Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

“Necrologhi. Pamphlet sull'arte di consumare” di Maria Nadotti

“Necrologhi. Pamphlet sull'arte di consumare” di Maria NadottiNecrologhi. Pamphlet sull'arte di consumare è un «racconto satirico dell'Italia contemporanea»: così lo definisce l'autrice Maria Nadotti, che ha dissezionato alcune pubblicità cartacee apparse nel nostro Paese per creare un percorso di lettura consapevole e attiva. Nel libro pubblicato da Il Saggiatore lo scorso ottobre, la giornalista torinese spinge infatti il lettore a sviluppare una propria opinione su manifesti, immagini, parole utilizzati dai creativi del marketing.

Ci sono addirittura due interi capitoli “muti”, in cui Maria Nadotti lascia tutto lo spazio alle riproduzioni delle pubblicità esaminate, dopo averci consegnato il suo filo conduttore, invitandoci a trovare il nostro. Necrologhi è un titolo che vuole riassumere la logica del mercato: «consumare per vivere in eterno», liberandosi dai corpi reali. La pubblicità fornisce spesso ideali estetici innaturali e li colloca in scene di violenza e sopraffazione: immagini che celebrano una carneficina, marchi commerciali che annunciano la scomparsa della distinzione tra realtà e immaginazione.

Dunque la pubblicità può «modellare la società»? Sì e no, secondo Nadotti. È una forma di comunicazione mutevole e instabile, perché deve adattarsi all'umore del pubblico, assecondando il «livello di coscienza di sé» dei potenziali consumatori nell'istante esatto in cui lo raggiungono. La realtà viene perciò usata senza essere trasformata: è un intervento di facciata, un lifting sul presente che non incide in profondità. La pubblicità potrebbe plasmare l'opinione della società, se non fosse così impegnata a scoprire chi siamo e chi vorremmo diventare: un monitoraggio costante ben esemplificato dalle inserzioni online, che seguono o anticipano le nostre richieste sui motori di ricerca.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

“Necrologhi. Pamphlet sull'arte di consumare” di Maria NadottiIl problema perciò non è nel mezzo di persuasione, che dovrebbe essere valutato solo nella sua efficacia economica, ma nel ruolo che si decide di assumere nel sistema: i simboli utilizzati dalla pubblicità sono «gusci cavi» riempiti dalla mentalità e dai desideri di chi guarda. Le reazioni di protesta a campagne giudicate inopportune, offensive, amorali, spesso sono più fastidiose, insensibili e dannose delle pubblicità stesse: perché aumentano la visibilità delle immagini che si vorrebbero censurare, e perché non riconoscono di essere parte dell'ingranaggio che combattono. L'ambiguità nella percezione degli annunci pubblicitari si esplicita nella centralità del corpo femminile, più o meno vestito, in qualsiasi informazione di propaganda. Per l'immaginario occidentale, sostiene Maria Nadotti in Necrologhi, una donna nuda rappresenta il desiderio e la sua insaziabilità: non soddisfa pertanto solo il gusto voyeuristico degli uomini, ma si rivolge soprattutto alle donne, catturandole in una «sorta di loop narcisistico» per mostrare loro ciò che vorrebbero essere.

La figura femminile è il pretesto su cui innestare l'analisi tecnica della pubblicità: essendo l'elemento strutturale più pervasivo, viene sfruttato in tutta la sua carica metaforica in qualsiasi ambito. Che sia la promozione di un evento culturale, di una causa non profit o di una battaglia politica, la donna viene smembrata e ristretta in un unico aspetto della sua natura: il sesso, la maternità, la vecchiaia. Se la conoscenza e le ideologie vengono trattate come beni di consumo, non stupisce che le loro pubblicità cavalchino gli stereotipi di genere: anche quando sembrano proporre una narrazione progressista, non rompono gli schemi culturali consolidati e non migliorano né il rapporto con sé stessi né quello con gli altri.

La pubblicità racconta «il non amore per quel che effettivamente siamo e una furibonda invidia socialepronta a trasformarsi in depressione, amarezza, impotenza e rancore»: la crisi personale e mondiale viene fotografata con un filtro che ci illude di aver scelto l'infelicità e l'impoverimento. Gli slogan e le immagini pubblicitarie bloccano l'attimo, diventando Necrologhi perché ingannano il tempo, simulando il movimento di un discorso attorno a una fissità mortifera. In questo saggio ben argomentato, si cerca di scavalcare le illusioni per identificare il vero cadavere: il senso di responsabilità del consumatore, che Maria Nadotti cerca di resuscitare in Necrologhi.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (3 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.