Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Nel cuore dei giovanissimi con Alessio Forgione

Nel cuore dei giovanissimi con Alessio ForgioneDopo l’esordio di successo di Napoli mon amour, Alessio Forgione torna in libreria con Giovanissimi, confermando NN Editore per la pubblicazione. Marocco, all’anagrafe Marco, è un ragazzino come molti, scostante a scuola, con qualche vizio e una situazione familiare complessa. Fa infatti i conti da sempre con l’assenza di sua madre e vive con il padre attraverso non detti ma sguardi in grado di dire più di mille parole.

Con Alessio Forgione abbiamo avuto il piacere di chiacchierare a proposito di Giovanissimi, del mondo dei ragazzini, ma anche di solitudine, di Napoli e di progetti futuri.

 

La prima cosa che vorrei chiederle riguarda la scelta di rendere protagonista un ragazzino. Le va di spiegarci come mai hai scelto proprio Marco?

Certo. Mi piacciono moltissimo le storie che trattano l’adolescenza. È una fase della vita che, con la sua irruenza e l’irrazionalità che la contraddistingue, mi affascina molto. Mi affascina molto che per un adolescente, spesso, un problema piccolo è tutto fuorché piccolo, ma mostruoso, gigante e insormontabile. E poi Napoli mon amour parlava di un trentenne di oggi, contemporaneo, e volevo spiegarmi cosa c’è stato prima e com’è che siamo diventati le persone che siamo. Una sorta di possibile ricostruzione. Tant’è che Giovanissimi parla di persone che sono state degli adolescenti negli anni Novanta.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Uno dei temi portanti di Giovanissimi è il rapporto con i genitori. Qui, anche se conflittuale, emerge una grande consapevolezza della solitudine dei padri oltre che dei figli. Quella di Marco è una consapevolezza innata o il risultato della storia della sua famiglia? È tutto da attribuire all’abbandono da parte di sua madre o Marco è un ragazzo più maturo degli altri?

Chi più chi meno, vuoi per un motivo o per un altro, siamo tutti soli, tanto i padri quanto i figli. Marco, che preferisco chiamare Marocco, come lo chiamano i suoi amici, non è un ragazzino più maturo degli altri – e, in tutta sincerità, non ho mai ritenuto la fantomatica “maturità” un pregio. Certamente è un ragazzo sensibile, curioso, in cerca di se stesso. Di certo l’abbandono della madre ha ferito sia lui che il padre – ferita di cui non parlano. E hanno un rapporto, loro due, che si evolve di pagina in pagina, partendo da una certa durezza per poi ammorbidirsi, aumentando la dose di complicità. Nonostante questo, si vogliono bene e non riescono a dirselo. Forse questa è la conseguenza dell’abbandono: una certa austerità affettiva che, almeno in Marocco, viene sconfitta dall’arrivo di Serena, la ragazza che gli fa scoprire l’amore.

Nel cuore dei giovanissimi con Alessio Forgione

Come in Napoli mon amour, anche in questo romanzo la città di Napoli fa da sfondo silenzioso e presente alle vicende, ma non sembra così conflittuale, nonostante gli eventi spesso tremendi a cui assistiamo. Ce ne parlerebbe?

Non ritengo Napoli uno sfondo delle mie storie. Anzi, reputo Napoli un personaggio. Forse non il più importante ma di certo uno di quelli fondamentali. Tanto Amoresano, protagonista di Napoli mon amour, quanto Marocco si confrontano con l’ambiente che li circonda e Amoresano è circondato da tutta la città, con la quale litiga in continuazione, mentre Marocco dal solo quartiere, che accetta e non capisce ed è tutto il suo orizzonte. I miei ragionamenti e quelli dei miei personaggi su Napoli li metto tra le righe di quanto scrivo. Non devono essere manifesti. Perché scrivo romanzi, non saggi. E perché chi ragiona su Napoli ad alta voce, nove volte su dieci, sta speculando e, dieci volte su dieci, è un romanziere inelegante.

 

Cosa ci dice rispetto allo scottante tema della criminalità giovanile? Una passione, come può essere il calcio, secondo lei è in grado di preservare i più giovani?

Non ho un’opinione riguardo la criminalità giovanile. È un fenomeno complesso, che non credo d’aver investigato, proprio per non fare qualcosa d’improprio, quanto piuttosto d’averlo utilizzato per raccontare l’insensatezza della giovinezza. Quel furore che ci prende e che ci fa scagliare le cose per terra. Furore che spesso ricorre lungo tutte le nostre vite.

Lo sport di certo può essere aggregazione e salvezza, ma lo sport non è un tema di Giovanissimi così come la rivolta dei mercenari contro Cartagine non è un tema di Salambò, di Flaubert. Marocco gioca a calcio, ma è più un passatempo che altro. Non ci comunica mai la sua passione per lo sport, a differenza dei fenomeni paranormali, di cui è lettore vorace e che lo spingono a interrogarsi e sognare.

Nel cuore dei giovanissimi con Alessio Forgione

Amore e amicizia tornano ciclicamente tra le sue pagine ma emerge sempre un senso di solitudine dai suoi personaggi. Come mai?

Amore e amicizia sono degli antidoti alla solitudine. Solo che, proprio per logica, siamo soli solo quando siamo tra gli altri, cioè quando non siamo soli. La moltitudine e l’altro acuiscono la nostra solitudine, perché esistiamo e la nostra identità esiste solo in rapporto e negli occhi dell’altro, ed esistendo ci affidiamo all’altro, generando un pericolo e allora m’interessa stabile, se possibile, i confini dei sentimenti, ovvero quando ti arricchiscono e quando poi, in un attimo, si trasformano e finiscono per farci del male.

Perché ogni cuore infranto è stato preceduto da una storia d’amore. Perché ogni amicizia scoppiata è stata prima, un tempo, da qualche parte, una vera e propria amicizia.

Scrivo di cose che non capisco. Per investigarle e nel tentativo di capirle un po’ di più.

 

Quanto di sé e della sua vita c’è in questo libro?

Impossibile saperlo. La vita reale e le cose di cui uno scrive finiscono sempre per mischiarsi, al punto che ci si confonde irrimediabilmente. Siccome non so, a questa domanda rispondo sempre con la stessa risposta, un po’ scherzosa e un po’ seria. Il 73%.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Che progetti ha? Vive ancora a Londra? Pensa di tornare in Italia?

Non ho alcun reale progetto, finalmente, ma solo idee molto vaghe.

Al momento sono in Italia e l’unica cosa che mi manca di Londra sono i miei amici. E vorrei fare con Giovanissimi quello che non sono riuscito a fare con Napoli mon amour, ovvero presentarlo ovunque mi chiederanno di farlo. Poi andare al mare e poi ricominciare a scrivere. Qualcosa del genere, ecco.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

Per la prima foto, copyright: Warren Wong su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.