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Nella mente di un rapitore. “Molto a sud di Stoccolma” di Alessio Schiavo

Nella mente di un rapitore. “Molto a sud di Stoccolma” di Alessio SchiavoMolto a sud di Stoccolma (Fernandel, 2020) è l’interessante romanzo di esordio di Alessio Schiavo, piemontese, classe 1980, che lavora all’Università del Piemonte Orientale dove si è laureato in economia. Si tratta di un noir che ci racconta di un rapimento: una ragazza adolescente viene rapita mentre sta tornando a casa dopo la scuola, nel breve tragitto che separa la sua abitazione dalla stazione ferroviaria. Come tanti studenti che vivono in piccoli centri, deve prendere il treno ogni giorno per raggiungere la scuola superiore in una città più grande, ed è durante questo tragitto quotidiano, percorso insieme ad altri compagni di studi, che è stata notata dal suo rapitore.

La ragazza è stata aggredita, stordita con un potente narcotico e rinchiusa in una stanza adattata per fungere da temporanea prigione: è un locale senza finestre, ma con un bagno adiacente, arredato in modo spartano ma con tutto il necessario alla sopravvivenza e chiuso da una porta fornita di due feritoie, attraverso le quali far passare il cibo, i rifiuti e i messaggi scritti che costituiscono l’unica forma di comunicazione tra il carceriere e la sua vittima.

 

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Ma perché il carceriere ha rapito questa ragazza, che non appartiene a una famiglia particolarmente abbiente, non in grado quindi di pagare per lei un ingente riscatto? Il movente economico viene subito escluso, ma anche quello sessuale, dal momento che tra il rapitore e la ragazza non avviene alcuna forma di contatto fisico.

Lo scopo del rapimento ci viene svelato, pagina dopo pagina, dalle note che il rapitore fa pervenire alla ragazza quando le consegna i pasti: la sua intenzione sembra essere quella di fornirle un’educazione particolare, facendole ascoltare della musica, mostrandole dei film su uno schermo collocato nel locale e consegnandole dei libri da leggere, che la ragazza dovrebbe poi commentare per lui per fargli comprendere quanto abbia recepito di ciò che le viene proposto.

Nella mente di un rapitore. “Molto a sud di Stoccolma” di Alessio Schiavo

Il libro è quindi composto esclusivamente da tutti i messaggi che il rapitore invia alla ragazza, di cui conosciamo i comportamenti e le reazioni solo attraverso ciò che è lui a raccontare al lettore, ma questo è sufficiente a far comprendere che oltre a essere collocato geograficamente “molto a sud di Stoccolma” siamo anche molto lontani da ciò che viene comunemente definito “sindrome di Stoccolma”, vale a dire un certo tipo di attaccamento che nasce tra una persona rapita e il suo rapitore. Per quanto giovane e inesperta, infatti, la ragazza si sottrae a questo rischio e impara giorno per giorno a reagire alle imposizioni del rapitore, scombinando le carte sul tavolo della rischiosa partita che lui la sta obbligando a giocare e conducendo la storia ad un finale del tutto sorprendente.

Nella mente di un rapitore. “Molto a sud di Stoccolma” di Alessio Schiavo

Molto a sud di Stoccolma è un romanzo che convince fin dalle prime righe. Scritto in uno stile asciutto e con un ritmo molto teso, immerge subito il lettore da un lato nell’atmosfera claustrofobica della stanza in cui la ragazza è tenuta prigioniera, dall’altro nei meandri della mente malata del rapitore, che emana senza dubbio un suo fascino particolare. Incuriosiscono molto, ad esempio, i suoi gusti letterari, cinematografici e musicali, e le motivazioni in base a cui sceglie ciò che vuole mostrare o far leggere alla sua vittima. Si può persino dire che, in questo caso, la sindrome di Stoccolma si sviluppi al contrario, anche perché il rapitore conosce bene la ragazza, avendola osservata a lungo prima di decidere di rapirla, mentre lei non ha la minima idea di chi sia stato a sottrarla alla sua famiglia e alla tranquilla vita precedente.

 

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Siamo quindi in presenza di un esordio molto promettente, perché Molto a sud di Stoccolma è davvero un romanzo che si legge tutto d’un fiato, nel desiderio di conoscere presto gli sviluppi una storia così particolare.


Per la prima foto, copyright: Hailey Kean su Unsplash.

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