello della malattia e del rifiuto delle cure. Secondo lei è giusto smettere di curarsi?

Ho presente casi di persone conosciute che hanno rifiutato le cure e penso che ognuno abbia il diritto di scegliere come vuole morire e che bisogna rispettare le scelte degli altri. Personalmente sono favorevole all'eutanasia.

 

Qual è il libro che sente più suo e la rappresenta di più?

Direi i romanzi di questa serie milanese.

 

La scrittura è eterna? Cosa pensa del fatto che oggi si pubblica più di quanto si legga?

Che è una follia, in un paese dove si legge sempre meno. La scrittura dei classici è eterna, ma questa nostra non rimarrà più di tanto, se non come puro intrattenimento. Noi leggiamo ancora Agatha Christie anche se oggi nessuno scriverebbe un romanzo come li ha scritti lei. Edipo Re non passerà mai di moda, il giallo cambierà nel tempo.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Ha mai pensato di scrivere qualcosa d'altro genere?

Penso di non esserne in grado. Se togliessi dalla scrittura la tensione imposta dalla narrazione thriller non credo che riuscirei a scrivere un romanzo. Ho scritto dei racconti di altro genere, ma mai un romanzo, e ho anche rifiutato di scrivere un giallo per ragazzi.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

Per la prima foto, copyright: AC Almelor su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.