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Nel cuore di una famiglia. “I colori dell’incendio” di Pierre Lemaitre

Nel cuore di una famiglia. “I colori dell’incendio” di Pierre LemaitreI colori dell’incendio è l’ultimo libro scritto dal francese Pierre Lemaitre, edito in Italia da Mondadori con la traduzione curata da Elena Cappellini. Scrittore che tendenzialmente spazia tra il noir e lo storico, in questo libro ha saputo abilmente incastrare l’autenticità dello scenario storico di un’Europa alle porte della seconda guerra mondiale con le vicissitudini della famiglia Péricourt, attorno alla quale ruota tutta la narrazione.

Giochi di potere, intrighi, passioni e corruzione: parole efficaci sia per descrivere un’inconsapevole Francia sull’orlo di una delle più disastrose crisi economiche e politiche, ma sufficienti anche per delineare quanto sta per accadere alla famiglia Péricourt dopo la morte del suo più nobile esponente, Marcel, a discapito della figlia Madeleine che, oltre a dover sopportare lo strazio della morte del padre, vede precipitare dall’ultimo piano del palazzo in cui da anni vivono suo figlio Paul.

Prima dell’incidente, nonché della morte del padre, Madeleine promette di essere un personaggio quasi del tutto statico, non capace di essere totalmente indipendente. Dopo il divorzio dal primo marito, tenta di colmare la sua solitudine con l’aspirante giornalista e scrittore André Delcourt, il quale diviene, seppur per poco tempo, l’educatore di Paul. La storia è tenuta segreta a tutti, a maggior ragione perché André appartiene a una classe sociale ben inferiore a quella della sua amante. Dopo l’incidente il fuoco tra i due tenderà a dissolversi, pur rimanendo legati fino all’ultima pagina.

 

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Nello stesso tempo Madeleine rifiuta il matrimonio con Gustave Joubert, il procuratore della banca Péricourt. Apparentemente non ferito dalla scelta della donna, continua a stare vicino alla famiglia anche alla morte di Marcel, quando il fratello di quest’ultimo, Charles, tenta più volte di arraffarsi soldi con il consenso della nipote che, se in un primo momento sembra reggergli il gioco, in seguito decide con fermezza di tagliare i ponti con quella parte della famiglia.

Nel cuore di una famiglia. “I colori dell’incendio” di Pierre Lemaitre

In effetti Charles è il ritratto perfetto del classico politico corrotto, grazie al quale Pierre Lemaitre offre uno spaccato della classe dirigente francese tra le due guerre mondiali. I favoritismi, il tentativo di mettere a tacere ogni forma di scandalo sul proprio conto e l’utilizzo di denaro per favorire la rielezione sono operazioni illecite non sconosciute al fratello di Marcel. Inoltre, preoccupato anche per le figlie, cerca in tutti i modi di trovare loro un buon partito, anche se arriverà alla conclusione che saranno destinate a rimanere da sole. Lo scrittore però si spinge oltre, utilizzando quasi un’ironia sopraffina e amara fa sapere che proprio lui, Charles, guiderà un organo politico che dovrà occuparsi di vigilare sull’evasione fiscale, facendo emergere in chiusura del libro il lato più umano di questo uomo apparentemente compromesso fino al midollo, perderà il vizio il nostro lupo?

Madeleine non ha pace, Paul è ridotto su una sedia a rotelle e passa la maggior parte del suo tempo tra lacrime e silenzi, ma una nuova disgrazia è dietro l’angolo. Con uno stratagemma Gustave riesce a strappare alla donna tutte le azioni della banca Pericourt, togliendole anche quella che pensava fosse la sua amica più fidata, Leonce. Ridotta a vivere come una borghese, decide di non vedere più André dopo che, durante un incontro nel suo nuovo modesto appartamento, Paul alla vista di quello rivive momenti angoscianti e di terrore, come se l’aspirante giornalista fosse stato causa dei suoi mali.

 

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In effetti, quando Paul si riprende, fa alla madre una terribile confessione che fa scattare in lei lo stesso spirito revanscista senza eguali. Madeleine e Paul non solo rivestono il ruolo di madre e figlio, sul piano narrativo sono accomunati da un passaggio graduale dall’essere personaggi statici a diventare veri e propri personaggi dinamici, la prima ricercando una propria vendetta personale, il secondo cercando di dimenticare il passato.

Madeleine inizia a escogitare un piano per incastrare tutti, servendosi abilmente proprio di chi l’ha tradita e facendosi aiutare da Dupré, un operaio di cui poi diventerà l’amante. Lasciando al lettore il gusto di scoprire gli stratagemmi adottati dalla donna, va segnalato però come, grazie all’espediente letterario della vendetta della donna ferita, Lemaitre filtri tanta storia francese, non molto conosciuta ma che meglio evidenzia la fase di stallo in cui versa la Francia poco prima di essere invasa dai nazisti: la stampa volutamente manovrata, la nascita di movimenti politici simpatizzanti per le ideologie totalitarie e l’azione silente dello spionaggio e del controspionaggio.

Nel cuore di una famiglia. “I colori dell’incendio” di Pierre Lemaitre

Assistiamo altresì alla rinascita di Paul, che trova la soluzione alle sue sofferenze nella musica, in particolare seguendo le opere di Solange Gallinato. Cantante dalla personalità complessa, ha il compito non solo di far rinvenire nel ragazzo emozioni e sensazioni ormai dimenticate, grazie a una voce brillante e armoniosa così carica di pàthos, ma grazie anche alla fitta corrispondenza tra loro due, assistiamo al progressivo annullamento delle libertà culturali in Europa per opera dei regimi, con un’attenzione maggiore agli episodi di propaganda nazista che toccano in primis la cantante stessa e che colpiscono Paul durante un suo viaggio a Berlino.

 

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Complessivamente si può dire che leggendo questo libro si ha come la sensazione di avere i piedi in due realtà, non divise ma conviventi all’interno di queste pagine. Merito di una tecnica narrativa cinematografica che incastra come diapositive della stessa pellicola diversi eventi, storici o narrativi. Alla luce di quanto accade tra le pagine risulta lampante il significato della citazione con cui si apre il libro A ben vedere, non esistono né buoni né cattivi, né onesti né impostori, né agnelli né lupi: esistono soltanto puniti e impuniti» (Jacob Wassermann). E forse proprio questa divisione dei personaggi non così sempre netta tra buoni e cattivi è ancora una volta una scelta dello scrittore stesso che testimonia come, una delle concause della morte di migliaia di persone, sia stata una generale crisi delle certezze e dei valori a un tratto soppressi dalla logica del guadagno o dall’efferata ferocia di chi voleva conquistare l’Europa: dall’umanità a bellum omnium contra omnes, un incendio dai mille colori che non risparmia nessuno.



Per la prima foto, copyright: Alex Lopez.

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